Cosa succede se un Paese esce dall’Euro?

Si parla molto di “uscita dell’Euro” di questo o quel Paese: ma quali sono le conseguenze economiche, sociali e politiche dell’uscita di un Paese dall’Euro?

Prendiamo spunto da un accurato studio di UBS Investment Research del 6 settembre 2011, “Euro break-up – the consequences”.

Prima di tutto, l’uscita dall’Unione Monetaria potrebbe verificarsi solo per due circostanze:

  1. uno Stato Membro o un gruppo di Stati decide di abbandonare l’Unione Monetaria;
  2. uno Stato Membro o un gruppo di Stati viene espulso dall’area valutaria.

Tuttavia i trattati europei NON prevedono alcuna clausola che stabilisca la possibilità da parte di uno Stato di abbandonare o essere espulso dall’Unione Monetaria Europea. Il solo modo è negoziare un emendamento del trattato che crei una clausola di uscita. Inoltre bisogna considerare che tutti i trattati e le legislazioni che governano l’Euro sono trattati dell’UE. Di conseguenza l’uscita di  un Paese  dall’Unione Monetaria non deve essere negoziata con i Paesi dall’area Euro, ma con tutta l’Unione Europea… insomma la questione non è così semplice come la fanno in molti.

Chiariti gli aspetti legali, passiamo ora ad analizzare le conseguenze dell’eventuale uscita di un Paese debole (ad esempio la Grecia) dall’Euro e dall’Unione Monetaria, ipotesi che ricorre più spesso nelle discussioni di questi giorni.

Lo studio di UBS mostra che esistono cinque principali costi potenziali derivanti dall’uscita dell’Unione Monetaria e dall’adozione di una valuta nazionale. Analizziamoli.

CASO I: Default del Debito Pubblico

Se un Paese decide di abbandonare la valuta comune, si troverebbe di fronte a due scelte per quanto riguarda il debito pubblico:

  • Lasciare il debito denominato in Euro: poiché a causa dell’uscita dall’Euro il Paese vedrebbe distrutto il proprio commercio estero; non riuscendo ad ottenere valuta estera (in questo caso Euro), non sarebbe in grado di finanziare il debito: di qui il default.
  • Convertire il debito nella valuta nazionale: questo potrebbe essere interpretato dagli investitori come un segno di difficoltà nel ripagare i propri debiti. In tale situazione il tasso d’interesse sui debiti tenderebbe ad aumentare a livelli tali da decretare il default. Tuttavia, questo secondo scenario è indipendente dall’appartenenza o meno all’Euro (vedi gli avvenimenti della Grecia): il costo aggiuntivo che l’uscita dall’Euro avrebbe per lo Stato sarebbe invece il default del settore “Corporate”, le obbligazioni emesse dalle società. Le aziende avrebbero difficoltà a ripagare i propri debiti in valuta estera a causa del forte deprezzamento del cambio successivo all’uscita del paese dall’Euro (se il cambio si deprezza significa che sono necessarie più unità di valuta nazionale per acquistare una unità di valuta estera).

CASO II: Collasso del sistema bancario interno

L’incertezza derivante dalla nuova valuta genererebbe una corsa agli sportelli poiché, coloro che hanno depositi in Euro, ritirerebbero i loro soldi prima dell’avvenuta conversione. Nel caso di assenza di restrizione ai movimenti di capitale e persone imposti dal Governo si genererebbe un deflusso di capitali verso l’estero e un collasso del sistema bancario. Bisognerebbe realizzare la conversione valutaria all’improvviso, così da sorprendere e anticipare le mosse degli investitori. Questa soluzione è tuttavia irrealistica dati i tempi necessari di transizione da una valuta all’altra e la facilità di circolazione delle informazioni.

CASO III: Uscita dall’Unione Europea

L’intero processo di conversione dell’Euro in valuta nazionale sarebbe contrario ai numerosi trattati europei e comporterebbe una rottura unilaterale del Trattato di Maastricht, Trattato di Lisbona e Trattato di Roma.Inoltre l’introduzione di controlli al movimento di persone e capitale, molto probabili, decreterebbero la rottura di vari trattati europei. È quindi improbabile che un governo possa lasciare l’Euro e rimanere Stato membro dell’Unione Europea.

CASO IV: Perdita di benessere sociale derivante dall’attuazione di politiche protezionistiche

L’uscita di un Paese debole dall’Euro determinerebbe nel breve periodo un vantaggio competitivo in termini di svalutazione della propria valuta nazionale: tendenzialmente esporterebbe di più. Tuttavia i Paesi membri dell’Eurozona adotterebbero misure protezionistiche per difendersi commercialmente da questo Paese. Se ci fosse anche l’uscita dall’UE si verificherebbe il danneggiamento, se non l’interruzione, dei rapporti commerciali tra questo Paese e l’Unione.

 CASO V: Disordini civili

All’interno del Paese si verrebbero a creare divisioni tra coloro che ritengono opportuno rimanere nell’Euro e chi no, tra chi ne ha tratto o ne trarrebbe un grave danno economico e chi no. Tali fratture interne potrebbero sfociare in disordini, addirittura guerre civili o, nei casi peggiori, sistemi dittatoriali al fine di reprimere i disordini sociali. Questo è quanto è successo storicamente.

Aggiungiamo che l’uscita di un Paese dall’Unione determinerebbe poi attacchi speculativi a quel Paese e agli Stati deboli dell’Unione (es. Italia, Spagna): ci sarebbe un contagio, con un enorme aggravio di costi economici e finanziari, basti pensare agli effetti sugli investimenti delle famiglie. La dissoluzione dell’Unione a questo punto sarebbe probabile e comporterebbe la perdita del peso internazionale dell’Europa.

Conclusioni

In ogni caso  i costi sono altissimi: UBS prova a stimare concretamente il costo monetario pro-capite per il primo anno derivante dall’uscita di un Paese debole dall’Euro. È una cifra compresa tra 9.500 e 11.500 Euro a persona! Quindi, alla luce degli attuali avvenimenti, affinché sia vantaggioso per gli Stati membri rimanere nell’Unione Monetaria ed evitare d’incorrere nei costi sopra descritti, è fondamentale il raggiungimento di una completa integrazione delle politiche economiche.

Vuoi tenere sotto controllo il rischio-Paese e il rischio dei mercati finanziari? Niente di più facile: accedi al nostro sito www.adviseonly.com e clicca su “Barometro del Rischio” (oppure prova a giocare con il Barometro su Facebook). Si tratta di un’applicazione gratuita a disposizione dei nostri utenti che segna il livello di stress dei mercati finanziari globali.
Inoltre potete navigare nella sezione Analisi Mercati / Mappamondo finanziario, sempre gratuita, qui troverai aggiornati quotidianamente:

  • il rendimento effettivo lordo a scadenza del titolo di Stato,
  • la Performance storica obbligazionaria,
  • lo spread,
  • la performance storica azionaria,
  • il Rischio per Paese.

Buona navigazione.

 



NB: su questo argomento la redazione di Advise Only ha scritto un altro post più recente e che presenta 3 punti di vista diversi. Clicca per leggerlo: Cosa succede se l’Italia esce dall’euro? Il dibattito è aperto in Advise Only, tu che ne pensi?

 

Tag: come investire, crisi finanziaria, default, euro, eurozona, rischio default, uscire da euro

avatar

Pasquale Rossi

Segue tematiche finanziarie e modellistiche legate alla consulenza finanziaria in Advise Only SIM. Ha conseguito la Laurea in Economia Politica all’Università degli Studi di Roma I “La Sapienza” ed il Master in Finance (II livello) presso l’Università di Torino (CORIPE Piemonte). E’ entrato a far parte del team di consulenti indipendenti di AdviseOnly dopo un’esperienza consulenziale in KPMG.

More Posts

Post correlati:

  • BatterioKiller

    Ma tutto questo non accadrà vero? perché i nostri governanti sono lucidi e lungimiranti vero? sto sognando vero?

  • SherlockHolmes

    Tra sei mesi i nodi verranno al pettine…..la Grecia dovrà onorare la sua spesa per interessi sul debito!Il portavoce della cancelliera tedesca Angela Merkel parla di < < default controllato >>.Le politiche di austerity attuate dal Governo greco hanno affondato ulteriormente l””””economia del Paese.Che cosa dovrebbe e potrebbe fare il governo ellenico?non politiche di repressione della domanda ma manovre per rilanciare l””””economia e la crescita!!!

  • Massimo Scolari

    Caro Pasquale,
    tralascio gli aspetti legali della questione.Nel caso di uscita di un paese dall””Euro il default del debito pubblico sarebbe probabilmente automatico. In quel giorno il Parlamento voterebbe una legge che dalla mezzanotte convertirebbe, ad un determinato tasso di cambio, tutti i contratti domestici (stipendi, affitti, utenze ecc.) da Euro alla valuta domestica. Si avrebbe quindi una forte svalutazione del tasso di cambio (in Argentina fu del 70%) con conseguente effetto sui prezzi interni (in valuta domstica) che salirebbero sia nell””immediato, sia nei periodi successivi con tassi di inflazione a due cifre. In Argentina il tasso di povertà salì in pochi mesi al 53% della popolazione; le imprese sarebbero costrette a licenziare molti dipendenti ed il tasso di disoccupazione si impennerebbe. Molte persone sarebbero cosrette ad emigrare. Le banche sarebbero sottoposte ad una fortissima pressione sulla liquidità e accuserebbero insostenibili perdite a causa del default del debito pubblico e delle perdite su crediti. Insomma un disastro. Le conseguenze sociali e sull””ordine pubblico sono facilmente immaginabili.

  • raphaell1

    secondo me l unica cosa che potrebbe salvare l europa e creare proprio l europa unita senza tutti sti governi che rubano un economia europea unica e forte poi abbassiamo sto euro che non si puo esportare piu niente adesso tutti i soldi vanno in cina e nei paesi emergenti la sono la richezza che sie fatto tanta fatica ad avere in 10 anni e andata via .la sola risposta e un governo centrale europeo tipo gli usa ps scusate il mio italiano

  • BatterioKiller

    Raphaell1, sono d””accordo. Ma ””sta banda di sciamannati che governa l””Europa non ha mica voglia di cedere potere ad un unico governo centrale! Si sono avvitati al pavimento! Però hanno anche capito che se fanno fallire l””Euro per loro è comunque finita, e allora cercano di barcamenarsi…perfetto stile europeo e soprattutto italiano…

  • stefano

    Domanda a Massimo Scolari…Insomma se capisco bene…prima che sia troppo tardi è saggio ipotizzare di convertire i risparmi da euro in franchi svizzeri o oro ?

  • Massimo Scolari

    Caro Stefano, è come stipulare una polizza di assicurazione contro i rischi patrimoniali. I rischi ci sono, è evidente. Non bisogna però farsi prendere dal panico. La cosa migliore è diversificare i propri investimenti. Come? E”” importante l””orizzonte temporale. Nel breve termine credo sia prioritario cercare protezione e difendere il capitale. Personalmente a questo scopo non investirei in oro ma preferirei i titoli di stato tedeschi (Bund). Nel medio-lungo termine, tenuto conto del livello dei corsi azionari piuttosto bassi, investirei in azioni europee di società ad elevata capitalizzazione e con buoni dividendi.

  • marius57

    La crisi dell””Euro secondo me e”” la crisi della societa”” civile e della societa”” politica che ha pensato di mascherare le proprie debolezze e quelle dei mercati finanziari inventandosi l””Euro e poi allargandolo anche a paesi cd poveri tipo Portogallo, Spagna Irlanda Grecia etc.-Ricordo la frase detta da tutti i politici all””introduzione dell””Euro ….” e”” tutto uguale non cambia nulla una cosa che costa 2.000 lire ora costera”” circa 1,03 Euro e cosi”” via….” ricordate i volumetti tascabili di conversione? all””inizio e”” stato coi”” poi abbiamo visto tutti il disatro che sta succedendo.-Qui e”” in gioco il futuro dei ns.figli, nipoti cittadini tutti dal primo all””ultimo.-In pratica hanno fatto in proporzione quello che e”” stato fatto in America con la finanza creativa e allegra, i mutui sub-prime dati anche ai barboni pur di acquisire un nominativo,un nome e cognome sui cui inventarsi una finanza di dieci volte superiore a quanto prestato una sorta di cartolarizzazione a catena.-
    Qui la situazione e”” critica e la cosa peggiore e”” che nessuno secondo me e”” in grado di governare questa situazione in Europa.-I libri di economia dovranno essere riscritti tutti, le vecchie concezioni economiche, le varie ricette economiche in questa situazione vanno a farsi friggere.- Un saluto a tutti

  • Thc791

    Ma secondo voi per scongiurare il rischio del tracollo della moneta unita nn sarebbe più conveniente cambiare la valuta oggi in dollari? Così anche in caso di un default dei paesi il cambio dovrebbe sempre rimanere molto favorevole. I baund tedeschi nell ipotesi di un tracollo europeo nn mi danno troppa fiducia

  • Pasquale Rossi

    Dipende dalle sue aspettative. Le consiglio di visionare i tre portafogli anticrisi da noi proposti sul sito (effettuando l’accesso al sito le si aprirà una mappa, cliccando su portafogli anticrisi potrà prendere visione dei tre ptf alternativamente la stessa icona può trovarla a destra nella sua homepage).Se le aspettative sono rivolte allo scenario peggiore allora molto probabilmente si verificherà un’apprezzamento del dollaro nei confronti delle nuove valute (più deboli ed incerte) per cui converrebbe acquistare dollari e diversificare acquistando altre valute “forti” (il portafoglio EuroTsunami infatti privilegia per questo scenario un paniere di divise maggiormente deputate a rafforzarsi in vista del collasso dell’euro).

  • gerardoferrara

    Caro Pasquale, è ormai chiaro a tutti che un “Paese debole” non può uscire dall’Euro. Ma spesso ci si chiede anche cosa succederebbe se una “Paese forte” volesse andarsene (i.e. la Germania)? Probabilmente dovrebbe innalzare barriere per evitare un afflusso di capitali eccessivo e la sua valuta si apprezzerebbe fino a rendere difficoltose le sue esportazioni. In ogni caso i costi sarebbero altissimi! Inoltre non dovrebbe essere dimenticato che l’Euro è stato un vantaggio per tutti, anche per la Germania, che ha scaricato sulle casse dell’Unione Europea parte dei costi e degli investimenti successivi all’unificazione tedesca e, grazie all’Euro, ha avuto un supplemento di forza per affrontare la Grande Crisi e riposizionarsi come locomotiva europea. E sempre l’Euro ha permesso a “Paesi deboli”, come l’Italia, di reggere il passo delle difficili operazioni di riequilibrio dei conti pubblici e di far vivere la propria economia grazie al basso costo del denaro (per le famiglie e per le stesse imprese), con un ombrello protettivo che ci ha messi al riparo da tempestose speculazioni valutarie (a chi parla male dell’Euro basta ricordare la situazione dei conti pubblici e privati quando la lira era tartassata al ribasso dagli speculatori e sui mutui per la casa si pagavano tassi del 15%). Ragion per cui non dovrebbe essere auspicabile un uscita volontaria dalla zona euro. Colgo l’occasione per complimentarmi del vostro sito!

  • Pasquale Rossi

    Ciao Gerardo, grazie per i complimenti al sito. Io ritengo che una eventuale dis-integrazione o anche solo riduzione dell’area euro avrebbe dei costi inimmaginabili. Mi chiedo il perchè dell’agonia sofferta e che continuano a soffrire alcuni paesi dell’area euro (vedi ad esempio la Grecia)? non era e non è necessaria per nessuno così come non è necessario l’emergere dalla crisi di un sistema economico meno coeso e più diseguale. Purtroppo l’area euro non è un’ area valutaria ottima ma potrebbe diventarlo la questione oltre ad essere economica è principalmente politica.Sono d’accordo nel ritenere che non conviene a nessuno l’uscita dall’euro: prendi ad esempio quanto sta succedendo in Grecia, una sua uscita non converrebbe alla Germania ma nemmeno ai greci infatti questa decreterebbe il default in maniera “istantanea” in altri termini abbandonare la valuta comune per un paese soggetto a rischio d’insolvenza accelererebbe il default. Quanto alla svalutazione del cambio che alcuni ritengono lo strumento per recuperare competitività non è l’unica strada per raggiungere questo obiettivo, basti pensare che tra le ricette di policy si potrebbero utilizzare un’adeguata politica industriale e/o dei redditi al fine di rendere più competitivo il paese (ovviamente il loro impatto è incerto ma sicuramente meno costoso rispetto ai costi da sostenere per perseguire la strada della svalutazione valutaria).
    Ciao p.

  • andre

    siamo entrati nella spirale
    non ne usciremo mai
    gli stati sono in mano a privati privi di scrupoli che tendono a creare manodopera a basso costo.
    accadra’:
    i nostri salari scenderanno ai minimi storici, ci saranno disordini sociali e alla fine ci sara lo stesso il defaul, allora usciamo dall’euro almeno il nostro default lo programmiamo noi

  • roscar

    salve,ho sentito qualcuno che diceva che se dovessimo uscire dall’euro le aziende sarebbero costrette a licenziare,qualcuno mi spiega il perche ?io pensavo che tornando alla lira ci sarebbe stata una svalutazione degli stipendi e di conseguenza meno costi di manodopera,quindi perche licenziare ?scusate ma sono ignorante in materia e non riesco a capire

  • Pasquale Rossi

    Ciao Roscar, ritengo che la tua osservazione sia corretta ma l’effetto espansivo sull’occupazione secondo me è temporaneo, vediamo perché.
    Abbandonando la moneta unica il Paese svaluterebbe pesantemente la propria valuta nazionale.
    La forte svalutazione determinerebbe un aumento del livello generale dei prezzi e quindi alta inflazione per due motivi:
    1) inflazione da costi (la svalutazione determinerebbe un aumento del costo delle materie prime per le imprese e quindi dei loro costi di produzione che indurrebbe queste ultime ad aumentare i prezzi dei prodotti offerti);
    2) inflazione da domanda ( la svalutazione determinerebbe un aumento della domanda di merci e servizi per effetto dell’aumento delle esportazioni).
    Come tu osservi, l’aumento del livello generale dei prezzi determinerebbe una riduzione dei salari reali e la domanda di lavoro da parte delle imprese aumenterebbe (anche per l’aumentata domanda di beni e servizi derivante dalla svalutazione).
    Tuttavia, questo è un effetto temporaneo. Infatti, se i salari sono fissi l’aumento dei prezzi insieme alla caduta della domanda (per gli effetti esposti nel post es. razionamento del credito e riduzione della circolazione monetaria, aumento dei tassi d’interesse, caduta delle esportazioni a causa dell’inflazione ecc.), innescherebbe una spirale prezzi-svalutazione in un circolo vizioso che porterebbe ad inflazione e disoccupazione elevata (stagflazione).

  • Davide

    Ciao a tutti nel complimentarmi con con voi per i bei contenuti della discusione, vorrei esprimere il mio pare in merito. ebbene io credo che a prescindere dalla moneta adottata (si potrebbe rimanere anche nell’euro di modo da scongiurare ogni eevenutale disastrosa conseguenze) il nocciolo del problema è legato ai seguenti quesiti strettamente collegati:
    1)Perchè si genera debito pubblico?; 2) chi è il creditore?

  • Daino

    Non solo l’Italia, ma anche l’Olanda è in recessione.
    Germania e Francia sono ferme.
    Nei sette anni da che è stata introdotta la moneta comune europea, la crescita del PIL pro-capite europeo è stata di un esangue 1% annuo, la metà di USA e Gran Bretagna; e la disoccupazione UE è al 9 %, contro il 4,5 % britannico.
    Che l’euro sia almeno una causa di questa paralisi, è un sospetto che albeggia ormai anche nelle sedi ufficiali.
    Uno studio della HSBC, la più grossa banca del mondo, ha cominciato ad affrontare il tema.
    Un tema-tabù.

  • http://labeatacippa.myblog.it flipper

    beh non c’è solo lìipotesio defalut, potrebbe essere che prima dell’uscita ci sia un aggancio magari al dollaro della moneta nazionale, nel casio italiano la lira, il che vedrebbe svalutare la moneta si ma pensate bene il mercato che potrebbe aprirsi nell’america, (il dollaro vale un 30% in meno dell’euro, perfino in europa le mercio pèrodotte in italia sarebbero più appetibili economicamente, con buona pace dei krauten (tedeschi) che vedrebbero ridursdi la loro quota di mercato, e di conseguenza si renderebbero conto dellì’errore che hganno fatto nel pretendere il fiscal compact (al qual il bocconiano idiota ha aderito con allegria) e che ci porterà allo sfascio socialke oltre che economico. in caso di risposta cercatemi su face book non sul blog che non seguo più, http://www.facebook.com/obaccin questo link dovrebbe mandarvi da me

  • Pasquale Rossi

    Un aggancio delle valute nazionali al dollaro…e se quest’ ultimo lo ancoriamo all’oro, ed aggiungiamo qualche altra regola…un ritorno a Bretton Woods! Beh c’è da dire che un sistema di cambi all’interno dei due estremi fisso e flessibile valido per un periodo non lo è per ogni circostanza in altri termini non è possibile stabilire la superiorità di un regime di cambio rispetto ad un altro!Il 15 agosto del 1971 il presidente americano Nixon fu costretto a decretare la fine del gold exchange standard proprio perchè era stata minata alla base la fiducia nel sistema vale a dire la costanza nel tempo del contenuto in oro del dollaro, insomma troppi dollari in circolazione! D’ altra parte l’America si trovava di fronte ad un dilemma:l’importanza della sua moneta all’interno del sistema la costringeva (se le condizioni lo richiedevano) a dover finanziare l’intero commercio mondiale…!

  • bottegaio

    È dal 2008 che investo in titoli e valute australia. Qui in europa ed in italia in particolare c’è paura, io ho paura.

  • Pasquale Rossi

    La situazione europea è il frutto di una miscela esplosiva composta da ideologia neoliberista da una parte e nazionalismo tedesco dall’altra che hanno reso il sistema economico conflittuale!Per uscire dalla crisi dobbiamo far vedere che siamo solidali gli uni con gli altri che ci sentiamo parte di un progetto comune! solo in questo modo possiamo raggiungere ad una vera integrazione economica, sociale e politica a beneficio di tutti!
    FORZA UNIONE!!!!

  • Maximus

    Secondo me siamo a un passo da una grande guerra: inizierà con focolai interni, guerre civili, e si propagherà ovunque. Vedrete.

  • Massimiliano

    Mi permetto di sottolineare come secondo me la denuncia di un Trattato internazionle (cioè la disapplicazione unilaterale dello stesso) sia possibile sempre e comunque.
    Non dimentichiamoci che parliamo di Stati Sovrani cioè di entità che possono fare tutto.
    Secondo me se la Grecia esce deciderà di non rimborsare i debiti con gli Stati dell’Eurozona.
    Tuttavia, la zona Euro non è il mondo e visto che l’economia greca si basa sostanzialmente sul turismo non vedo certo grossi contraccolpi…
    D’altro canto siamo vissuti senza euro fino al 2002 e non mi pare che nessuno sia morto…

  • Jack Sparrow

    Non è che il turismo pesi poi così tanto sul PIL della Grecia oggi come oggi… nell’immediato non se la passerebbero granché bene.

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1055246726 Fabio Castellucci

    Una opera di TERRORISMO della informazione.

    Praticamente
    diffonde bugie totali con cui vuole terrorizzare i cittadini europei
    per convincerli che se OSANO uscire dall’euro, verranno massacrati …

    NON solo è FALSO, ma economisti come Stiglitz e Krugman….

    DICONO L’ESATTO CONTRARIO!

    E CIOÈ CHE SOLO AFFRETTANDOSI AD USCIRE DALL’EURO MOLTI PAESI HANNO QUALCHE POSSIBILITÀ DI NON FINIRE IN MISERIA NERA!!!!

    http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2012/10/immediata-uscita-da-eurozona-moneta-sovrana-applicazione-mmt.html

  • Pasquale Rossi

    Ciao Fabio sono d’accordo con te, parlare di guerra nucleare fuori dall’euro è un messaggio secondo me eccessivo. Proprio per questo motivo abbiamo aperto sempre su questo blog un dibattito sul tema che ti esorto a commentare, lo trovi qui: http://it.adviseonly.com/blog/economia/italia-fuori-da-euro-dibattito-aperto-in-advise-only-che-ne-pensi/

    Grazie ciao Pasquale.