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	<title>Blog Advise Only</title>
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	<description>Blog Advise Only - Guida di finanza personale per investitori e risparmiatori</description>
	<lastBuildDate>Fri, 24 May 2013 15:21:57 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Giappone: Debito/PIL al 230% e svalutazione dello yen. Politica sostenibile?</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2013 11:59:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pasquale Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni sull’economia]]></category>
		<category><![CDATA[come investire]]></category>
		<category><![CDATA[debito pubblico]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal 1950 fino agli inizi degli anni ‘90, il Giappone ha vissuto una performance stellare in termini di crescita. Tuttavia, a fine secolo questa crescita ebbe una brusca fine! Iniziò quella che molti chiamano la recessione giapponese, una situazione che il Giappone sembra non riuscire a superare. La recessione si è innescata con il rapido crollo dei [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div itemscope itemtype="http://schema.org/BlogPosting"><p>Dal 1950 fino agli inizi degli anni ‘90, il Giappone ha vissuto una performance stellare in termini di <strong>crescita</strong>. Tuttavia, a fine secolo questa crescita ebbe una brusca fine! Iniziò quella che molti chiamano la <b><i>recessione giapponese</i></b>, una situazione che il Giappone sembra non riuscire a superare.</p> <p>La recessione si è innescata con il rapido crollo dei prezzi azionari del mercato giapponese, verificatosi nei primi anni Novanta, che ridusse bruscamente la spesa e di conseguenza la produzione nazionale. Memore della lezione forse più importante della <b>Grande Depressione</b>, il Giappone introdusse politiche economiche espansive, ma furono troppo tardive e poco incisive: a metà degli anni ‘90 la riduzione del <b>tasso d’interesse monetario</b> (sceso sotto l’1%) trovava il Paese nipponico già ad affrontare i problemi della <a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/Trappola_della_liquidit%C3%A0" rel="nofollow"><b>trappola della liquidità</b></a> e <b>deflazione</b>.</p> <p>La <b>politica fiscale</b>, anch’essa espansiva, venne messa presto in discussione: se i rendimenti obbligazionari fossero aumentati in futuro, avrebbe comportato più elevati livelli di <b>debito</b> ed una maggiore <b>spesa per interessi</b>.</p> <p><b>Che fare per uscire dalla recessione?</b></p> <p>Molti economisti osservarono quanto fosse necessario aumentare le aspettative d’<b>inflazione</b>. In presenza di un tasso d’interesse nullo, maggiori aspettative d’inflazione avrebbero comportato un tasso di interesse reale negativo che avrebbe <b>stimolato la spesa</b> e quindi <b>la produzione</b>. Nel peggiore dei casi questa soluzione non avrebbe funzionato, nel migliore avrebbe aiutato il Paese ad uscire dalla recessione. La BoJ (la Banca centrale giapponese) seguì il consiglio e mantenne il tasso d’interesse monetario uguale a zero negli anni a venire.</p> <p>Dal 2003 fino al 2008 il Giappone ha alzato la testa e sembrava che stesse lentamente uscendo dalla stagnazione. Poi c’è stata Lehman Brothers, i mutui subprime, la crisi del debito nell’euro zona&#8230;. Risultato: l&#8217;economia giapponese è rimasta bloccat nella <a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/Trappola_della_liquidit%C3%A0" rel="nofollow">trappola della liquidità</a>. E la BoJ? Criticata per un decennio per fare le cose “too little, too late” stavolta la Banca centrale ha adottato una<b> politica monetaria “fast and furious”</b>,che consiste nel:</p> <ul> <li>mantenere i tassi a zero;</li> <li>fissare in “circa 2 anni” l’arco temporale per raggiungere un’inflazione al 2%, espandendo entro il 2014  la base monetaria, i bond pubblici detenuti, gli Etf ed i fondi immobiliari.</li> </ul> <p>Anche con questa ricetta, tuttavia, le critiche al Giappone non si sono fatte attendere. Secondo un illustre economista di Harvard, <b>M. Feldstein</b>, i due grandi vantaggi dell’economia giapponese sono stati i <b>bassi tassi d’interesse sul debito pubblico</b> e <b>sui prestiti al settore privato</b>.</p> <p>A fronte di un <b>rapporto debito/PIL al 230%</b> e di un <b>deficit di bilancio annuale del 10%</b> del PIL , il Governo giapponese è riuscito a pagare bassi tassi d’interesse sul debito per effetto:</p> <ul> <li>della bassa inflazione (che perdura da oltre un decennio);</li> <li>dell’apprezzamento dello yen rispetto alla altre maggiori valute.</li> </ul> <p>La deflazione giapponese ha permesso un tasso d’interesse reale maggiore di quello monetario, mentre l’apprezzamento dello yen ha favorito l’afflusso di capitali esteri (anche attraverso aspettative di apprezzamento del cambio in futuro). Tuttavia, secondo l’economista di Harvard, questo effetto combinato potrebbe essere sul punto di finire.</p> <p><a href="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/shinzo-rdv-tmagArticle.jpg" rel="nofollow"><img class="alignright size-full wp-image-10115" alt="premier giapponese shinzo abe" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/shinzo-rdv-tmagArticle.jpg" width="150" height="102" /></a></p> <p>La strategia del premier liberal democratico <b>Shinzō Abe</b>, l’<a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/Abenomics" rel="nofollow">abenomics</a>, che mira a un tasso d’inflazione del 2-3% e all’indebolimento dello yen, potrebbe corrodere i vantaggi sopra elencati. Vediamo perché.</p> <p>Perseguendo una <b>politica monetaria espansiva</b> aggressiva al fine di <b>spingere la crescita</b>, l’effetto sul cambio potrebbe essere quello di un ulteriore deprezzamento della valuta. Le conseguenze potrebbe essere:</p> <ul> <li>una rapida <b>crescita dei prezzi</b>,</li> <li><b>maggiori tassi d’interesse</b> richiesti dagli investitori,</li> <li><b>crescita del rapporto deficit/PIL e Debito/PIL </b></li> <li><b>aumenti del tasso d’interesse</b> reale.</li> </ul> <p>La combinazione di un debito pubblico esplosivo ed elevati tassi d’interesse reali avrebbe degli effetti disastrosi sull’economia. In particolare, l’<b>aumento dei tassi d’interesse</b> a lungo termine  <b>deprimerebbe gli investimenti</b> da una parte e per effetto di una riduzione del prezzo dei titoli obbligazionari (data la relazione inversa tra prezzo e rendimento) la <b>ricchezza delle famiglie</b> dall’altra, spingendo queste ultime a ridurre i consumi (<strong>c.d. effetto ricchezza</strong>).</p> <p>La caduta dei consumi e degli investimenti causerebbero una <b>riduzione del PIL</b> e, quindi, un’ulteriore aumento del rapporto deficit/PIL e Debito/PIL.</p> <p>Feldstein inoltre fa notare che, anche in assenza di prospettive di una rapida crescita dell’inflazione e di deprezzamento dello yen, il Giappone si troverebbe a soffrire per l’effetto di alti tassi d’interesse (a causa dell&#8217;andamento dei fondamentali economici).</p> <p>Fino a pochi anni fa i Giapponesi erano dei grandissimi risparmiatori, questo aveva permesso di beneficiare di <strong>maggiori esportazioni</strong> rispetto alle proprie importazioni e di <strong>finanziare internamente il deficit</strong> di bilancio. Questa tendenza rischia d’ invertirsi. Il <b>collasso del risparmio</b> di imprese e famiglie potrebbe di fatti costringere il Governo nipponico a vendere i titoli del debito pubblico all’estero, aumentando per questa via i tassi d’interesse a lungo termine.</p> <p>Chiudiamo riportando quanto sostenuto da M. Feldstein:</p> <p style="text-align: center;"><em>&#8220;il Giappone ha bisogno di uscire dalla trappola deflazionistica della non-crescita, ma le politiche introdotte non sembrano favorire quest’obiettivo&#8221;</em></p> <p>Con il <strong>crollo della borsa</strong> giapponese del 7% il 23 maggio, questi dubbi sono più che legittimi.</p> <hr /> <div> <p>Ho pensato di proporre all’interno del sito <a href="https://it.adviseonly.com/?hl=it-IT" rel="nofollow">Advise Only</a> un portafoglio basato sullo scenario proposto da M. Feldstein, relativo al caso di un concretizzarsi dei rischi della strategia di crescita adottata dal Giappone: “<a href="https://community.adviseonly.com/portfolios/9524-abenomics-wrong" rel="nofollow"><strong>Abenomics Wrong</strong></a>”</p> <p>Se siete interessati ad approfondire la “questione giapponese”, vi aspetto in <a href="https://community.adviseonly.com/users/pasquale-rossi" rel="nofollow">Community</a>.</p> <p style="text-align: center;"><em>Clicca per aprire il portafoglio</em></p> <p style="text-align: center;"><a href="https://community.adviseonly.com/portfolios/9524-abenomics-wrong" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-10114" alt="abenomics" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/giappone.png" width="450" height="330" /></a></p> </div> <p>Tag: <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/come-investire/" rel="dofollow">come investire</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/debito-pubblico/" rel="dofollow">debito pubblico</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/giappone/" rel="dofollow">giappone</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/inflazione/" rel="dofollow">inflazione</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/rapporto-debitopil/" rel="dofollow">rapporto debito/PIL</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/rischio-default/" rel="dofollow">rischio default</a></p> </div>]]></content:encoded>
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		<title>Il portafoglio di investimento per chi crede che l&#8217;era dell&#8217;austerità sia finita</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 10:01:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaele Zenti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guida al risparmio]]></category>
		<category><![CDATA[azioni]]></category>
		<category><![CDATA[come investire]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
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		<category><![CDATA[titoli di Stato]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;era dell&#8217;austerity è finita? Stando alle dichiarazioni degli ultimi tempi, sembrerebbe di sì. Si sono susseguite, infatti, una serie di dichiarazione da parte dei funzionari della Comunità Europea circa l’adozione di una strategia meno “intransigente” per la soluzione della crisi europea.  “L’austerità non è più sufficiente” (Enrico Letta &#8211; Presidente del Consiglio del Governo Italiano) [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div itemscope itemtype="http://schema.org/BlogPosting"><p>L&#8217;era dell&#8217;<em><strong>austerity</strong></em> è finita?</p> <p>Stando alle dichiarazioni degli ultimi tempi, sembrerebbe di sì. Si sono susseguite, infatti, una serie di dichiarazione da parte dei funzionari della Comunità Europea circa l’adozione di una <b>strategia meno “intransigente” per la soluzione della crisi europea</b>.</p> <p style="text-align: center;"><i> “L’austerità non è più sufficiente” (Enrico Letta &#8211; Presidente del Consiglio del Governo Italiano)</i></p> <p style="text-align: center;"><i>“Stiamo raggiungendo i limiti di efficacia e accettazione politica e sociale delle nostre politiche economiche” (José Barroso &#8211; Presidente Eurogruppo)</i></p> <p style="text-align: center;"><i> “È necessaria una politica favorevole alla crescita” (Eurogruppo, dichiarazione ufficiale)</i></p> <p style="text-align: center;"><i>“Ai Paesi europei in difficoltà, come Spagna, Portogallo e Grecia, dovrebbe essere dato più tempo per ridurre i deficit di bilancio” (Christine Lagarde, FMI)</i></p> <p>Che le “buone” intenzioni d’adottare <b>politiche economiche meno rigide e più orientate alla crescita nell’UE</b> si trasformino in un piano d’azione coordinato (e sostenibile) in favore della ripresa non è per nulla scontato. È però ormai evidente a chiunque si guardi attorno e legga qualche statistica economica come le politiche di sola <i>austerity</i> abbiano <a href="http://it.adviseonly.com/blog/economia/crisi-eurozona-rischio-doppia-recessione/#.UZ3Vqpzm4bA" rel="nofollow">effetti disastrosi per l’economia</a>, in particolare per le economie più fragili dell’area euro. Italia in testa.</p> <p>Non manca il dibattito di natura accademica: imperversa infatti un’accesa discussione al limite della telenovela sul celebre articolo (originariamente falsato da un errore di calcolo d’imbarazzante banalità) degli economisti Rogoff e Reinhart. Articolo da cui, a torto o a ragione, molti hanno concluso che un <b>debito pubblico superiore al 90% del PIL</b> <b>impatta negativamente sulla crescita economica</b>. Ora queste conclusioni (a mio parere uno dei più lampanti esempi di confusione tra causalità e casualità&#8230; ma magari di questo ne parliamo un’altra volta) sono messe in discussione da una parte della comunità accademica e giornalistica.</p> <p>In breve, <b>l’austerità non è per niente di moda</b> e l’Europa si trova a un crocevia: occorre cambiare strada, perché così non si va da nessuna parte. Sebbene non esista ancora una strategia condivisa che vada in questa direzione, è chiaro che l’attenzione dei Paesi dell’Eurozona si è spostata verso quelle riforme in grado di restituire fiducia ai cittadini nel proprio futuro, rivitalizzando il “progetto Europa” e mettendo al centro dei loro programmi la <b>politica economica</b>.</p> <p>Si tratta di ideare <b>una ricetta comune per l’eurozona</b>, con un coordinamento tra i Paesi, che favorisca una <b>crescita economica</b> sostenibile. Tra le <b>linee d’azione più probabili</b> vi sono le seguenti:</p> <ul> <li>una <b>politica industriale</b> che rivitalizzi il <b>mercato del</b> <b>lavoro</b>, riducendo la <b>disoccupazione</b>, e che rilanci gli <b>investimenti</b>, in particolare quelli legati a <b>innovazione</b>, <b>ricerca e sviluppo</b>;</li> <li><b>sostegno alle piccole-medie imprese</b>, soprattutto in Italia, favorendo l’imprenditorialità;</li> <li>politiche fiscali di <b>razionalizzazione della spesa pubblica</b> (ad esempio, in Italia, attraverso la riduzione dimensionale della Pubblica Amministrazione e la sua <b>digitalizzazione</b>);</li> <li>politiche attente ad uno <b>sviluppo sostenibile e attento all’ambiente</b>.</li> </ul> <p>Queste azioni, correttamente applicate, potrebbero portare a <b>miglioramenti nel medio termine</b> sul fronte occupazionale, con conseguente rilancio dei consumi, degli investimenti, dei profitti aziendali e, in definitiva, della crescita economica, in Europa e nel resto del mondo. Scenario da sogno.</p> <p>Bisogna ammettere però che <b>una strategia seria di soluzione della crisi europea ancora non è stata concretamente disegnata dai leader politici del continente</b>. La stiamo tutti aspettando ansiosamente. Dunque il rischio che si abbandoni l’austerità senza procedere a serie riforme strutturali di cruciale importanza esiste (&#8230;conosciamo i leader politici europei, lo spirito di Cetto La Qualunque è sempre in agguato). Questo potrebbe mettere in pericolo quella relativa calma finanziaria indotta dall’azione della <b>BCE</b> negli ultimi 12 mesi. Insomma, bisogna evitare di gettare alle ortiche il lavoro già svolto.</p> <h1><b>Passiamo dal punto di vista del cittadino a quello del risparmiatore</b></h1> <p>Ipotizziamo di essere ottimisti e di volere definire <b>un portafoglio che abbia come tesi d’investimento questo scenario virtuoso di ritorno alla crescita</b> <b>attraverso un allentamento dell’<i>austerity</i></b>. Proviamo a schematizzare in modo (molto) approssimativo <b>i principali fattori di rischio</b>:</p> <p><a href="https://it.adviseonly.com/portfolios/9324?hl=it-IT#.UZ3lTZzm4bA" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-10099" alt="austerità in europa" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/austerità-in-europa.png" width="300" height="240" /></a></p> <p>Le <b>idee d’investimento</b> sulle quali puntare corrispondono all’area evidenziata con il grigio nella figura: uno <b>scenario costituito dalla combinazione di crescita economica, minori rischi di sistema</b> (quelli che impattano in modo devastante sull’intera economia mondiale o sue porzioni rilevanti), verosimili <b>rischi d’inflazione</b> (che spesso accompagnano il ritorno alla crescita).</p> <p>Qui in <a href="https://it.adviseonly.com/?hl=it-IT" rel="nofollow">Advise Only</a> abbiamo provato a individuare<b> i temi d’investimento da privilegiare in questo scenario</b> (vediamo se siete d’accordo con noi):</p> <ul> <li><b>titoli di Stato dei Paesi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/PIIGS" rel="nofollow">PIIGS</a></b> ad elevata duration, cioè a lunga scadenza), che beneficerebbero di un’ulteriore discesa degli spread e dei rendimenti;</li> <li><b>titoli di Stato a medio termine indicizzate all’inflazione italiana</b>, per proteggere dalla possibile crescita dell’inflazione;</li> <li><b>azioni europee del settore dei consumi</b>, che dovrebbero rivitalizzarsi; pensiamo in particolare ai consumi discrezionali (più penalizzati durante la crisi), ma anche il settore dei beni di largo consumo;</li> <li><b>azioni europee del settore industriale</b>, con particolare enfasi sul segmento small-mid cap, che potrebbe ricevere lo slancio maggiore da una ripresa economica;</li> <li><b>azioni del settore digitale e tecnologico</b>, sul quale è verosimile vi siano incentivi ed innovazione;</li> <li><b>azioni legate al tema del “<i><a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/Private_equity" rel="nofollow">private equity</a></i>”</b>, per via della sua funzione di “enzima” che stimola l’attività imprenditoriale (beneficiandone in termini di profitti);</li> <li><b>azioni del settore “<a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/Basic_materials" rel="nofollow">materials</a>”</b> (materiale legato all’edilizia, packages, materie di base, ecc…) su scala globale, fortemente penalizzate nei prezzi oggi (ottime valutazioni = <a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/Rapporto_Prezzo/Utili" rel="nofollow">rapporto P/E</a> e <a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/Rapporto_prezzo/patrimonio_netto" rel="nofollow">rapporto P/B</a> sotto la media storica), ma con buon potenziale in caso di rilancio della produzione.</li> </ul> <p>Queste idee d’investimento sono finite dritte dritte in <b>un</b> <b>portafoglio condiviso nella Community di Advise Only: “<a href="https://community.adviseonly.com/portfolios/9324-less-austerity" rel="nofollow">Less Austerity</a>”</b> (se vogliamo, è un cugino dei <b><a href="http://it.adviseonly.com/idee-di-investimento/" rel="nofollow">portafogli anti crisi</a></b>). Non è certo un portafoglio per pavidi, in quanto punta su uno scenario ben definito (tenuta della zona euro e ripresa della crescita economica), che ha una discreta probabilità di avverarsi (ce lo auguriamo tutti)… ma che potrebbe anche non verificarsi. <b>Con tutti i rischi finanziari associati</b>. Pertanto è un portafoglio tematico al quale destinerei solo una frazione (a mio parere neanche ampia) del patrimonio.</p> <p>Mi fermo qui. Perché la cosa migliore è andare a scoprire <b>i dettagli del portafoglio “<a href="https://community.adviseonly.com/portfolios/9324-less-austerity" rel="nofollow">Less Austerity</a>” sulla nostra Community</b> e discuterne lì.</p> <p><a href="https://it.adviseonly.com/portfolios/9324?hl=it-IT#.UZ3lTZzm4bA" target="_blank" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-10100" alt="portafoglio less austerity" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/portafoglio-less-austerity.png" width="450" height="299" /></a></p> <p>&nbsp;</p> <p>Tag: <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/azioni/" rel="dofollow">azioni</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/come-investire/" rel="dofollow">come investire</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/crisi-finanziaria/" rel="dofollow">crisi finanziaria</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/debito-pubblico/" rel="dofollow">debito pubblico</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/piigs/" rel="dofollow">PIIGS</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/titoli-di-stato/" rel="dofollow">titoli di Stato</a></p> </div>]]></content:encoded>
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		<title>Più trasparenza e minori costi nei fondi comuni. Alberto Foà ci racconta la proposta rivoluzionaria di AcomeA</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 11:10:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Advise Only</dc:creator>
				<category><![CDATA[L’angolo dei mercati finanziari]]></category>
		<category><![CDATA[come investire]]></category>
		<category><![CDATA[etf]]></category>
		<category><![CDATA[Fondi comuni]]></category>
		<category><![CDATA[investire i risparmi]]></category>
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		<description><![CDATA[AcomeA SGR ha di recente lanciato sul proprio sito &#8211; online dal 23 maggio &#8211; una piattaforma totalmente digitale del processo di sottoscrizione di fondi comuni: le grandi novità consistono nella completa scomparsa di scambi cartacei tra risparmiatore e SGR e la libertà da parte del cliente di scegliere la modalità &#8220;Self service&#8221;, comprando direttamente [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div itemscope itemtype="http://schema.org/BlogPosting"><p><a href="https://community.adviseonly.com/users/acomea-sgr" rel="nofollow">AcomeA SGR</a> ha di recente lanciato sul proprio sito &#8211; online dal 23 maggio &#8211; una piattaforma <strong>totalmente digitale</strong> <strong>del processo di sottoscrizione di fondi comuni:</strong> le grandi novità consistono nella completa <strong>scomparsa di scambi cartacei</strong> tra risparmiatore e SGR e la <strong>libertà da parte del cliente di scegliere la modalità &#8220;Self service&#8221;</strong>, comprando direttamente i fondi senza i costi legati alla distribuzione ed alla consulenza, con un notevole risparmio.</p> <p>Questo progetto è molto interessante per noi di <a href="https://it.adviseonly.com/?hl=it-IT" rel="nofollow">Advise Only</a>: ci fa sentire meno soli nella <strong>rivoluzione del mondo della finanza italiano</strong> ed è per questo che abbiamo pensato di realizzare un&#8217;intervista ad Alberto Foà, presidente di AcomeA.</p> <p><a href="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/albertto-foà-intervista.png" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-10078" alt="alberto foà intervista" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/albertto-foà-intervista.png" width="400" height="405" /></a></p> <p style="padding-left: 30px;"><strong>I <a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/Fondo_comune" rel="nofollow">fondi di investimento</a> hanno goduto negli scorsi anni di un calo di popolarità presso i risparmiatori rispetto ad altri strumenti come gli <a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/ETF" rel="nofollow">ETF</a>, perché secondo voi?</strong></p> <p>Non è esattamente così, le banche non hanno venduto ETF alla clientela retail per lo stesso motivo per cui non hanno venduto i fondi. Nel corso del 2011 e del 2012 gli istituti italiani hanno collocato circa <strong>400 miliardi di <a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/ETF" rel="nofollow">obbligazioni bancarie</a></strong> al fine di sopperire alle difficoltà di finanziamento sui canali tradizionali. Tali obbligazioni sono state proposte ai risparmiatori con commissioni non sempre eque e a rendimenti spesso inferiori ai titoli di Stato, cavalcando l’ingenuità e la <strong>scarsa preparazione finanziaria dei risparmiatori </strong>[<em>NDR: leggete il post che abbiamo realizzato sull'argomento: <a title="Obbligazioni bancarie: come difendersi dalle trappole" href="http://it.adviseonly.com/blog/risparmio/obbligazioni-bancarie-come-difendersi-dalle-trappole/" rel="nofollow">Obbligazioni bancarie: come difendersi dalle trappole</a></em>].</p> <p style="padding-left: 30px;"><strong><a href="https://community.adviseonly.com/users/acomea-sgr" rel="nofollow">AcomeA</a> ha lanciato sul sito l’operatività online e il fai-da-te, con il payoff &#8220;libertà di scelta&#8221;: che vuol dire?</strong></p> <p><strong>Libertà di scelta</strong> vuol dire due cose: primo che da oggi i risparmiatori possono scegliere di sottoscrivere i fondi AcomeA <strong>anche se non sono a disposizione allo sportello della loro banca</strong>, attraverso un processo <strong>totalmente digitale</strong> sul nostro sito. Secondo che i risparmiatori sono liberi di scegliere la modalità di servizio associata ai fondi tra classe A1, <strong>Full Service</strong>, nella quale si opta anche per un servizio di supporto e consulenza nella gestione dei propri investimenti, e classe A2, <strong>Self Service</strong>, che lascia <strong>completa autonomia al risparmiatore</strong> permettendogli di evitare i costi legati alla distribuzione ed alla consulenza.</p> <p style="padding-left: 30px;"><strong>Sappiamo che il sistema del risparmio gestito in Italia è caratterizzato da accordi tra produzione e distribuzione. C&#8217;è spazio per chi vuole insinuarsi in questo paradigma?</strong></p> <p>Certo! La <strong><a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/Mifid" rel="nofollow">Mifid</a> </strong>e le innovazioni offerte dalla <strong>tecnologia</strong> offrono al risparmiatore più <strong>autonomo</strong> e <strong>consapevole</strong> la possibilità di scegliere il <strong>gestore</strong> al quale affidare i propei risparmi,<strong> saltando i costi legati alla distribuzione</strong> (banche, promotore finanziario, consulente finanziario, private banker&#8230;). Attraverso il sito di AcomeA, <strong>anche nel risparmio gestito è ora possibile scegliere</strong>, così come avviene in altri settori, tra un “fai-da-te” e un “servito”: vale il concetto del benzinaio. Chiunque può scegliere se farsi riempire il serbatoio dal benzinaio o in modalità self service, con quest&#8217;ultima si risparmia qualche centesimo a litro. Il concetto, con risparmi più consistenti, vale anche per l&#8217;acquisto di fondi comuni senza il servizio di consulenza.</p> <p style="padding-left: 30px;"><strong>Anche la “gestione attiva” quindi può essere offerta a costi interessanti?</strong></p> <p>La gestione attiva di AcomeA è disponibile a<strong> &#8220;costi da grossista&#8221;</strong> per tutti i risparmiatori che reputano di non aver bisogno di un supporto da parte di un consulente [<em>NDR: per approfondire la differenza tra gestione attiva e gestione passiva leggi: </em><a title="Cosa sono gli ETF e perché sono così convenienti?" href="http://it.adviseonly.com/blog/risparmio/cosa-sono-etf-vantaggi-costi/" rel="nofollow"><em>Cosa sono gli ETF e perché sono così convenienti?</em>]</a>.</p> <p style="padding-left: 30px;"><strong>In che modo il web può essere un portatore di trasparenza e valore per i risparmiatori? Quanto è importante per voi?</strong></p> <p>Il web è fondamentale: abbatte le barriere e permette un <strong>confronto diretto tra persone ed aziende</strong>. Al risparmiatore, nella fattispecie, consente di avere <strong>accesso continuo all&#8217;informazione</strong>, di<strong> scegliere liberamente</strong> ed avere accesso a <strong>servizi trasparenti a costi ridotti</strong>. Attraverso il web <strong>vogliamo scardinare un settore ancora molto chiuso</strong>: lo usiamo per divulgare e condividere esperienza e conoscenza. Vogliamo fornire a tutti gli strumenti per scegliere ed investire consapevolmente. Crediamo che i risparmiatori si vogliano fare parte attiva del processo: informandosi e dedicando la stessa attenzione agli investimenti di quella che utilizzano per scegliere un volo aereo o un piano telefonico. I <strong>risparmi</strong>, che poi sono un alto modo di guardare al rendimento, <strong>possono essere enormi</strong>.</p> <p style="padding-left: 30px;"><strong>Come saprai anche <a href="https://it.adviseonly.com/?hl=it-IT" rel="nofollow">Advise Only</a> vuole, nel suo piccolo, rivoluzionare il mondo della finanza in Italia, ponendo al centro la domanda (i risparmiatori) e non l&#8217;offerta (banche, reti, ecc&#8230;). In che modo le nostre due società possono collaborare?</strong></p> <p>La Community di <a href="https://it.adviseonly.com/?hl=it-IT" rel="nofollow">Advise Only</a> è un luogo unico di incontro tra risparmiatori, consulenti e gestori. Noi siamo attivi nella vostra Community con il nostro <a href="https://community.adviseonly.com/users/acomea-sgr" rel="nofollow">account aziendale</a> e proponendo dei<a href="https://community.adviseonly.com/users/acomea-sgr/portfolios" rel="nofollow"> portafogli con i nostri fondi</a>, graduati per <strong>profilo di rischio</strong>. Questi ultimi possono essere un punto di partenza per chi è interessato ad <strong>investire in autonomia</strong>. Anche all&#8217;interno del sito Advise Only, quindi, cerchiamo di mettere a disposizione dei risparmiatori <strong>informazioni</strong>, <strong>analisi</strong> e <strong>commenti</strong> che possano far crescere la consapevolezza. Forse è il caso di chiederci il collegamento, vi aspettiamo: <strong><a href="https://community.adviseonly.com/users/acomea-sgr" rel="nofollow">AcomeA</a></strong>.</p> <p style="text-align: center;"><strong>Il profilo AcomeA sulla Community Advise Only:</strong></p> <p><a href="https://community.adviseonly.com/users/acomea-sgr" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-10077" alt="acomea fondi comuni" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/acomea-fondi-comuni.png" width="450" height="425" /></a></p> <p>Tag: <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/come-investire/" rel="dofollow">come investire</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/etf/" rel="dofollow">etf</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/fondi-comuni/" rel="dofollow">Fondi comuni</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/investire-i-risparmi/" rel="dofollow">investire i risparmi</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/risparmio-gestito/" rel="dofollow">risparmio gestito</a></p> </div>]]></content:encoded>
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		<title>Come investire: ricordate i Paesi-Paradiso? Vediamo come è andata a finire</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 09:35:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Oliva</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guida al risparmio]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[come creare un portafoglio di investimento]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;La gloria di colui che tutto move per l&#8217;universo penetra, e risplende in una parte più e meno altrove”. Così scrive Dante, entrando in Paradiso e così, più prosaicamente, la scorsa estate avevamo proposto il post: Da che parte per il Paradiso degli investimenti? Nostro obiettivo era cercare dove più &#8220;risplende&#8221; la &#8220;gloria&#8221;, quindi presentammo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div itemscope itemtype="http://schema.org/BlogPosting"><p style="text-align: center;"><em>&#8220;La gloria di colui che tutto move</em><br /> <em>per l&#8217;universo penetra, e risplende</em><br /> <em>in una parte più e meno altrove”.</em></p> <p>Così scrive Dante, entrando in Paradiso e così, più prosaicamente, la scorsa estate avevamo proposto il post: <a href="http://it.adviseonly.com/blog/economia/in-quali-paesi-conviene-investire/" rel="nofollow"><strong>Da che parte per il Paradiso degli investimenti?</strong></a> Nostro obiettivo era cercare dove più &#8220;risplende&#8221; la &#8220;gloria&#8221;, quindi presentammo i Paesi-Paradiso: <strong>i Paesi dove davvero valeva la pena investire</strong>. Per l&#8217;analisi ci basammo sui dati dell&#8217;<strong>FMI</strong> (il Fondo Monetario Internazionale) e, più precisamente, la scelta avvenne in base alle attese di <strong>crescita del PIL</strong>, <strong>bassa disoccupazione</strong> e <strong>bilancia corrente in attivo</strong>.</p> <p>Torniamo a Dante.</p> <p style="text-align: center;"><em>“Veramente quant&#8217;io del regno santo</em><br /> <em> ne la mia mente potei far tesoro,</em><br /> <em> sarà ora materia del mio canto”.</em></p> <p>Se ci perdonate il peccato di superbia &#8211; per il quale il Sommo Poeta ci avrebbe sprofondati all’Inferno &#8211; la “materia del mio canto” sono <strong>6 stati europei</strong> e <strong>7 asiatici</strong> (oltre a Filippine e Kazakhstan). Chi avesse  investito nelle azioni di questi Paesi, che cosa ne avrebbe ricavato? Come sono andate le Borse dei Paesi-Paradiso?</p> <p>Grazie al sito <a href="https://it.adviseonly.com/?hl=it-IT" rel="nofollow">Advise Only</a> chiunque può rispondere a queste domande, accedendo ad uno strumento molto utile a risparmiatori e investitori: il “<a href="https://it.adviseonly.com/Analisi/Index?hl=it-IT" rel="nofollow"><strong>Mappamondo Finanziario</strong></a>”. Il Mappamondo (vedi Tab.1), riporta, tra le varie grandezze, la <strong>performance storica azionaria</strong>, comprensiva di dividendi. Il valore indica perciò <strong>quanto hanno reso le azioni</strong> dei principali indici borsistici del mondo.</p> <p style="text-align: center;"><strong>Tab.1 &#8211; Performance storica azionaria<br /> </strong></p> <div align="center"> <table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0"> <tbody> <tr> <td valign="top" width="257"> <p align="center"><b>Paesi-Paradiso</b></p> </td> <td valign="top" width="291"> <p align="center"><b>Performance storica azioni a 1 anno</b></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top" width="257"> <p align="center">Filippine</p> </td> <td valign="top" width="291"> <p align="center">49,81%</p> </td> </tr> <tr> <td valign="top" width="257"> <p align="center">Svizzera</p> </td> <td valign="top" width="291"> <p align="center">45,86%</p> </td> </tr> <tr> <td valign="top" width="257"> <p align="center">Tailandia</p> </td> <td valign="top" width="291"> <p align="center">40,11%</p> </td> </tr> <tr> <td valign="top" width="257"> <p align="center">Svezia</p> </td> <td valign="top" width="291"> <p align="center">36,87%</p> </td> </tr> <tr> <td valign="top" width="257"> <p align="center">Danimarca</p> </td> <td valign="top" width="291"> <p align="center">32,45%</p> </td> </tr> <tr> <td valign="top" width="257"> <p align="center">Germania</p> </td> <td valign="top" width="291"> <p align="center">31,77%</p> </td> </tr> <tr> <td valign="top" width="257"> <p align="center">Austria</p> </td> <td valign="top" width="291"> <p align="center">28,75%</p> </td> </tr> <tr> <td valign="top" width="257"> <p align="center">Hong Kong</p> </td> <td valign="top" width="291"> <p align="center">28,03%</p> </td> </tr> <tr> <td valign="top" width="257"> <p align="center">Cina</p> </td> <td valign="top" width="291"> <p align="center">24,88%</p> </td> </tr> <tr> <td valign="top" width="257"> <p align="center">Norvegia</p> </td> <td valign="top" width="291"> <p align="center">20,97%</p> </td> </tr> <tr> <td valign="top" width="257"> <p align="center">Taiwan</p> </td> <td valign="top" width="291"> <p align="center">20,14%</p> </td> </tr> <tr> <td valign="top" width="257"> <p align="center">Malesia</p> </td> <td valign="top" width="291"> <p align="center">19,47%</p> </td> </tr> <tr> <td valign="top" width="257"> <p align="center">Corea del Sud</p> </td> <td valign="top" width="291"> <p align="center">10,61%</p> </td> </tr> </tbody> </table> </div> <p style="text-align: center;"><span style="font-size: x-small;">Nota: dati di performance calcolati nella divisa del Paese, valori al 20/5/2013<br /> </span></p> <p>Le performance sono ottime. La più alta è stata la Borsa delle <strong>Filippine</strong> (+49.81%) seguita dalla <strong>Svizzera</strong> (+45,86%) e dalla <strong>Tailandia</strong> (+40,11%). I peggiori sono la <strong>Malesia </strong>(19,47%) e la <strong>Corea</strong> (+10,61%), entrambi con performance assolute però molto buone. Ricordiamo che le performance sono espresse in valuta locale, quindi i rendimenti in euro sono diversi e dipendono dal tasso di cambio.</p> <p>Il portafoglio, costruito utilizzando gli ETF maggiormente significativi dei Paesi meglio posizionati nella classifica, è il seguente:</p> <p style="text-align: center;"> <strong>Tab. 2 &#8211; Portafoglio con ETF maggiormente significativi</strong></p> <div align="center"> <table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0"> <tbody> <tr> <td> <p align="center"><b>ETF</b></p> </td> <td> <p align="center"><b>Performance a 1 anno</b></p> </td> <td> <p align="center"><b>Peso%</b></p> </td> </tr> <tr> <td>DB X-TRACKERS SMI ETF</td> <td> <p align="center">37,58%</p> </td> <td> <p align="center">5</p> </td> </tr> <tr> <td>DB X-TRACKERS MSCI INDONESIA IDX ETF 1C</td> <td> <p align="center">26,61%</p> </td> <td> <p align="center">12</p> </td> </tr> <tr> <td>AMUNDI ETF MSCI NORDIC A/I</td> <td> <p align="center">34,62%</p> </td> <td> <p align="center">10</p> </td> </tr> <tr> <td>AMUNDI ETF MSCI GERMANY</td> <td> <p align="center">34,75%</p> </td> <td> <p align="center">23</p> </td> </tr> <tr> <td>DB X-TRACKERS MSCI AC ASIA EX-JAPAN 1C</td> <td> <p align="center">20,83%</p> </td> <td> <p align="center">43</p> </td> </tr> <tr> <td>ISHARES MSCI KOREA (IE)</td> <td> <p align="center">11,86%</p> </td> <td> <p align="center">7</p> </td> </tr> <tr> <td><em><strong>PERFORMANCE TOTALE PESATA</strong></em></td> <td> <p align="center"><strong>26,31%</strong></p> </td> <td></td> </tr> </tbody> </table> </div> <p>Gli <strong>ETF</strong> sono stati selezionati utilizzando “<a href="https://it.adviseonly.com/instruments/showsearch" rel="nofollow">Ricerca Strumenti</a>” del menu “Analisi Mercati” (applicativo gratuito sempre a disposizione degli utenti  di Advise Only). Li ho scelti in quanto migliori delle rispettive categorie: quelli che soddisfano i più alti criteri di <strong>liquidità</strong>, <strong>rischio</strong> e <strong>performance</strong>.</p> <p>I pesi dei vari ETF sono stati formulati basandomi sul <strong>rapporto tra il PIL del singolo paese e il PIL del totale dei Paesi-Paradiso</strong>.</p> <p>I risultati del portafoglio così definito mostrano come questa selezione basata sulla ricerca del &#8220;Paradiso&#8221; in Terra abbia fin&#8217;ora dato buoni risultati. Anche se non siamo certissimi, che Dante avrebbe concluso:</p> <p style="text-align: center;"><em>“&#8230;il PIL che move il sole e l’altre stelle”.</em></p> <p> Sia come sia, nella prossima puntata torneremo con i nuovi suggerimenti di Virgilio (<strong>FMI</strong>), per sapere quale “sole” e quali “stelle” brilleranno sui Paesi-paradiso.</p> <p>Colgo l&#8217;occasione per segnalarvi che ho realizzato sulla <a href="https://community.adviseonly.com" rel="nofollow">Community di Advise Only</a> un <strong>portafoglio di investimento</strong> che segue dinamicamente le indicazioni via via date dal FMI: potete seguirlo e copiarlo (gratuitamente), si chiama <a href="https://community.adviseonly.com/portfolios/4265-stairwaytoheaven" rel="nofollow"><strong>Stairwaytoheaven</strong></a>.  Per discuterne e confrontarci, chiedetemi il collegamento all&#8217;interno della Community: <a href="https://community.adviseonly.com/users/laura-oliva" rel="nofollow">Laura Oliva</a>. Ci vediamo in <a href="https://community.adviseonly.com/" rel="nofollow">Community</a>!</p> <p style="text-align: center;"><em>Clicca per vedere il portafoglio!</em></p> <p style="text-align: center;"><a href="https://community.adviseonly.com/portfolios/4265-stairwaytoheaven" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-10041" alt="come-investire-paesi-paradiso" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/come-investire-paesi-paradiso.png" width="450" height="370" /></a></p> <p>&nbsp;</p> <p>Tag: <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/cina/" rel="dofollow">cina</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/come-creare-un-portafoglio-di-investimento/" rel="dofollow">come creare un portafoglio di investimento</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/come-investire/" rel="dofollow">come investire</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/consulenza-finanziaria/" rel="dofollow">consulenza finanziaria</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/emerging-markets/" rel="dofollow">emerging markets</a></p> </div>]]></content:encoded>
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		<title>Bollettino: male l&#8217;Europa, USA luci e ombre, Giappone OK. Scopri di più</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 09:14:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Advise Only</dc:creator>
				<category><![CDATA[L’angolo dei mercati finanziari]]></category>
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		<description><![CDATA[Come ogni settimana, vi proponiamo il Bollettino di Advise Only con tutti i dati economico-finanziari più interessanti della settimana scorsa e gli appuntamenti principali della settimana in corso. I dati preliminari del PIL riguardante il primo trimestre 2013 relativo alla zona euro non mostrano nulla di buono: l’area valutaria comune rimane in recessione per il sesto mese [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div itemscope itemtype="http://schema.org/BlogPosting"><p>Come ogni settimana, vi proponiamo il <strong><a href="http://it.adviseonly.com/blog/bollettino-economico-finanziario/#.UYduJMr54bA" rel="nofollow">Bollettino di Advise Only</a></strong> con tutti i dati economico-finanziari più interessanti della settimana scorsa e gli appuntamenti principali della settimana in corso.</p> <p>I dati preliminari del <strong>PIL</strong> riguardante il primo trimestre 2013 relativo alla zona euro non mostrano nulla di buono: l’area valutaria comune rimane in <strong>recessione</strong> per il sesto mese consecutivo. In particolare la <strong>Francia</strong> torna in recessione per la terza volta in quattro anni. Continua a risentirne negativamente la <strong>Germania</strong> che cresce, ma in misura inferiore alle aspettative. In questo contesto si allungano i tempi per una ripresa. In <strong>UK</strong> deboli i dati sul mercato del lavoro, anche se le previsioni sono per una crescita economica nel secondo trimestre 2013. I dati sull’economia <strong>USA</strong> mostrano anch’essi segni di debolezza: pesa anche Oltreoceano il ritardo della ripresa sui mercati globali, l’effetto combinato dell’aumento delle tasse e dei tagli alla spesa. Tuttavia, l’indice degli indicatori macroeconomici avanzati mostra segnali di fiducia per una ripresa dell’economia americana. Positivi i dati sul PIL in <strong>Giappone</strong>, in salita nel primo trimestre dell’anno.</p> <p>Rendimenti  in rialzo sul mercato dei<strong> titoli di Stato</strong> che però risentono dei deludenti dati USA. Le spinte divergenti degli acquisti della BoJ (Banca centrale giapponese) da una parte ed il <strong>rialzo del mercato azionario</strong> dell’altra hanno fatto registrare una <strong>volatilità</strong> sul mercato obbligazionario nipponico superiore a quello degli altri mercati sviluppati. In Europa spread in allargamento.</p> <p><strong>Borse: <strong>Wall Street</strong> registra il suo massimo storico. </strong><strong>Milano</strong> e <strong>Madrid</strong> soffrono per la flessione del comparto bancario. In particolare, i buoni dati sul <a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/PMI" rel="nofollow"><strong>PMI</strong></a> USA e la crescita dell’indice di fiducia dei consumatori americani portano sù Wall Street e le borse europee. I  positivi risultati del PIL giapponese spingono in alto l’indice Nikkei contribuendo a sostenere le borse asiatiche.</p> <p>Infine, settimana in calo per il mercato delle <strong>materie prime</strong>. All’interno di un quadro congiunturale poco favorevole, soffre il comparto dei <strong>metalli industriali,</strong> meglio supportato invece quello dell’energia.</p> <p>Nella settimana non sono previste molte pubblicazioni di <strong>dati macroeconomici</strong>: alll&#8217;interno del <a href="http://it.adviseonly.com/blog/bollettino-economico-finanziario/#.UWKvL1ccOSU" rel="nofollow">Bollettino</a> troverete tutti gli appuntamenti, oppure seguiteci su <a href="https://twitter.com/AdviseOnly" rel="nofollow">Twitter </a>e <a href="https://www.facebook.com/AdviseOnly.FinanzaPersonale" rel="nofollow">Facebook </a>per scoprirli in diretta.</p> <p>Se volete conoscere in <strong>tempo reale</strong> cosa pensano gli analisti o semplici risparmiatori, accedete (o iscrivetevi se ancora non l’avete fatto) alla <a href="https://community.adviseonly.com/users/sign_in" rel="nofollow"><strong>Community di Advise Only</strong></a>, è gratis.</p> <p><strong>Per saperne di più di mercati vi consigliamo di leggere, scaricare, copiare, condividere e diffondere il nostro <a href="http://it.adviseonly.com/blog/bollettino-economico-finanziario/#.UWKvL1ccOSU" rel="nofollow">Bollettino Advise Only</a>: poche pagine per avere un’idea chiara e approfondita dei mercati finanziari a livello globale. <a href="http://it.adviseonly.com/blog/bollettino-economico-finanziario/#.UWKvL1ccOSU" rel="nofollow">Provalo adesso</a>!</strong></p> <p><a href="http://it.adviseonly.com/blog/bollettino-economico-finanziario/#.UZnl9LVM8iU" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-10029" alt="bollettino-advise-only-20-05-2013" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/bollettino-advise-only-20-05-2013.png" width="450" height="600" /></a></p> <p>Tag: <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/borsa-online/" rel="dofollow">borsa online</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/come-investire/" rel="dofollow">come investire</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/crisi-finanziaria/" rel="dofollow">crisi finanziaria</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/disoccupazione/" rel="dofollow">disoccupazione</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/pil/" rel="dofollow">pil</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/rischio-default/" rel="dofollow">rischio default</a></p> </div>]]></content:encoded>
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		<title>Grafico della settimana: segnali positivi per il settore automobilistico in Europa</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 13:02:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Advise Only</dc:creator>
				<category><![CDATA[Grafico della settimana]]></category>
		<category><![CDATA[azioni]]></category>
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		<description><![CDATA[I dati di aprile (clicca qui per il report completo) relativi alle immatricolazioni di nuove auto &#8211; una buona approssimazione delle vendite &#8211; mostrano la prima salita da 19 mesi a questa parte! In Europa le vendite sono aumentate dell’1,8% rispetto ad un anno fa, in UE27 dell’1,7%. Tra i mercati che hanno registrato le [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div itemscope itemtype="http://schema.org/BlogPosting"><p>I dati di aprile (clicca qui per il <a href="http://www.acea.be/images/uploads/files/20130517_PRPC-FINAL-1304.pdf" rel="nofollow">report completo</a>) relativi alle <b>immatricolazioni di nuove auto</b> &#8211; una buona approssimazione delle vendite &#8211; mostrano <b>la prima salita da 19 mesi a questa parte!</b> In Europa le vendite sono aumentate dell’1,8% rispetto ad un anno fa, in UE27 dell’1,7%.</p> <p>Tra i mercati che hanno registrato le<b> variazioni positive</b> troviamo <b>Germania</b>, <b>UK</b>, <b>Spagna</b> e (udite udite) <b>Grecia</b> (con uno stellare +20,9%).</p> <p>La domanda di auto in Europa ha toccato i minimi e si sta risollevando?</p> <p>Non vogliamo raffreddare gli entusiasmi di chi nel mondo dell’automobile ci lavora, ma occorre ricordare che per far sì che<b> un tasso di variazione sia alto,</b> <b>basta che il dato di partenza (cioè le vendite di un anno fa) sia molto basso</b>. Questo è proprio il caso dei dati in questione.</p> <p>È interessante riportare la <b>spaccatura per produttore</b>, insieme alle statistiche aggregate per Europa e UE27: il dato a livello continentale è infatti frutto di una <b>situazione molto eterogenea</b>. Si va da <b>tassi di crescita del 10% </b>o più di<b> Daimler </b>e<b> Volkswagen</b>, fino al disastroso<b> -10% </b>del <b>Gruppo Peugeot-Citroen </b>e di<b> Fiat</b>.</p> <p>Proprio per quanto riguarda l’azienda italiana, l’AD Sergio Marchionne &#8211; secondo indiscrezioni (Bloomberg) &#8211; sta valutando l’ipotesi di <b>trasferire il quartier generale da Torino agli USA</b> (dove il Gruppo Fiat ha ottenuto oltre due terzi degli utili operativi del 2012).</p> <p>Su questo blog abbiamo provato  a guardare questa situazione di diversità tra produttori di automobili anche da un altro punto di vista, quello del <b>risparmiatore</b>: <a href="http://it.adviseonly.com/blog/investimenti/vale-la-pena-investire-nel-mercato-europeo-dellauto/#.UZYkrLVM8iU" rel="nofollow">Vale la pena investire nel mercato europeo dell’auto?</a></p> <p style="text-align: center;"><em>Clicca per ingrandire</em></p> <p><a href="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/dati-vendita-nuove-auto-in-europa.png" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-10017" alt="dati-vendita-nuove-auto-in-europa" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/dati-vendita-nuove-auto-in-europa.png" width="450" height="440" /></a></p> <p align="center"><span style="font-size: x-small;"><i>Dati dell’European Automobile Manifacturers Association (relativi al periodo aprile 2012-aprile 2013)</i></span></p> <p> Insomma, <b>il mercato dell’auto in Europa</b> invia un segnale positivo, il che potrebbe essere un cenno  di miglioramento del <b>clima di fiducia  dei consumatori</b>&#8230; oppure no: come riporta la stessa European Automobile Manifacturers Association:</p> <p align="center">“<i>In termini assoluti nel mese di aprile abbiamo toccato il terzo livello più basso di sempre di nuove immatricolazioni</i>”</p> <p>Da inizio anno le vendite di auto in UE hanno registrato una <strong>variazione negativa del -7,1%</strong>; inoltre le vendite in due Paesi rilevanti come Francia e Italia continuano ad affondare (-5,3% e -10,8% rispettivamente).</p> <p>Ci vuole realismo. E rimboccarsi le maniche per non fare affondare il continente.</p> <p>Tag: <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/azioni/" rel="dofollow">azioni</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/come-investire/" rel="dofollow">come investire</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/crisi-finanziaria/" rel="dofollow">crisi finanziaria</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/italia/" rel="dofollow">Italia</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/sfiducia/" rel="dofollow">sfiducia</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/usa/" rel="dofollow">USA</a></p> </div>]]></content:encoded>
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		<title>Crisi euro zona: anche la Francia entra nel club della recessione economica</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 10:44:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Caretta Mussa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni sull’economia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[François Hollande]]></category>
		<category><![CDATA[germania]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri sono stati pubblicati i dati preliminari del PIL per il primo trimestre 2013 e&#8230; ahinoi non c’è nulla di buono: la zona euro è in recessione per il sesto mese consecutivo (-0,2% trimestre su trimestre); la Germania cresce, ma in misura inferiore alle attese (+0,2% T/T vs 0,3% atteso); la Francia torna in recessione [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div itemscope itemtype="http://schema.org/BlogPosting"><p>Ieri sono stati pubblicati i dati preliminari del PIL per il primo trimestre 2013 e&#8230; ahinoi non c’è nulla di buono:</p> <ul> <li>la <b>zona euro</b> è in recessione per il sesto mese consecutivo (-0,2% trimestre su trimestre);</li> <li>la <b>Germania</b> cresce, ma in misura inferiore alle attese (+0,2% T/T vs 0,3% atteso);</li> <li>la <b>Francia</b> torna in recessione per la terza volta in quattro anni (-0,2% T/T);</li> <li>l’<b>Italia</b> prosegue il cammino recessivo con un altro trimestre in caduta libera (-0,5% T/T).</li> </ul> <p style="text-align: center;"><em>Clicca per ingrandire</em></p> <p><a href="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/pil-zona-euro-dati.png" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-10007" alt="dati pil zona euro - italia. germania, francia, spagna" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/pil-zona-euro-dati.png" width="450" height="341" /></a></p> <p><b>Cosa c’è di nuovo in queste cifre?</b></p> <p><b>Direi nulla</b>. Se vi è capitato di leggere il <a href="http://it.adviseonly.com/blog/bollettino-economico-finanziario/" rel="nofollow"><strong>Bollettino di Advise Only</strong></a> vi sarete resi conto che i dati “hard” e “soft” dell’ultimo mese andavano esattamente in questa direzione. Ma non è finita qui.</p> <p>Che ci fosse una <b>netta divergenza tra la Germania ed i Paesi periferici</b> della zona euro è noto da tempo, ma la vera sorpresa è che <b>al club dei “senza crescita” si è aggiunta anche la Francia. Anche i cugini transalpini entrano ufficialmente in recessione</b>. Secondo i dati preliminari sul PIL (fonte INSEE), gli investimenti in beni capitali e la domanda esterna (esportazioni – importazioni) sono stati i fattori che hanno maggiormente bloccato il PIL francese.</p> <p>La crescita acquisita per il 2013 (cioè la crescita che si otterrebbe a fine anno se la dinamica economica rimanesse la stessa) è -0,3% sia per la Germania che per la Francia. Ciò senz’altro distingue i due Paesi per capacità di ripresa. Però&#8230; mentre i primi dati di aprile mostrano una <strong>graduale accelerazione dell’economia tedesca</strong> (la domanda interna sarà sostenuta da un <strong>aumento dei salari</strong> ed i dati sui nuovi ordini industriali indicano un’<strong>espansione della produzione</strong>) nei prossimi mesi risulta decisamente <strong>più incerta la situazione in Francia</strong>, dove gli indicatori di fiducia degli operatori e l’indicatore di accelerazione/decelerazione dell’economia stentano a ripartire (leggi di più su AOpedia: <a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/PMI" rel="nofollow">indice PMI</a>).</p> <p style="text-align: center;"><em>Clicca per ingrandire</em></p> <p><a href="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/pil-pmi-dati-crisi-euro-zona.png" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-10008" alt="pil e pmi: dati crisi euro zona" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/pil-pmi-dati-crisi-euro-zona.png" width="450" height="320" /></a></p> <p>In questo contesto così incerto si allungano i tempi della <strong>ripresa</strong>, rendendo estremante difficile che le previsioni della Commissione Europea possano risultare veritiere (zona euro: -0,4% nel 2013 e +1,2% nel 2014).</p> <p>In ogni caso le <strong>Borse</strong> sembrano scontare lo scenario più ottimista. Chi avrà ragione?</p> <p>Per conoscere, cosa ne pensano i professionisti del settore oppure se vi interessa consultare nel dettaglio i <a href="https://community.adviseonly.com/users/advise-only/portfolios" rel="nofollow"><strong>nostri portafogli di investimento</strong></a> o quelli di altri utenti della Community, accedete (o iscrivetevi, se ancora non l’avete fatto) ad <a href="https://community.adviseonly.com" target="_blank" rel="nofollow">Advise Only</a>, è <strong>gratis</strong>!</p> <p>Tag: <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/crisi-finanziaria/" rel="dofollow">crisi finanziaria</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/francia/" rel="dofollow">francia</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/francois-hollande/" rel="dofollow">François Hollande</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/germania/" rel="dofollow">germania</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/spread/" rel="dofollow">spread</a></p> </div>]]></content:encoded>
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		<title>Chocolat: come investire, con profitto, in brand globali</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 13:36:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Advise Only</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idee investimento]]></category>
		<category><![CDATA[azioni]]></category>
		<category><![CDATA[come creare un portafoglio di investimento]]></category>
		<category><![CDATA[come investire]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[investire i soldi]]></category>

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		<description><![CDATA[Da mesi è ai vertici della classifica dei migliori portafogli per performance corretta per il rischio nella Community di Advise Only. Chocolat è un portafoglio di investimento realizzato da un utente del sito che si fa chiamare Joshamee Gibbs, probabilmente perché, come il nostro Jack Sparrow, anche lui ha solcato in lungo e in largo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div itemscope itemtype="http://schema.org/BlogPosting"><p>Da mesi è ai vertici della classifica dei migliori portafogli<a href="https://community.adviseonly.com/portfolios/top" rel="nofollow"> <b>per performance corretta per il rischio</b></a> nella Community di Advise Only.</p> <p><a href="https://community.adviseonly.com/portfolios/4172-chocolat" rel="nofollow">Chocolat</a> è un portafoglio di investimento realizzato da un utente del sito che si fa chiamare <a href="https://community.adviseonly.com/users/joshamee-gibbs" rel="nofollow">Joshamee Gibbs</a>, probabilmente perché, come il nostro <a href="https://community.adviseonly.com/users/jack-sparrow" rel="nofollow">Jack Sparrow</a>, anche lui ha solcato in lungo e in largo i <b>mari della finanza</b> e usa questo pseudonimo per esprimersi liberamente sul nostro blog e nella <a href="https://community.adviseonly.com/" rel="nofollow">Community</a>.</p> <p>Chiunque egli sia, di investimenti ne capisce a giudicare dall’andamento del portafoglio:</p> <ul> <li><b>Rischio</b>: 22 (in una scala da 0 a 100)</li> <li><b>Liquidità</b>: 79 (in una scala da 0 a 100)</li> <li><b>Performance soddisfacente</b>: 26,59% da avvio (6 luglio 2012)</li> </ul> <p>Se volete saperne di più dovete <a href="https://it.adviseonly.com/portfolios/4172?hl=it-IT#.UZN5rrWeMiU" rel="nofollow">cliccare qui</a> e accedere gratuitamente al sito Advise Only.</p> <p><a href="https://community.adviseonly.com/portfolios/4172-chocolat" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-9987" alt="come investire in global brands" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/andamento-portafoglio-chocolat.png" width="450" height="325" /></a></p> <p>Dato il successo (anche di pubblico, visto che il portafoglio ha molti follower) abbiamo pensato di fare un’<strong>intervista</strong> a Joshamee al fine di conoscere qual è l’idea sottostante al portafoglio e in base a quali scelte ha deciso gli strumenti che lo compongono. Vi proponiamo la risposta così come ci è pervenuta…</p> <p style="padding-left: 30px;"><b>Perché proprio “Chocolat”?</b></p> <p>Io e la ciurma della nave <em>Perla</em> solchiamo spesso i mari del Brasile per seguire le folli idee del Capitan <a href="https://community.adviseonly.com/users/jack-sparrow" rel="nofollow">Jack Sparrow</a>. Da tempo eravamo convinti che trafficare in cacao sarebbe stato vantaggioso, così annusato l’affare, partimmo con la nostra <i>Perla</i> alla ricerca di produttori di cioccolato.</p> <p>Cercammo per tutti i mari d’Europa, America e Asia. Ora siamo soci e fornitori di 10 grandi produttori di cioccolato, biscotti, wafers, merendine.</p> <p>Volete saperne di più? Cercate il portafoglio <a href="https://community.adviseonly.com/portfolios/4172-chocolat" rel="nofollow">Chocolat</a> condiviso nella Community di Advise Only.</p> <p>Il <b>rischio</b> del portafoglio, mi dicono essere simile a quello dell’investimento in <b>azioni</b> e di conseguenza bisogna essere in grado di sopportarlo. Noi pirati sappiamo sopportarlo, voi?</p> <p>Ho visto che AO vi permette di capire quale sia il vostro <a href="https://www.adviseonly.com/investorprofiles/introduction" rel="nofollow">DNA finanziario</a>, provatelo.</p> <p style="padding-left: 30px;"><b>Qual è l’obiettivo del portafoglio e quali sono gli strumenti che lo compongono?<br /> </b></p> <p>L’obiettivo di questo portafoglio è far ingrassare la popolazione mondiale, riempire le nostre tasche di lauti dividendi e vedere salire il valore delle azioni in portafoglio.</p> <p>I titoli che lo compongono sono grandi produttori di solo cioccolato come <b>Barry Callebaut</b>, <b>Lindt &amp; Spruengli</b> e <b>Petra Foods</b>, oppure utilizzatori di cioccolato nei loro prodotti.</p> <p><b>Hershey Company</b> produce dolci di cioccolata e zucchero, <b>Lotte Confectionery </b>produce dolciumi in generale tra cui gelati, cioccolatini e biscotti. <b>ORION</b> produce e distribuisce snack, caramelle, cioccolatini. <b>Ulker</b> produce biscotti, wafer, tavolette e biscotti ricoperti di cioccolato. <b>Nestlé</b> produce latte, cioccolato, dolciumi, acqua, caffé. <b>Tootsie Roll</b> produce e vende caramelle. La <b>Kraft Foods</b> è la più grande <a title="Azienda" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Azienda" rel="nofollow">azienda</a> alimentare dell&#8217;<a title="America settentrionale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/America_settentrionale" rel="nofollow">America</a> <a title="Nord" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nord" rel="nofollow">settentrionale</a> e la seconda più grande al mondo dopo la <a title="Nestlé" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nestl%C3%A9" rel="nofollow">Nestlé</a>.</p> <p>Riassumendo abbiamo produttori di cioccolato, di dolciumi vari e le due più grandi aziende alimentari del mondo.</p> <p><a href="https://it.adviseonly.com/portfolios/4172/graph?type=-1&amp;actual=true#.UZOG-Mr54bA" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-9989" alt="composizione-asset-class-portafoglio-chocolat" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/composizione-asset-class-portafoglio-chocolat.png" width="450" height="350" /></a></p> <p style="padding-left: 30px;"><b>Come hai deciso la giusta composizione che ha permesso risultati così interessanti?</b></p> <p>Sono solo un pirata, quindi ho seguito i <b>consigli di team di Advise Only</b> quando parlavano di <b><a href="http://it.adviseonly.com/blog/investimenti/portafoglio-lungo-periodo-investimento-obiettivo-figli/#.UZOAS7WeMiU" rel="nofollow">ottica Core/Satellite</a></b>. Ho usato il tasto <b>Diversificazione</b> <b>del rischio</b> presente nella maschera dei portafogli e poi ho riportato all’80% il peso dei titoli dei mercati sviluppati e a 20% il peso dei titoli dei mercati emergenti (Orion, Lotte, Petra e Ulker).</p> <hr /> <p><strong>Joshamee è stato bravo. Ti va di metterti alla prova?</strong> Costruire un portafoglio è semplice. Sul sito troverai anche delle applicazioni, ad esempio <a href="https://it.adviseonly.com/Etf?hl=it-IT" rel="nofollow">Tutto ETF</a>: tu inserisci poche informazioni e al resto ci pensa Advise Only. L&#8217;ultima parola, però, spetta a te: puoi personalizzare il portafoglio come meglio credi, esattamente come ha fatto il nostro amico pirata.</p> <p>Non ti resta che provare. Buona navigazione.</p> <p>Tag: <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/azioni/" rel="dofollow">azioni</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/come-creare-un-portafoglio-di-investimento/" rel="dofollow">come creare un portafoglio di investimento</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/come-investire/" rel="dofollow">come investire</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/consulenza-finanziaria/" rel="dofollow">consulenza finanziaria</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/investire-i-soldi/" rel="dofollow">investire i soldi</a></p> </div>]]></content:encoded>
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		<title>Fondi a cedola: innovazione o ennesimo bidone?</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 14:15:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jack Sparrow</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guida al risparmio]]></category>
		<category><![CDATA[come investire]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Fondi comuni]]></category>
		<category><![CDATA[Obbligazioni]]></category>
		<category><![CDATA[truffe bancarie]]></category>

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		<description><![CDATA[Non voglio che i lettori del blog Advise Only mi considerino prevenuto, ma questi strumenti finanziari, tanto di moda ultimamente, emanano un odore non proprio buono. Parliamone dunque. I fondi a cedola sono l’ultima &#8220;luminosa&#8221; trovata del sistema finanziario italiano per spremere  le tasche dei risparmiatori. Gli ultimi dati di raccolta resi disponibili da Assogestioni [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div itemscope itemtype="http://schema.org/BlogPosting"><p>Non voglio che i lettori del blog Advise Only mi considerino prevenuto, ma questi <strong>strumenti finanziari</strong>, tanto di moda ultimamente, emanano un odore non proprio buono. Parliamone dunque.</p> <p>I<strong> fondi a cedola</strong> sono l’ultima &#8220;luminosa&#8221; trovata del<strong> sistema finanziario italiano</strong> per spremere  le tasche dei risparmiatori. Gli ultimi dati di raccolta resi disponibili da <a href="http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/SoleOnLine5/_Oggetti_Correlati/Documenti/Finanza%20e%20Mercati/2013/04/fondi2.pdf?uuid=3238fce6-ac53-11e2-af71-b5dde86cf020" rel="nofollow"><strong>Assogestioni</strong></a> mostrano come tali strumenti “tirino”: ce ne sono ben quattro nella Top 10 di marzo in termini di raccolta. Wow!</p> <p><strong>Cosa sono quindi i fondi a cedola e come funzionano?</strong></p> <p>Sono <a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/Fondo_comune" rel="nofollow"><strong>fondi comuni</strong></a> o <strong>sicav</strong>, che <b>raccolgono il denaro dei sottoscrittori in un periodo </b><strong>di poche settimane</strong>, detto “di sottoscrizione”. La somma viene quindi investita dalla casa prodotto o SGR principalmente in <strong>obbligazioni</strong>, generalmente per 3, 5 o 7 anni. Trascorso il tempo prestabilito i sottoscrittori possono <strong>ritirare il risultato dell’investimento</strong> (è possibile farlo anche prima, ma occorre pagare delle cospicue <strong>commissioni d’uscita</strong>, in pratica delle penali). Se al termine del periodo il risparmiatore non ritira il suo denaro, esso <strong>confluisce automaticamente in un altro fondo</strong>.</p> <p>La caratteristica che distingue questi fondi è che nel corso della loro vita <b>pagano “<a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/Cedola" rel="nofollow">cedole</a>” periodiche</b>, ad esempio ogni semestre, spesso con <b>un minimo garantito</b>, diciamo per esempio il 4% annuo. Fin qui tutto bene. Che male c’è a raccogliere del denaro, comprare un po’ di obbligazioni e distribuire le cedole? La risposta, cioè <b>l’inghippo</b>, sta in questa frasetta in alto legalese riportata nelle pieghe dei documenti informativi:</p> <p style="text-align: center;">“<i>La distribuzione delle cedole potrebbe essere superiore alla redditività del portafoglio, rappresentando quindi un rimborso parziale del valore delle quote.</i>”</p> <p><strong>Traduzione di Jack Sparrow</strong>: se i titoli acquistati dal gestore del fondo a cedola hanno una cedola media del 3% ma è stato promesso il 4%, la differenza 4% &#8211; 3% = 1% <strong>verrà presa dal vostro capitale</strong>, rosicchiandolo nel tempo. Capito? Bella forza, son capaci tutti di pagare cedole in questo modo.</p> <p>Il problema non sarebbe nemmeno tanto grave, <strong>se la cosa fosse detta chiaramente</strong>. Perché se una persona ha bisogno di <strong>integrare il proprio reddito</strong>, pensate per esempio a un pensionato, ed è disposto ad erodere un po’ il capitale (alla fine è per questo che si risparmia o si dovrebbe risparmiare, da giovani), questo meccanismo funziona e va bene. Ma, all’atto della vendita di un fondo comune <b>questo DEVE essere dichiarato al risparmiatore in modo esplicito, senza lasciar spazio al dubbio</b>.</p> <p>Può capitare, invece, che questo particolare venga, se non omesso, ben mimetizzato nei documenti da fornire al risparmiatore. Facciamo degli esempi concreti.</p> <p>Guardatevi questo <a href="http://www.bccrisparmioeprevidenza.it/it-IT/AltriDocumentiLiberi/leaflet-web-3.pdf" target="_blank" rel="nofollow"><b>opuscolo della Banca di Credito Cooperativo</b></a>: il fondo a cedola in oggetto è uno di quelli <b>presenti nella classifica Assogestioni</b> che citavo prima (uno a caso, sono più o meno tutti uguali). Il sito della banca accoglie i clienti con l’amichevole slogan: “<i>Coltiviamo i tuoi interessi</i>”&#8230; ma non divaghiamo, rimaniamo sull’opuscolo. Spulciatelo in lungo e in largo e provate a trovare la clausola che avverte il risparmiatore del fatto che <strong>le cedole possono derivare dall’erosione del capitale</strong>. Io non l’ho mica trovata. Vedo scritto “cedola periodica”, trovo “semplicità e chiarezza” (è forse una specie di macabro senso dell’umorismo?), leggo “costi competitivi” (dai, basta scherzare), trovo l’immancabile “periodo di offerta limitato” che aiuta a scatenare nel risparmiatore la <strong>libidine da rendimento</strong> (se ci fosse scritto anche “cedola garantita”&#8230; sarebbe il massimo della fregola).</p> <p>Qualcuno dirà che l’opuscolo ha fini commerciali (si ma <strong>essere trasparenti</strong> non è necessariamente anti-commerciale); forse saremo più fortunati con il documento “<a href="http://www.bccrisparmioeprevidenza.it/it-IT/FondiComuni/KIID%20Aureo%20Cedola%20III%20-%202017%20OPPORTUNITA.pdf" target="_blank" rel="nofollow"><b>Informazioni chiave per gli Investitori</b></a>”, il “<b>Key Investor Information Document</b>” (o “KIID”): un documento previsto dalle Autorità di vigilanza europee. Letto bene? Trovato qualcosa? Io no. Ma non erano le “informazioni chiave”? Boh. Tuttavia nel KIID, al fondo, proprio in un angolino, c’è un indizio:</p> <p style="text-align: center;"><em>“<b>Per maggiori informazioni sulle spese, si invitano gli investitori a consultare la Parte I, Sezione c) del  prospetto del Fondo, reperibile sul sito internet della SGR: www.bccrisparmioeprevidenza.it</b>”</em></p> <p>Ok, vamos compañeros, continuiamo questa specie di caccia al Tesoro e andiamo sul sito <a href="http://www.bccrisparmioeprevidenza.it" target="_blank" rel="nofollow">www.bccrisparmioeprevidenza.it</a>. Qui, ravanando un po’, trovo il <a href="%20http://www.bccrisparmioeprevidenza.it/it-IT/FondiComuni/Regolamento%20Cedola%20III.pdf" target="_blank" rel="dofollow"><strong>regolamento</strong></a>. Finalmente, al punto 2.2 trovo l&#8217;<em>Aletheia</em>, la verità:</p> <p style="text-align: center;">“<i>La distribuzione potrebbe essere superiore al risultato medesimo, rappresentando in tal caso un rimborso parziale del valore delle quote</i>”.</p> <p>Tutto trasparente e chiarissimo come da programma, no?</p> <p><strong>Ma vogliamo parlare dei</strong> <b>costi dei fondi a cedola</b><strong>?</strong></p> <p>Lo strumento portato nell&#8217;esempio ha spese correnti pari all’1,35% all’anno. Guardando in giro tra gli altri fondi a cedola ho trovato costi annui tra 1,0% e 1,5%. Giusto chiedersi, a fronte di tali commissioni, quanto lavoro comporta gestire un fondo così? Sappiate che in una vita precedente, prima di essere corsaro della finanza, facevo anche io il gestore, quindi lo so bene: si comprano delle obbligazioni, diversificando un po’, e le si tengono per tutto il periodo: ci si comporta da “cassettista”. Fine. Anche la parte amministrativa è quasi inesistente perché le uscite prima della scadenza del fondo sono penalizzate con <strong>commissioni d’uscita</strong>, tipicamente intorno al 3%: il risparmiatore che vuole disinvestire ci pensa dieci volte prima di uscire dal fondo. Lascio a voi il giudizio.</p> <p style="text-align: left;">E, sempre parlando di costi, in giro ci sono chicche come <a href="http://www.arcaonline.it/pdf/ArcaCedola/CedolaPaesiEmergValutaLocale/CEDOLA_2018PEVL_KIID_R.pdf" target="_blank" rel="nofollow">questo fondo a cedola</a> dove si può leggere:</p> <p style="text-align: center;">&#8220;<i>La commissione di collocamento pari a 3,75% è imputata al Fondo e prelevata in un’unica soluzione al termine del Periodo di Offerta ed è ammortizzata linearmente entro i 5 anni successivi a tale data mediante addebito giornaliero sul valore complessivo netto del fondo.”</i></p> <p><strong>Traduzione di Jack Sparrow</strong>: un grasso 3,75% del vostro investimento <strong>viene prelevato subito in contanti</strong> (per dire, su € 10.000 investiti, se ne vanno via 375) anche se, contabilmente, il prelievo viene diluito nel tempo, un pezzettino al giorno. Vi domanderete: perché? Beh, se contabilmente il prelievo avvenisse in un colpo solo la quota del fondo (il prezzo) si muoverebbe verso il basso bruscamente. Allora voi ve ne accorgereste, forse vi arrabbiereste e, chissà, forse non comprereste più questi bei fondi…</p> <p>Se fate qualche scorreria sul web cercando con la parola chiave “<strong>fondi a cedola</strong>” troverete un bel bestiario. La maggior parte dei fondi a cedola ha questi&#8230;tratti somatici.</p> <p>Io a questo punto sono tormentato da una domanda: <b>i fondi comuni sono ottimi strumenti d’investimento</b>, <b>perché violentarli così?</b> Perché allettare il risparmiatore con l’idea della cedola, contemporaneamente glissando sulla possibilità che il capitale possa essere intaccato? Perché caricare di costi elevati un prodotto finanziario che richiede poco lavoro di gestione? È questo il massimo della creatività dell’industria finanziaria in Italia? È così che si vuole salvare un settore che ha perso migliaia di posti di lavoro?</p> <p>Sapete che c’è? <strong>Sfido il sistema finanziario italiano</strong> e costruisco anche io il mio <b>portafoglio a cedola</b>: si chiama <a href="https://community.adviseonly.com/portfolios/9309-cedola-pirata" rel="nofollow"><b>Cedola Pirata</b></a>, scadenza 2018. Ed è <b>gratis</b>.</p> <p>Lo costruisco sulla <a href="https://community.adviseonly.com/portfolios/9309-cedola-pirata" rel="nofollow">Community di Advise Only</a>, se accedete potete liberamente consultarlo e seguirlo nel tempo. Anzi vi dirò di più, ciurma: <strong>aiutatemi a migliorarlo</strong>. Consideratelo <b>un portafoglio “open source”: </b>a più mani, gratuito, disponibile a tutti e <strong>battente bandiera pirata</strong>.</p> <p>Lo trovate sul sito <a href="http://www.adviseonly.com" rel="nofollow">www.adviseonly.com</a>, non ci sono commissioni mimetiche… niente, solo un po’ di <strong>obbligazioni</strong>, un <strong>minimo di diversificazione</strong>, un <strong>reddito cedolare del 3,5% annuo</strong> circa (nel senso che quelli sono soldi che arrivano <strong>veramente</strong> dalle cedole dei titoli, senza prelievi dal capitale). Così dovrebbero essere i fondi a cedola: pane, salame e fave, mangiate sulla tovaglia a quadrettoni.</p> <p>Ne parliamo in <a href="https://community.adviseonly.com/portfolios/9309-cedola-pirata" rel="nofollow">Community</a>.</p> <p><a href="https://community.adviseonly.com/portfolios/9309-cedola-pirata" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-9954" alt="portafoglio-pirata" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/portafoglio-pirata.png" width="450" height="282" /></a></p> <p>Tag: <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/come-investire/" rel="dofollow">come investire</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/consulenza-finanziaria/" rel="dofollow">consulenza finanziaria</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/fondi-comuni/" rel="dofollow">Fondi comuni</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/obbligazioni/" rel="dofollow">Obbligazioni</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/truffe-bancarie/" rel="dofollow">truffe bancarie</a></p> </div>]]></content:encoded>
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		<title>Dialogo tra risparmiatori e professionisti della finanza: ecco la ricetta per cambiare le cose</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 15:23:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serena Torielli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni di Advise Only]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa ho letto sul Sole 24 Ore una dichiarazione di Giuseppe Vegas, presidente di Consob, il quale sosteneva che la ragione della crisi del settore del risparmio gestito in Italia è da attribuirsi agli assetti proprietari delle Società di Gestione del Risparmio (SGR). Questa spiegazione è, a mio avviso, molto parziale. Secondo chi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div itemscope itemtype="http://schema.org/BlogPosting"><p>Qualche giorno fa ho letto sul <a href="http://finanza-mercati.ilsole24ore.com/azioni/analisi-e-news/tutte-le-news/news-radiocor/news-radiocor.php?PNAC=nRC_06.05.2013_11.47_11520183" rel="nofollow">Sole 24 Ore</a> una dichiarazione di Giuseppe Vegas, presidente di Consob, il quale sosteneva che la ragione della <b>crisi del settore del risparmio gestito</b> in Italia è da attribuirsi agli <b>assetti proprietari delle Società di Gestione del Risparmio</b> (SGR). Questa spiegazione è, a mio avviso, molto parziale. Secondo chi scrive la crisi è dovuta, piuttosto, alla <b>scarsa trasparenza</b> e al <b>modo inadeguato e “vecchio”</b> <b>di comunicare </b>delle istituzioni finanziarie stesse.</p> <p>Ho trascorso molti anni nelle banche e, ancora oggi, ho molti amici che lavorano in questo settore. La percezione è che il mondo finanziario non sia al passo con i tempi. Come avrete potuto notare, infatti, gli istituti di credito sono di solito ferocemente <b>avversi all’uso dei social network e del web in generale</b>, non fa eccezione chi lavora nelle istituzioni straniere. Pensate che l’altro giorno un conoscente che lavora in finanza mi ha chiesto: “Ma Twitter… è un giornale?”</p> <p>Questa ostilità potrebbe dipendere dalla naturale <b>incapacità del settore finanziario di ascoltare e di dialogare</b>. Il circolo diventa ben presto <b>vizioso</b> perché chi non ascolta <b>non capisce le esigenze dei clienti/risparmiatori</b>, quindi è più difficile conquistarsi la loro <b>fiducia</b>, specie dopo anni di crisi.</p> <p>Espongo un grafico non recentissimo, ma molto interessante.</p> <p style="text-align: center;"><em>Clicca per ingrandire</em></p> <p><a href="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/finanza-engagement-dei-clienti.png" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-9945" alt="finanza-engagement-dei-clienti" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/finanza-engagement-dei-clienti.png" width="450" height="275" /></a></p> <p>La ricerca è del 2011 e, limitatamente al mercato USA, ha l’obiettivo di misurare “l’<b>engagement</b>”, cioè il <b>coinvolgimento dei consumatori</b> rispetto a diversi settori industriali e rispetto ai canali di comunicazione usati.</p> <p>Cosa ci dice il grafico? L’<b>industria finanziaria</b>, che spesso ha a disposizione budget molto elevati di spese per la comunicazione, <b>usa pochi canali</b> ed è caratterizzata da un <b>bassissimo coinvolgimento</b> dei propri clienti.</p> <p>Le istituzioni finanziarie spesso preferiscono  <b>comunicare in modo tradizionale</b>: un messaggio lanciato ai consumatori (come la TV, la radio…). Per quanto possa essere emozionante e coinvolgente, tale messaggio pubblicitario <b>non creerà engagement</b>, né trasmetterà <b>fiducia</b>. Il brand si diffonde, ma a fine campagna restano <b>distanza</b> e <b>diffidenza</b>.</p> <p>Esiste un’alternativa? Certo, ma richiede più impegno e forse meno capitali: si può <b>creare cultura finanziaria</b> e<b> fare education</b>, si può <b>comunicare in modo paritario</b> con i propri clienti (passare da un approccio brodcasting ad un approccio networking).</p> <p>Un’altra barriera che incontrano in Italia le case prodotto nel campo della finanza, specie se di piccole e medie dimensioni (le “boutique”), è il <b>modello di distribuzione</b>: le grandi banche e reti di promotori, forti della la loro posizione dominante, <b>trascurano i piccoli player</b> a favore dei grandi nomi capaci di accordi più vantaggiosi (non necessariamente per i risparmiatori, però).</p> <p>L’<b>advertising</b> sui grandi giornali o in TV ha costi proibitivi per queste realtà. Inoltre un simile modello di comunicazione trascura completamente la “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Coda_lunga" rel="nofollow"><b>coda lunga</b></a>”, cioè la moltitudine di soggetti potenzialmente interessati a certi prodotti/servizi e presenti sul web e non raggiungibili attraverso i canali tradizionali.</p> <p><b>Advise Only può aiutare il cambiamento?</b></p> <p>Il progetto di <a href="https://it.adviseonly.com/?hl=it-IT" rel="nofollow">Advise Only</a> è nato per <b>rendere le tematiche finanziarie comprensibili a tutti</b> e <b>abbattere, grazie al web, le asimmetrie informative</b> che caratterizzano il mondo finanziario.</p> <p>All’interno del sito esiste una vera e propria <a href="https://community.adviseonly.com/home" rel="nofollow"><b>Community</b></a> composta da <b>migliaia di utenti</b>: un luogo dove, attraverso la <b>condivisione di conoscenza finanziaria</b> tra investitori e professionisti, si impara e si genera “<b>intelligenza collettiva</b>”.</p> <p>La stessa <a href="https://it.adviseonly.com/?hl=it-IT" rel="nofollow">Advise Only</a> comunica con i suoi utenti attraverso il <b>web</b> e <b>i social network</b>. Pur essendo una piccola realtà, Advise Only è oggi l’<b>istituzione finanziaria Italiana con il maggior seguito su </b><a href="https://twitter.com/AdviseOnly" rel="nofollow"><b>Twitter</b></a> (posizionandosi anche tra le prime in Europa!).</p> <p>Osservando la realtà del settore finanziario da un angolo diverso e avendo acquisito competenze nel web 2.0, abbiamo pensato di <b>aiutare le istituzioni finanziarie a comunicare in modo nuovo</b>. Abbiamo realizzato le <b>brand page</b>.</p> <p>La brand page è, di fatto, un “mini-sito” all’interno della Community Advise Only:  una pagina pubblica, moderna, indicizzata dai motori di ricerca che ha il fine di aiutare le istituzioni a <b>ritrovare il dialogo con i risparmiatori</b>.</p> <p>Nulla è più diverso da un vecchio banner, la brand page si ispira ad un modello che si sta imponendo sul web: la fan page di Facebook, le brand page di Amazon, il negozio virtuale di e-Bay. I servizi e i prodotti devono andare incontro ai possibili clienti, abitando quegli stessi luoghi in cui i possibili consumatori già sono.</p> <p>La brand page di Advise Only  offre un’elevata <b>personalizzazione</b> e una grande<b> flessibilità</b>: è semplice da gestire, presenta un <b>formato moderno</b> che offre la possibilità di <b>condividere contenuti</b> e <b>interagire</b> in modo costruttivo e paritario con gli utenti. Questi ultimi, a loro volta, avranno un c<b>anale preferenziale con l’azienda</b>, un’occasione in più per scoprire i suoi servizi e prodotti, ma anche per <b>far sentire la propria voce</b>.</p> <p>La pagina è strutturata in diversi “Box” tematici: il Box Prodotti per presentare le proprie offerte, il Blog Box per proporre la view della casa o la propria mission, un Video Box dedicato ai contenuti video ecc…</p> <p>La prima brand page che abbiamo realizzato è quella di <a href="https://community.adviseonly.com/users/ubs-etf" target="_blank" rel="nofollow"><b>UBS ETF Italia</b></a>. Siamo già al lavoro per realizzarne diverse altre per primarie istituzioni italiane e straniere.</p> <p><a href="https://community.adviseonly.com/users/ubs-etf" target="_blank" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-9946" alt="brand-page-finanza-web-2.0" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/brand-page-finanza-web-2.0.png" width="450" height="520" /></a></p> <p>La realtà sta cambiando? È difficile dirlo, ma nel mondo anglosassone, che tende a muoversi in anticipo, <b>il 40% del budget commerciale</b> dei principali brand della finanza nel 2013 sarà investito nel <b>web</b>.</p> <p>Ci capita spesso di incontrare banche e SGR e chiediamo loro come mai non investono nel web. La risposta è sempre: “<i>perchè abbiamo poco tempo e risorse</i>”.</p> <p>Ma io dico non dovrebbero essere le <strong>imprese finanziarie</strong>, per prime, a impiegare meglio le proprie risorse, al fine di capitalizzare i risultati?</p> <p>Non è ancora troppo tardi. Per saperne di più delle <strong>brand page</strong>, contattaci: <a href="https://it.adviseonly.com/contact" rel="nofollow">https://it.adviseonly.com/contact</a></p> <p>Tag: <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/banche/" rel="dofollow">banche</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/come-investire/" rel="dofollow">come investire</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/finanza-personale/" rel="dofollow">finanza personale</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/sistema-finanziario/" rel="dofollow">sistema finanziario</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/social-economics/" rel="dofollow">social economics</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/social-network/" rel="dofollow">social network</a></p> </div>]]></content:encoded>
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		<title>Bollettino: Letta &#8220;lotta&#8221; per uscire dalla procedura di infrazione del deficit, Borse in rally ma dati macro ancora negativi</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 08:55:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Advise Only</dc:creator>
				<category><![CDATA[L’angolo dei mercati finanziari]]></category>
		<category><![CDATA[Borsa Milano]]></category>
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		<description><![CDATA[Settimana decisiva per il governo Letta impegnato a trovare in “Abbazia” quel compromesso necessario per permettere al ministro dell’Economia Saccomanni di rassicurare i partner europei sulla capacità dell’Italia di rispettare gli impegni presi nei due giorni di riunione dell’Econofin e dell’Eurogruppo. In gioco, c’è la possibilità dell’Italia di uscire dalla procedura di infrazione sul deficit [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div itemscope itemtype="http://schema.org/BlogPosting"><p>Settimana decisiva per il <strong>governo Letta</strong> impegnato a trovare in “Abbazia” quel compromesso necessario per permettere al ministro dell’Economia <strong>Saccomanni</strong> di rassicurare i partner europei sulla <strong>capacità dell’Italia di rispettare gli impegni</strong> <strong>presi</strong> nei due giorni di riunione dell’Econofin e dell’Eurogruppo. In gioco, c’è la possibilità dell’Italia di <strong>uscire dalla procedura di infrazione sul deficit</strong> (fine maggio) che permetterà di mobilitare all’incirca € 10-12 miliardi di investimenti cofinanziati dalla UE e di guadagnare quella credibilità necessaria per far sentire la propria voce sulle questioni legate alla <strong>crescita</strong> e all’<strong>occupazione</strong>. Un primo decreto legge sulla <strong>sospensione della rata IMU</strong> <strong>di giugno</strong> e sul <strong>finanziamento della cassa integrazione in deroga</strong> è atteso per metà settimana.</p> <h2>Economia</h2> <p>La scorsa settimana in <strong>Europa</strong> i <strong>dati sulla produzione industriale</strong> hanno confermato la debolezza  dell’attività del primo trimestre 2013, la fragilità su cui si stima una ripresa nella seconda parte dell’anno e la <a href="http://it.adviseonly.com/blog/grafico-settimana/austerita-non-e-soluzione-recessione-germania/#.UZClccr54bA" rel="nofollow">divergenza tra la Germania ed il resto della zona euro</a>.</p> <p>Negli <strong>USA</strong> confortanti i dati del<strong> mercato del  lavoro</strong> che tuttavia, a causa di diversi fattori, non sembrano esprimere piena efficacia in termini di <strong>ripresa dei consumi</strong> e di <strong>crescita</strong> dell’economia americana.</p> <p>In <strong>Cina</strong>, debole la domanda di beni che caratterizza l’economia per un eccesso di capacità produttiva. In <strong>Russia</strong>, l’economia registra un aumento del tasso d’inflazione a causa dell’indebolimento del rublo.</p> <p>Nel complesso, quindi  i dati macroeconomici non sono tali da determinare una revisioni al rialzo delle prospettive di crescita globali.</p> <h2>Mercati</h2> <p>Sui mercati finanziari le <a href="http://it.adviseonly.com/blog/mercati/investire-in-azioni-quanto-dura-rally-quali-rischi/" rel="nofollow">Borse hanno continuato il loro rally</a> toccando in settimana i nuovi massimi storici. In particolare, i positivi dati macro delle ultime due settimane hanno riportato al vertice i <a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/Titolo_ciclico" target="_blank" rel="nofollow">titoli ciclici</a>.</p> <p>Dopo settimane di <a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/Rendimento" rel="nofollow">rendimenti </a>in calo sui  titoli di Stato della periferia della zona euro, i dati sulla <strong>produzione industriale</strong> hanno fatto aumentare i premi al rischio (interessi) di qualche punto base, senza tuttavia cambiare lo scenario (decennale italico sotto il 4%).</p> <p>Le <strong>materie prime</strong> registrano un lieve rialzo questa settimana con leggeri guadagni per il<strong> settore energetico</strong> e dei <strong>metalli di base</strong> a fronte di ribassi nel comparto agricolo e dei metalli preziosi.</p> <p>Sui mercati valutari continua il <strong>deprezzamento</strong> <strong>dello yen</strong> nei confronti del dollaro e dell’euro, in particolare il cambio dollaro/yen ha sfondato la soglia critica di 100. Il cambio euro/dollaro ha chiuso venerdì a  1,29 per la prima volta nell’ultimo mese.</p> <h2>Da tenere d’occhio questa settimana</h2> <ul> <li><strong>Europa</strong>: pubblicazione dei dati sul PIL del primo trimestre per Eurozona, Germania, Francia e Italia;</li> <li><strong>USA</strong>: pubblicazione dei dati su nuove richieste di sussidi di disoccupazione e le richieste mutui;</li> <li><strong>Cina</strong>: dati sulla produzione industriale del mese di aprile.</li> </ul> <p>Tutti i dati vengono constantemente pubblicati in tempo reale sui nostri canali sociali: seguiteci su <a href="https://twitter.com/AdviseOnly" target="_blank" rel="nofollow">Twitter</a> e <a href="https://www.facebook.com/AdviseOnly.FinanzaPersonale?ref=hl" target="_blank" rel="nofollow">Facebook</a>!</p> <p>Se volete conoscere in <strong>tempo reale</strong> cosa pensano gli analisti o semplici risparmiatori, accedete (o iscrivetevi se ancora non l’avete fatto) alla <a href="https://community.adviseonly.com/users/sign_in" rel="nofollow"><strong>Community di Advise Only</strong></a>, è gratis.</p> <p><strong>Per saperne di più di mercati vi consigliamo di leggere, scaricare, copiare, condividere e diffondere il nostro <a href="http://it.adviseonly.com/blog/bollettino-economico-finanziario/#.UWKvL1ccOSU" rel="nofollow">Bollettino Advise Only</a>: poche pagine per avere un’idea chiara e approfondita dei mercati finanziari a livello globale. <a href="http://it.adviseonly.com/blog/bollettino-economico-finanziario/#.UWKvL1ccOSU" rel="nofollow">Provalo adesso</a>!</strong></p> <p style="text-align: center;"><em>Clicca per aprire il Bollettino</em></p> <p style="text-align: center;"><a href="http://it.adviseonly.com/blog/bollettino-economico-finanziario/#.UZCpxMr54bA" target="_blank" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-9940" alt="bollettino: dati di economia e finanza" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/bollettino13052013.png" width="450" height="611" /></a></p> <p>Tag: <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/borsa-milano/" rel="dofollow">Borsa Milano</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/debito-pubblico/" rel="dofollow">debito pubblico</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/enrico-letta/" rel="dofollow">enrico letta</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/italia/" rel="dofollow">Italia</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/mercato-lavoro/" rel="dofollow">mercato lavoro</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/spread/" rel="dofollow">spread</a></p> </div>]]></content:encoded>
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		<title>Investimenti: ma l&#8217;Italia va poi così male (considerando la Borsa di Milano)?</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 10:28:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ruocco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idee investimento]]></category>
		<category><![CDATA[azioni]]></category>
		<category><![CDATA[Borsa Milano]]></category>
		<category><![CDATA[borsa online]]></category>
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		<description><![CDATA[Non so se è capitato anche a voi, ma quando viaggi all’estero e dici che sei italiano, l’interlocutore ti guarda con ogni espressione possibile e, nel 90% dei casi, ti dice quasi subito, in un italiano con accento improbabile, le seguenti parole: “Ah&#8230; Italia! Spaghetti, pizza, mandolino, Napoli, mafia&#8230;”. Eh già&#8230; questo siamo noi all&#8217;estero. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div itemscope itemtype="http://schema.org/BlogPosting"><p>Non so se è capitato anche a voi, ma <strong>quando viaggi all’estero e dici che sei italiano</strong>, l’interlocutore ti guarda con ogni espressione possibile e, nel 90% dei casi, ti dice quasi subito, in un italiano con accento improbabile, le seguenti parole: “Ah&#8230; Italia! Spaghetti, pizza, mandolino, Napoli, mafia&#8230;”.</p> <p>Eh già&#8230; questo siamo noi all&#8217;estero. Qualche motivo ci sarà e sicuramente non dipende dagli altri, ma da noi. La <strong>Svizzera</strong>, ad esempio, è associata al cioccolato, agli orologi e alle mucche, la <strong>Germania</strong> alle patate ed alla birra, ma entrambe hanno una stretta e totale connessione con la <b>precisione</b> e l’<b>efficienza</b> nel senso più largo del termine, mentre noi non sappiamo neanche come si scrivano queste due parole.</p> <p>Siamo considerati (a ragione, ahinoi), almeno dal punto di vista economico, uno dei fanalini d&#8217;Europa&#8230; e ci fermiamo qui.</p> <p><a href="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/Italy_Stereotypes.jpg" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-9925" alt="stereotipi italiani" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/Italy_Stereotypes.jpg" width="400" height="488" /></a></p> <p>Con la nostra “fama” un investitore straniero (e forse anche uno nostrano) difficilmente investirebbe nel nostro Paese e nel suo <strong>mercato azionario</strong>, soprattutto dopo il forzoso crollo del <b>Governo Berlusconi IV</b> e poi il successivo arrivo del “salvifico” <b>Monti</b> (16 novembre 2011), con tutto ciò che ne è conseguito.</p> <p>Proviamo però ad immaginare, scevri da ogni e qualsivoglia nazionalismo, un <strong>coraggioso investitore</strong> che avesse deciso di investire dando fiducia al Belpaese. Avrebbe fatto bene o male? Giudicate voi.</p> <p>Dal 16 novembre 2011 le prestazioni di <strong>Borsa Italiana</strong> sono state le seguenti:</p> <ul> <li><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/FTSE_Italia_All-Share" target="_blank" rel="nofollow">FTSE All-Share</a>: +11,72%</li> <li><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/FTSE_MIB" target="_blank" rel="nofollow">FTSE MIB</a>: +11,92%</li> <li><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/FTSE_Italia_Mid_Cap" target="_blank" rel="nofollow">FTSE Mid Cap</a>: +12,44%</li> <li><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/FTSE_Italia_STAR" target="_blank" rel="nofollow">FTSE STAR</a>: +31,48%</li> <li><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/FTSE_Italia_Small_Cap" target="_blank" rel="nofollow">FTSE Small Cap</a>: -10.45%</li> <li><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/FTSE_Italia_Micro_Cap" rel="nofollow">FTSE Micro Cap</a>: -7,94%</li> </ul> <p>Questo per limitarci ai mercati principali della <b>Borsa Italiana</b>. Come si evince facilmente da questi dati, l&#8217;investitore di cui sopra, scansando “gruppi” di titoli notoriamente più volatili e quindi rischiosi, come Small e Micro Caps (titoli sottilissimi, con pochissimo flottante e spesso rischiosità abnormi ed iperspeculative) e limitandosi agli indici maggiori e più conosciuti, avrebbe totalizzato, a tutt&#8217;oggi, <b>risultati sempre in doppia</b> <b>cifra</b>. Inoltre le performance sono superiori all&#8217;<b>inflazion</b>e composta del periodo (pari al 3,1%, facilmente calcolabile dal sito <a href="http://www.rivaluta.it/" rel="nofollow">www.rivaluta.it</a>)</p> <p>Adesso immaginiamo che avesse voluto <b>investire nei vari settori</b> in cui sono inclusi i titoli della Borsa nostrana. Rigiudicate voi:</p> <ul> <li>Oil &amp; Gas: +2,12%</li> <li>Chimica/Materie Prime: +22,12%</li> <li>Industria: +9,41%</li> <li>Beni di Consumo: + 41,48%</li> <li>Salute: +31,77%</li> <li>Servizi al Consumo: +10,09%</li> <li>Telecomunicazioni: -25,99%</li> <li>Servizi Pubblici: +1,28%</li> <li>Finanza: +11,09%</li> <li>Tecnologia: +29,27%</li> </ul> <p>Beh il Nostro, sfidando la diffidenza verso le italiche vicende, avrebbe colto degli ottimi rialzi e, di conseguenza, degli ottimi investimenti.</p> <p>Non sono solo rose e fiori. Ci sono ovviamente <b>settori che non sono andati bene</b> e colgo l’occasione per fare un paio di note di “<i>due diligence</i>”, che dovrebbero illuminare chiunque avesse voglia di informarsi <b>prima</b> di investire:</p> <ol> <li>Cosa non funziona bene in Italia? I <b>servizi pubblici</b>, direi (sottoperformanti rispetto all&#8217;inflazione e quindi in leggerissima perdita).</li> <li>Quale è il settore che,<b> nel mondo</b>, si sta comportando peggio rispetto agli altri, e che in Italia sta vedendo una vera e propria <b>guerra sul titolo principale del listino</b>? Le <strong>Telecomunicazioni</strong>, chiaramente stra-deludenti.</li> </ol> <p>Queste poche righe dovrebbero servire a riflettere e pensare.</p> <p>Anche in quei Paesi bistrattati a livello globale, con governi poco affidabili e politici poco edificanti, con manager incapaci e sovrapagati nella quasi totalità delle aziende pubbliche o a maggioranza pubblica (quindi anche regionali, provinciali e comunali), con <b>tasse alle imprese</b> al 47% e via discorrendo (non si finirebbe più&#8230;) <strong>si può trovare del buono</strong>, se si sa dove guardare e si analizza imparzialmente la situazione.</p> <p>Perché, come diceva un saggio una volta “&#8230;da qualche parte, nel mondo, anche in mezzo ad un bear market, c&#8217;è <strong>sempre</strong> un bull market”.</p> <p>Per conoscere, cosa ne pensano i professionisti del settore oppure se vi interessa consultare nel dettaglio i <a href="https://community.adviseonly.com/users/utente-155/portfolios" rel="nofollow"><strong>portafogli di investimento</strong></a> che propongo io o quelli di altri utenti della Community accedete (o iscrivetevi, se ancora non l’avete fatto) ad <a href="https://community.adviseonly.com" target="_blank" rel="nofollow">Advise Only</a>, è gratis!</p> <p>Tag: <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/azioni/" rel="dofollow">azioni</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/borsa-milano/" rel="dofollow">Borsa Milano</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/borsa-online/" rel="dofollow">borsa online</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/come-investire/" rel="dofollow">come investire</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/rischio-italia/" rel="dofollow">rischio italia</a></p> </div>]]></content:encoded>
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		<title>Investire in azioni: quanto può durare il rally e quali rischi ci sono?</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2013 15:04:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Caretta Mussa</dc:creator>
				<category><![CDATA[L’angolo dei mercati finanziari]]></category>
		<category><![CDATA[azioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Obbligazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Il recente “rally” del mercato azionario non è giustificato da sostanziali miglioramenti sul fronte dei fondamentali (i dati macroeconomici più importanti), cosa che ha inevitabilmente spinto  molti commentatori ad interrogarsi sulla sostenibilità di questo “Bull  Market”. Come si spiega questa brusca accelerazione delle Borse? Dove sono i rischi? È opinione comune che i bassi tassi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div itemscope itemtype="http://schema.org/BlogPosting"><p>Il recente <b>“rally” del mercato azionario</b> non è giustificato da sostanziali miglioramenti sul fronte dei fondamentali (i dati macroeconomici più importanti), cosa che ha inevitabilmente spinto  molti commentatori ad interrogarsi sulla<b> sostenibilità</b> di questo <b>“Bull  Market”</b>.</p> <p><b>Come si spiega questa brusca accelerazione delle Borse? Dove sono i rischi?</b></p> <p>È opinione comune che i <a href="http://it.adviseonly.com/blog/economia/corridoio-dei-tassi-interesse-capire-sistema-monetario-europeo/" rel="nofollow">bassi tassi d’interesse</a> e l’enorme massa di <a href="http://it.adviseonly.com/blog/economia/euro-dollaro-yen-guerra-delle-valute/#.UYusQ8r54bA" rel="nofollow">liquidità immessa dalle Banche Centrali</a> abbiano spinto gli investitori a ricercare rendimenti prima in <strong>obbligazioni societarie</strong>, poi in <strong>titoli di Stato</strong> ed infine in <strong>azioni</strong>.</p> <p>Qualche lettore potrebbe dire: &#8220;come è possibile, se lo scenario macroeconomico non è cambiato granché?&#8221; e avrebbe ragione, ma l’<strong>immissione di liquidità</strong> da parte della Banche Centrali (<em><a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/Quantitative_easing" rel="nofollow">quantitative easing</a></em>) ha ammorbidito la percezione nei confronti dei principali rischi del momento (<strong>crisi della zona euro</strong>, <strong>rallentamento USA</strong> e della <strong>Cina</strong>) e dei “<em><a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/Tail_risk" rel="nofollow">tail risk</a></em>” associati.</p> <p>In realtà, se diamo un&#8217;occhiata a tutto il periodo di <em>Bull Market</em> che comincia nella prima parte del 2009, notiamo che i mercati azionari si sono comportati piuttosto bene anche in presenza di <a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/Tail_risk" rel="nofollow"><strong>rischi sistemici</strong></a> e l’unico mini-storno che si è registrato è stato in concomitanza con la <a href="http://it.adviseonly.com/blog/economia/italia-davanti-a-incubo-default-cosa-succedera/#.UYuve8r54bA" rel="nofollow"><strong>crisi italiana</strong></a> (estate del 2011).</p> <p style="text-align: center"><em>Clicca per ingrandire</em></p> <p><a href="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/investire-in-azioni-bull-market.png" target="_blank" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-9914" alt="investire in azioni bull market" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/investire-in-azioni-bull-market.png" width="450" height="360" /></a></p> <p><b>Qual è lo scenario nel breve periodo?</b></p> <p>Possiamo discutere all’infinito sugli effetti “distorsivi” delle <strong>politiche monetarie non convenzionali </strong>delle Banche Centrale ma sta di fatto che, nel breve periodo, non ci sono i presupposti affinché si smetta di iniettare liquidità nel sistema.</p> <p>Secondo Mark Kiesel, gestore PIMCO, la Fed e la BOJ (la Banca Centrale Giapponese) sono pronte ad acquistare titoli per un valore complessivo di $ 2.000 miliardi nel 2013 e da qualche giorno in Europa si discute anche sulla possibilità che la BCE possa iniziare un piano di acquisto di titoli di credito (pare <a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/Asset_backed_security" rel="nofollow">Asset-backed securities</a>).</p> <p>Insomma, nel breve termine<b> la liquidità continuerà ad essere di supporto a tutte le classi d’attivo.</b></p> <p><b>Quindi come investire in questo momento? </b></p> <p>Anche dopo il recente “<em>rally</em>” azionario,<b> le valutazioni continuano a rimanere tutto sommato abbordabili.</b> Se consideriamo il classico <a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/Rapporto_Prezzo/Utili" rel="nofollow">rapporto Prezzo/Utile per azione</a> (o P/E) rispetto al valore di lungo periodo, un metodo comunemente utilizzato (ma non l’unico, ovviamente) per avere un&#8217;idea del prezzo rispetto ad un valore considerato di “<em>Fair Value</em>” ci dice che gli <strong>USA sono un mercato ancora un po’ sotto la media storica</strong> e <strong>le valutazioni dell’Europa ed del Giappone rimangono in relativo ancora più interessanti</strong>.</p> <p style="text-align: center"><em>Clicca per ingrandire</em></p> <p><a href="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/rapporto-prezzo-utile-per-azione-usa-europa-giappone-emergenti.png" target="_blank" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-9915" alt="rapporto prezzo utile per azione usa europa giappone emergenti" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/rapporto-prezzo-utile-per-azione-usa-europa-giappone-emergenti.png" width="450" height="344" /></a></p> <p><span style="font-size: x-small">La stima del P/E è stato calcolato utilizzando la metodologia   di Graham &amp; Dodd, cioè cercando di “ripulire” il dato (P/E) dal ciclo economico utilizzando la media storica su 5 anni. Esempio: un P/E al 89% vuol dire che all’istante in cui viene presentato risulta essere all’89% del valore storico (preso su una media di 10 anni). Per essere in linea con la media storica deve essere al 100%. Sopra la media storica superiore al 100%. Dati mensili, fonte Bloomberg, elaborazioni Advise Only. Ultimo aggiornamento 9 maggio 2013.</span></p> <p>In conclusione, che ci sia un <b>problema di apprezzamento del rischio</b> non c’è dubbio, purtroppo però nessuno di noi è in grado di anticipare con esattezza il <i>timing</i> in cui il mercato azionario e quello obbligazionario storneranno.</p> <p>Detto ciò, fino a quando le valutazioni hanno giustificato l’acquisto di titoli azionari, il mercato si è comportato piuttosto bene rispetto al deterioramento dell’economia, anche in contesti nel quale i rischi sistemici erano considerevoli. In più, nel breve periodo non ci sono segnali che alludano ad un allentamento della liquidità, anzi.</p> <p>Insomma, non mi stupirei di vedere il mercato salire ancora. Ma tenete d’occhio le valutazioni!</p> <p>Per conoscere, cosa ne pensano i professionisti del settore oppure se vi interessa consultare nel dettaglio i <a href="https://community.adviseonly.com/users/advise-only/portfolios" rel="nofollow"><strong>nostri portafogli di investimento</strong></a> o quelli di altri utenti della Community accedete (o iscrivetevi, se ancora non l’avete fatto) ad <a href="https://community.adviseonly.com" target="_blank" rel="nofollow">Advise Only</a>, è gratis!</p> <p>Tag: <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/azioni/" rel="dofollow">azioni</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/come-investire/" rel="dofollow">come investire</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/obbligazioni/" rel="dofollow">Obbligazioni</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/rischio-del-investimento/" rel="dofollow">Rischio investimento</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/suggerimenti-investimenti/" rel="dofollow">suggerimenti investimenti</a></p> </div>]]></content:encoded>
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		<title>È possibile eliminare l’IMU? La tassa sugli immobili e la sagra della demagogia</title>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 08:09:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaele Zenti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni sull’economia]]></category>
		<category><![CDATA[debito pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[enrico letta]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Governo Letta appena insediato sta lavorando ad un’ipotesi di sospensione della rata di giugno dell’IMU per decreto. Il dibattito politico è accesissimo, perché l’IMU è diventato un vero vessillo politico per il quale combattere con tutte le energie, tanto da far dichiarare a Renato Brunetta: “la posizione del PdL sull’IMU prima casa è limpida: [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div itemscope itemtype="http://schema.org/BlogPosting"><p>Il <b>Governo Letta</b> appena insediato sta lavorando ad un’ipotesi di <b>sospensione della rata di giugno dell’IMU</b> per decreto. Il dibattito politico è accesissimo, perché l’IMU è diventato un vero vessillo politico per il quale combattere con tutte le energie, tanto da far dichiarare a Renato Brunetta:</p> <p align="center"><i>“la posizione del PdL sull’IMU prima casa è limpida: bisogna <b>eliminarla per tutte le famiglie</b>”.</i></p> <p>A onor del vero, già durante la campagna elettorale, vari leader politici italiani hanno dichiarato di essere favorevoli alla riduzione dell’imposta sull’abitazione, compresi Beppe Grillo, Mario Monti e Susanna Camusso (sic!).</p> <p>Insomma parliamo di una tassa &#8220;bipartisan&#8221;, nel senso che è odiata proprio da tutti. Sicché l’idea di eliminare l’IMU sulla prima casa raccoglie consensi a destra e a manca. Ciò non stupisce, visto che gli <a href="http://it.adviseonly.com/blog/risparmio/italiano-medio-il-portafoglio-degli-investimenti-degli-italiani/" rel="nofollow">Italiani sono grandi possessori di abitazioni</a> e le <b>tasse</b> non fanno certo piacere a nessuno.</p> <p>Su questo blog, come saprete, cerchiamo però di dare <b>consigli sugli investimenti</b> e di aiutare a <b>capire l’economia</b> in modo il più possibile neutro. Proviamo perciò ad “affettare piano piano il salame” e vedere com’è fatto all’interno.</p> <p>Senza troppi giri di parole, andiamo dritti al punto chiave della faccenda: <b>l’Italia va malissimo, il tempo stringe e i conti pubblici devono quadrare</b>.</p> <p>Dunque <b>se si elimina una tassa e il relativo gettito che andava a finanziare spese dello Stato, occorre capire a quali risorse attingere per recuperare il mancato gettito fiscale</b>. Dove si trovano i soldi?</p> <p>Essenzialmente, le alternative sono:</p> <ol> <li><b>aumentare il debito pubblico</b> (e questa è una cosa niente affatto banale, da trattare in sede europea, visto che ciò implica una variazione di accordi comunitari siglati nell’autunno 2011 dall’allora Presidente del Consiglio Berlusconi);</li> <li><b>si  tagliano le spese</b> oltre a quanto già fatto o in programma (e si è tagliato già moltissimo, tant’è che sono terminati i soldi per la cassintegrazione, il welfare praticamente non esiste più, istruzione e ricerca sono malridotte, arte e cultura idem), indicando chiaramente le voci di spesa che si intendono colpire;</li> <li><b>si introducono altre tasse</b>: questa è per me l’ipotesi più verosimile.</li> </ol> <p>Credo inoltre che ci sia un certo accordo nell’affermare che <b>il principale problema economico dell’Italia</b> sia la <b><a href="http://it.adviseonly.com/blog/risparmio/italiano-medio-il-portafoglio-degli-investimenti-degli-italiani/" rel="nofollow">mancanza di crescita</a></b> e, conseguentemente, la <b>disoccupazione</b> crescente.</p> <p style="text-align: center;"><em>Clicca per ingrandire</em></p> <p><a href="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/disoccupazione-giovanile-italia.jpg" target="_blank" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-9899" alt="disoccupazione-giovanile-italia" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/disoccupazione-giovanile-italia.jpg" width="450" height="318" /></a></p> <p>Ora, a fronte dell’ipotesi d’introduzione di nuove tasse, c’è da domandarsi: <b>siamo sicuri che la cosa migliore per la ripresa del nostro Paese sia</b> <b>eliminare una tassa progressiva</b> (cioè una tassa che cresce all’aumentare della ricchezza) sugli immobili come l’IMU, introducendo magari imposte che colpiscono i consumi, come l’<b>IVA</b>, o i <b>redditi </b>di famiglie ed imprese?</p> <p>La domanda mi pare retorica. Ma ragioniamoci su: l’IMU è una tassa  che colpisce le <b>rendite immobiliari</b>. Gli immobili<b> non producono crescita economica</b>, sono ricchezza “ferma” e <b>il denaro investito in immobili è denaro potenzialmente distolto da realtà produttive</b>, magari giovani ed innovative, che fanno davvero crescere l’economia italiana. Risulta quindi giusto tassare gli immobili se si vuole <b>far cassa</b> da un lato e <b>stimolare la crescita</b> dall’altro: chi vuole evitare la tassa, anziché comprarsi immobili, può investire (per esempio) in <b>start-up </b>(società giovani e innovative, come <a href="https://it.adviseonly.com/?hl=it-IT" rel="nofollow">Advise Only</a> per intenderci), con i relativi benefici fiscali, aiutando ad innovare questo Paese ammuffito. Scienza delle Finanze 1.0.</p> <p>Ci sono poi dei corollari. Parliamo dei <b>Comuni</b>, per esempio: per molti di essi il gettito dell’IMU è cruciale, ma, anche qui, non è chiaro come esso venga sostituito. Il rischio è che i soldi risparmiati dalle famiglie sull’IMU escano poi dalla finestra per aggravi di altre <b>tasse comunali</b> o per <b>tagli a servizi </b>comunali essenziali.</p> <p>Probabilmente, in un Paese di buon senso, l’<b>IMU andrebbe ripensata e riformata</b> per tenere conto di alcune sue storture, per evitare situazioni di <b>crisi di liquidità</b> che alcune famiglie sperimentano (ricordiamoci che l’Italia è un Paese con ricchezza relativamente elevata, ma reddito basso, attualmente). Sarebbe auspicabile rendere al contempo più liquido il <b>mercato della casa</b>, facilitando così la vendita dei patrimoni immobiliari e magari <b>cartolarizzare il mercato del credito</b>, cioè fare sostanzialmente in modo che le famiglie possano usare la casa come garanzia per ottenere liquidità, come avviene negli USA.</p> <p>Insomma ristrutturare in modo ragionevole un’imposta e aiutare il mercato immobiliare è ben diverso dall’eliminare l’IMU. Altre sono le cose da fare.</p> <p>Tutto questa attenzione delle forze politiche sull’IMU temo sia <b>demagogia</b>, della quale l’Italia si è abbondantemente nutrita negli ultimi anni, fino ad arrivare all’overdose che ci sta uccidendo. Ora è tempo di essere seri e pensare alle cose veramente importanti.</p> <p>Tag: <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/debito-pubblico/" rel="dofollow">debito pubblico</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/enrico-letta/" rel="dofollow">enrico letta</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/italia/" rel="dofollow">Italia</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/rischio-default/" rel="dofollow">rischio default</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/rischio-fallimento/" rel="dofollow">rischio fallimento</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/silvio-berlusconi/" rel="dofollow">Silvio Berlusconi</a></p> </div>]]></content:encoded>
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		<title>Euro sì, euro no: quanto ci costa la moneta unica?</title>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2013 08:22:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pasquale Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni sull’economia]]></category>
		<category><![CDATA[germania]]></category>
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		<category><![CDATA[uscire da euro]]></category>
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		<description><![CDATA[“Muovere verso una compiuta unione monetaria dell’Europa è come mettere il carro davanti ai buoi. Uno shock importante provocherebbe una pressione insopportabile all&#8217;interno dell’unione, data la scarsa mobilità del lavoro, l’inadeguata redistribuzione fiscale e l’atteggiamento della BCE che vorrebbe probabilmente perseguire una politica monetaria restrittiva per mantenere l’euro forte quanto il dollaro. Questa è certamente [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div itemscope itemtype="http://schema.org/BlogPosting"><p align="center"><i>“Muovere verso una compiuta unione monetaria dell’Europa è come mettere il carro davanti ai buoi. Uno shock importante provocherebbe una pressione insopportabile all&#8217;interno dell’unione, data la scarsa mobilità del lavoro, l’inadeguata redistribuzione fiscale e l’atteggiamento della BCE che vorrebbe probabilmente perseguire una politica monetaria restrittiva per mantenere l’euro forte quanto il dollaro.<br /> </i><i>Questa è certamente la ricetta per notevoli problemi futuri”.</i></p> <p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dominick_Salvatore" rel="nofollow">Dominick Salvatore</a> &#8211; <b>“The common unresolved problems within EMS and the EMU”, <i>American Economic Review</i>, vol. 87, n. 2, (Maggio 1997), pp. 224-226: </b></p> <p>Questa che vi ho proposto è solo una delle tante critiche che illustri economisti hanno avanzato all’Unione Monetaria Europea (UME) per essersi dotata d’una moneta unica senza soddisfare <b>i requisiti ritenuti</b> <b>significativi</b> per essere considerata <b>un’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Area_valutaria_ottimale" rel="nofollow">area valutaria ottimale</a> (AVO).</b></p> <p>Proviamo a vedere alcuni dei <b>costi economici </b>che un Paese deve sostenere al verificarsi di shock esterni che colpiscono in modo diverso i Paesi partecipanti a un&#8217;area valutaria comune, ritenuta non soddisfare i requisiti più significativi di ottimalità.</p> <p>Ipotizziamo che a seguito di uno <b>shock avverso</b> (il caso Lehman Brothers può essere un esempio) in un certo periodo si registri una <b>riduzione della domanda di merci italiane a favore di quelle tedesche</b>: la situazione è di <b>squilibrio della bilancia commerciale</b> in quanto, a seguito dello shock, l’Italia registra un peggioramento delle esportazioni nette verso la Germania.</p> <p>Quali sono i costi che deve sopportare l’Italia? Considerando il <b>Paese isolatamente</b> procediamo con un’analisi grafica:</p> <p><a href="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/squilibri-euro.png" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-9889" alt="squilibri euro" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/squilibri-euro.png" width="350" height="288" /></a></p> <p><span style="font-size: x-small;" data-mce-mark="1"><b>Legenda grafico</b></span></p> <p><span style="font-size: x-small;" data-mce-mark="1">S = curva di offerta , D = curva di domanda. Le due curve sono in relazione al tasso di cambio reale bilaterale E*P/P* (definito come rapporto tra i prezzi dei due Paesi, tenendo conto del cambio nominale in questo caso quotato certo per incerto, il rapporto esprime la quantità di beni esteri necessari per acquistare una unità  di bene nazionale). La relazione è positiva per la curva di offerta e negativa per la domanda di beni del Paese considerato. La motivazione è abbastanza semplice: ad esempio se si verifica un apprezzamento del tasso di cambio reale dell’UME vuol dire che le merci europee perdono competitività rispetto alle merci estere. In altri termini, se il prezzo aumenta, a parità d’altre condizioni aumenta  la quantità offerta sul mercato, mentre invece la domanda si riduce (essendo i beni esteri divenuti più competitivi).</span></p> <p>A seguito dello shock, la domanda di merci italiane si riduce  (cioè a parità di offerta, la curva di domanda si sposta verso il basso da D a D’). Poiché i <b>prezzi non sono flessibili</b> e il <b>tasso di cambio è fisso</b> l’economia si sposta dal punto A al punto C, cioè <b>il PIL italiano si riduce</b> e l’economia entra in recessione.</p> <p>Essendo il cambo fisso, al fine di riportare l’<b>economia in equilibrio </b>(punto B), bisogna operare un <b>taglio dei salari</b> e quindi <b>dei prezzi</b> (in assenza di soluzioni alternative). Se il tasso di cambio fosse libero di deprezzarsi e/o i prezzi liberi di muoversi, l’economia si sposterebbe direttamente nella posizione di  equilibrio (punto B), seppur recessiva ma <b>senza passare da C</b>.</p> <p>Ovviamente nell’altro Paese (la Germania) vi sarà una <b>tendenza espansiva</b> per effetto della maggiore domanda di beni tedeschi.</p> <p>La teoria economica ci dice che, al fine di ristabilire l’originario livello di PIL nelle due economie, in una situazione di <b>prezzi e salari  rigidi</b> e con <b>scarsa mobilità del lavoro</b> (e in <b>assenza di soluzioni alternative</b> come ad esempio l&#8217;<b>accentramento delle politiche fiscali </b>a livello europeo), la Germania dovrebbe accettare un <b>livello d’inflazione più alto </b>rispetto al valore iniziale e una <b>minore competitività delle proprie merci</b> sui mercati internazionali. In questo caso l’Italia si troverebbe invece con prezzi più bassi rispetto alla situazione precedente lo shock.</p> <p>Tuttavia, sembra che nell’euro zona la Germania  non abbia intenzione di accettare questa <b>soluzione cooperativa</b> che prevede un tasso d’inflazione maggiore. Anzi, in seguito alle politiche di austerity messe in campo dai Governi dei Paesi periferici (compresa l&#8217;Italia), le <b>divergenze in termini di PIL</b> sono aumentate, con il pericolo di ampliare gli  effetti asimmetrici dello shock (v. grafico).</p> <p><a href="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/uscire-euro-pil-italia-germania.png" rel="nofollow"><img class="aligncenter" alt="uscire-euro-pil-italia-germania" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/uscire-euro-pil-italia-germania.png" width="450" height="270" /></a></p> <p>Alcune considerazioni finali.</p> <p>La soluzione di taglio dei salari e dei prezzi al fine di <b>recuperare la competitività delle merci nazionali rispetto a quelle estere</b>, mostra essere <b>poco efficace</b> ed <b>estremamente costosa.</b></p> <p>In assenza di una volontà di cooperazione e di coordinamento delle politiche economiche degli Stati, il costo in termini di disoccupazione è elevato. Inoltre, tale costo è ulteriormente gravato dalla situazione di <b>bassa crescita economica delle economie periferiche.</b></p> <p>Da quanto detto ed alla luce del grafico relativo alle due economie, tanto più cresceranno le  divergenze in termini di PIL, tanto più grossi saranno i problemi di aggiustamento e maggiore dovrà essere il comportamento cooperativo che il Paese in condizioni migliori (cioè la Germania) dovrà accettare.</p> <p>A me sembra, tuttavia, che nell’euro zona alcuni passi sono stati fatti. Pochi però e spesso non nelle giusta direzione. Il cammino per rendere l&#8217;UME un&#8217;area valutaria ottimale è ancora lungo e non è detto che verrà perseguito fino in fondo&#8230;<a href="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/Uscire-dall-euro-e-se-fosse-la-Germania-a-farlo_h_partb.jpg" rel="nofollow"><br /> </a></p> <p><strong>E voi che ne pensate?</strong></p> <p>Se volete condividere le vostre idee o confrontarvi con quelle di altri (analisti o semplici risparmiatori), accedete o iscrivetevi, se ancora non l’avete fatto, alla <a href="https://community.adviseonly.com/users/sign_in" rel="nofollow"><strong>Community di Advise Only</strong></a>, è <strong>gratis</strong>.</p> <p><a href="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/Uscire-dall-euro-e-se-fosse-la-Germania-a-farlo_h_partb.jpg" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-9891" alt="uscire da euro" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/Uscire-dall-euro-e-se-fosse-la-Germania-a-farlo_h_partb.jpg" width="450" height="269" /></a></p> <p>&nbsp;</p> <p>Tag: <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/germania/" rel="dofollow">germania</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/italia/" rel="dofollow">Italia</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/pil/" rel="dofollow">pil</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/unione-europea/" rel="dofollow">unione europea</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/uscire-da-euro/" rel="dofollow">uscire da euro</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/uscire-unione-europea/" rel="dofollow">uscire unione europea</a></p> </div>]]></content:encoded>
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		<title>Bollettino: in Europa la crisi morde ancora ma la morsa del rigore si allenta, negli USA invece&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 09:19:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Advise Only</dc:creator>
				<category><![CDATA[L’angolo dei mercati finanziari]]></category>
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		<description><![CDATA[Come ogni settimana, vi proponiamo il Bollettino di Advise Only con tutti i dati più interessanti della settimana trascorsa e gli appuntamenti principali della settimana in corso. La primavera tarda ad arrivare sull&#8217;economia del Vecchio continente: le previsioni economiche della Commissione Europea hanno evidenziato due aspetti: la crisi è tutt&#8217;altro che finita; la strategia del [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div itemscope itemtype="http://schema.org/BlogPosting"><p>Come ogni settimana, vi proponiamo il <a href="http://it.adviseonly.com/blog/bollettino-economico-finanziario/#.UYduJMr54bA" rel="nofollow"><strong>Bollettino di Advise Only</strong></a> con tutti i dati più interessanti della settimana trascorsa e gli appuntamenti principali della settimana in corso.</p> <p>La primavera tarda ad arrivare sull&#8217;economia del Vecchio continente: le previsioni economiche della Commissione Europea hanno evidenziato due aspetti:</p> <ul> <li>la<b> crisi è tutt&#8217;altro che finita</b>;</li> <li>la strategia del “<strong>rigore fiscale</strong>” si è ammorbidita.</li> </ul> <p>Il Pil della zona euro dovrebbe contrarsi dello <strong>0,4%</strong> nel 2013 per poi crescere dell&#8217;<strong>1,2%</strong> l’anno prossimo, la <strong>disoccupazione</strong> però non dovrebbe scendere dall’attuale <strong>12,1%</strong>. Nel frattempo, la politica del rigore si è ammorbidita concedendo alla Francia e Spagna due anni in più per rispettare il target di <strong>deficit del 3%</strong>.</p> <p>La scorsa settimana, in <strong>Europa</strong>, il calo dell’<strong>inflazione</strong> e l’elevato livello di disoccupazione hanno spinto la <a href="http://it.adviseonly.com/blog/mercati/flash-bce-mario-draghi-1-bundesbank-0/" rel="nofollow">BCE a tagliare i tassi di 25 punti base</a> nella speranza di rivitalizzare il mercato del credito. Le borse europee (Europe Stoxx +1,8%) hanno festeggiato il <strong>taglio dei tassi</strong>. A beneficiare di questo clima di euforia anche il comparto obbligazionario con <strong>Apple</strong> che ha emesso la sua prima obbligazione in 17 anni ($ 17 miliardi a fronte di ordini per $ 40-50 miliardi) ed i rendimenti sui titoli di Stato della zona euro in netto calo (i Bonos spagnoli sono scesi sotto la soglia dei 4%  per la prima volta da ottobre 2010!).</p> <p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il Federal Open Market Committee ha lasciato invariato il costo del denaro ai minimi storici ed ha dichiarato di essere “<em>pronto ad aumentare o ridurre il passo dei suoi acquisti</em>” e di titoli di Stato e obbligazioni ipotecarie. Dopo il rapporto sull’occupazione statunitense ad aprile &#8211; che ha ridotto le preoccupazioni di nuovo periodo di debolezza congiunturale &#8211; l’<strong>azionario statunitense registra il nuovo massimo storico</strong>. Sul fronte del mercato delle obbligazioni High Yield, a seguito dell’indebolimento delle previsioni di crescita globale, il comparto ha registrato nelle ultime due settimana un restringimento di 36 punti base.</p> <p>Sull’andamento dell’economia globale influisce anche il <strong>più debole ritmo di crescita registrato dall’economia cinese</strong>. Infine, il mercato delle materie prime non presenta novità di rilievo, con un rally dei metalli preziosi e nel comparto agricolo. In cedimento, invece il mercato dei metalli industriali.</p> <p>Nella settimana non sono previste molte pubblicazioni di dati macroeconomici:</p> <ul> <li>Europa: <strong>produzione industriale</strong> del mese di marzo per la <strong>Francia</strong> (martedì), <strong>Germania</strong> (mercoledì), Spagna (giovedì) e <strong>Italia</strong> (venerdì);</li> <li>Stati Uniti: nuove richieste di <strong>sussidi di disoccupazione</strong> che continuano a ridursi nonostante il rallentamento dell’economia americana.</li> </ul> <p>Se volete conoscere in <strong>tempo reale</strong> cosa pensano gli analisti o semplici risparmiatori, accedete (o iscrivetevi se ancora non l’avete fatto) alla <a href="https://community.adviseonly.com/users/sign_in" rel="nofollow"><strong>Community di Advise Only</strong></a>, è gratis.</p> <p><strong>Per saperne di più di mercati vi consigliamo di leggere, scaricare, copiare, condividere e diffondere il nostro <a href="http://it.adviseonly.com/blog/bollettino-economico-finanziario/#.UWKvL1ccOSU" rel="nofollow">Bollettino Advise Only</a>: poche pagine per avere un’idea chiara e approfondita dei mercati finanziari a livello globale. <a href="http://it.adviseonly.com/blog/bollettino-economico-finanziario/#.UWKvL1ccOSU" rel="nofollow">Provalo adesso</a>!</strong></p> <p style="text-align: center;"><em>Clicca per aprire il Bollettino</em></p> <p style="text-align: center;"><a href="http://it.adviseonly.com/blog/bollettino-economico-finanziario/" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-9859" alt="bollettino-advise-only-06-10-maggio-2013" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/bollettino-advise-only-06-10-maggio-2013.png" width="450" height="604" /></a></p> <p>Tag: <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/borsa-online/" rel="dofollow">borsa online</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/crisi-finanziaria/" rel="dofollow">crisi finanziaria</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/disoccupazione/" rel="dofollow">disoccupazione</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/pil/" rel="dofollow">pil</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/spread/" rel="dofollow">spread</a></p> </div>]]></content:encoded>
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		<title>Quale è il vostro giudizio sul Governo Letta?</title>
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		<pubDate>Sun, 05 May 2013 14:20:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Advise Only</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica e Società]]></category>
		<category><![CDATA[enrico letta]]></category>
		<category><![CDATA[riforme]]></category>
		<category><![CDATA[rischio italia]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[Tag: enrico letta, riforme, rischio italia, Silvio Berlusconi, sondaggio]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div itemscope itemtype="http://schema.org/BlogPosting"><p><a href="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/giuramento_governo_letta_1_getty.jpg" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-9872" alt="sondaggio governo letta" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/giuramento_governo_letta_1_getty.jpg" width="450" height="282" /></a></p> Note: There is a poll embedded within this post, please visit the site to participate in this post's poll. <p>Tag: <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/enrico-letta/" rel="dofollow">enrico letta</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/riforme/" rel="dofollow">riforme</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/rischio-italia/" rel="dofollow">rischio italia</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/silvio-berlusconi/" rel="dofollow">Silvio Berlusconi</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/sondaggio/" rel="dofollow">sondaggio</a></p> </div>]]></content:encoded>
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		<title>Flash BCE: Mario Draghi 1, Bundesbank 0</title>
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		<pubDate>Thu, 02 May 2013 14:39:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Caretta Mussa</dc:creator>
				<category><![CDATA[L’angolo dei mercati finanziari]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[BCE]]></category>
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		<category><![CDATA[Liquidità]]></category>
		<category><![CDATA[mario draghi]]></category>
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		<description><![CDATA[Era largamente previsto dagli operatori di mercato, ma oggi è diventato ufficiale: la Banca Centrale Europea (BCE) ha tagliato di 25 punti base il tasso di rifinanziamento principale (refi) e di 50 punti base il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale, portandoli rispettivamente a 0,50% (minimo storico da quado esiste la BCE, 2 maggio 1998) [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div itemscope itemtype="http://schema.org/BlogPosting"><p>Era largamente previsto dagli operatori di mercato, ma oggi è diventato ufficiale: la <strong>Banca Centrale Europea</strong> (BCE) ha tagliato di <strong>25 punti</strong> <strong>base</strong> il<strong> tasso di rifinanziamento principale</strong> (refi) e di <strong>50 punti base</strong> il <strong>tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale</strong>, portandoli rispettivamente a<strong> 0,50% </strong>(minimo storico da quado esiste la BCE, 2 maggio 1998) e <strong>1,0%</strong>.</p> <p>Inoltre, la BCE ha deciso di prolungare fino a luglio 2014 le aste attraverso cui le banche commerciali possono soddisfare le loro esigenze di <a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/Liquidit%C3%A0" rel="nofollow"><strong>liquidità</strong> </a>a tassi vantaggiosi.</p> <p><b>Perché questo taglio dei tassi?</b></p> <p>Un taglio dei tassi <strong>può stimolare l’economia</strong> attraverso il canale del credito. Effetto meno desiderato dell&#8217;operazione è quello di alzare l’<strong><a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/Inflazione" rel="nofollow">inflazione</a>.</strong> Tuttavia, nell’ultimo mese, i dati sulla congiuntura economica si sono ancora deteriorati mettendo in serio dubbio la possibilità che l’economia della zona euro possa ripartire nella seconda metà dell’anno. Inoltre, visti gli ultimi dati sull’inflazione in continua decelerazione (1,7% in media nei primi quattro mesi del 2013 ), <strong>i rischi inflattivi si stanno piano piano assopendo</strong>.</p> <p><a href="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/Mario-Draghi.jpg" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-9849" alt="Mario-Draghi taglio tasso di interesse" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/Mario-Draghi.jpg" width="450" height="269" /></a></p> <p><b>Cosa cambia? </b></p> <p>Poco o nulla. Le probabilità che questo taglio dei tassi possa tramutarsi in una accelerazione del credito sono scarse. Per prima cosa un taglio di 25 punti dei tassi è poca cosa rispetto alle <strong>operazioni non convenzionali di politica monetaria</strong> messe in gioco dalle altre Banche Centrali (Fed, BoJ e BoE), ovvero le immissioni di liquidità nel sistema di cui spesso abbiamo parlato in questo blog. Poi, come sottolineato nell’ultimo bollettino della BCE sulle condizioni del credito nella zona euro, nel primo trimestre 2013 le condizioni sull’accesso al credito rimangono fragili, soprattutto per le PME (Piccole e Medie imprese), in particolar modo per la <strong>scarsa crescita economica</strong> prevista che continua a far diminuire sia la domanda che ovviamente l’offerta di credito.</p> <p><b>Di cosa si sta discutendo? </b></p> <p>Per favorire l’accesso al credito da parte delle PME attraverso i canali tradizionali del sistema bancario, la BCE ha iniziato le consultazioni con altre istituzioni europee per rinforzare il mercato dei crediti garantiti.</p> <p>Riusciremo a vedere il segno più? Speriamo.</p> <p>Tag: <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/banche/" rel="dofollow">banche</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/bce/" rel="dofollow">BCE</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/crisi-finanziaria/" rel="dofollow">crisi finanziaria</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/liquidita/" rel="dofollow">Liquidità</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/mario-draghi/" rel="dofollow">mario draghi</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/tasso-di-interesse/" rel="dofollow">tasso di interesse</a></p> </div>]]></content:encoded>
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		<title>Volete comprare casa? Vi diciamo come accumulare un gruzzoletto poco alla volta</title>
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		<pubDate>Thu, 02 May 2013 11:56:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Caretta Mussa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idee investimento]]></category>
		<category><![CDATA[btp]]></category>
		<category><![CDATA[come investire]]></category>
		<category><![CDATA[etf]]></category>
		<category><![CDATA[investire i soldi]]></category>
		<category><![CDATA[risparmi sicuri]]></category>

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		<description><![CDATA[Non c’è dubbio: agli Italiani l’investimento nell’immobiliare piace. A fine 2010 circa il 68,7% delle famiglie italiane è proprietaria di casa contro una media Europea del 60% e secondo le ultime stime di Banca d’Italia l’investimento in abitazioni rappresenta il 54% della ricchezza netta degli Italiani (qui troverai l’investimento dell’Italiano medio). Investimenti in beni reali [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div itemscope itemtype="http://schema.org/BlogPosting"><p>Non c’è dubbio: agli Italiani l’<b>investimento nell’immobiliare </b>piace. A fine 2010 circa il <b>68,7% delle famiglie italiane è proprietaria di casa</b> contro una media Europea del 60% e secondo le ultime stime di Banca d’Italia l’investimento in abitazioni rappresenta il 54% della ricchezza netta degli Italiani (qui troverai <a href="http://it.adviseonly.com/blog/risparmio/italiano-medio-il-portafoglio-degli-investimenti-degli-italiani/" rel="nofollow">l’investimento dell’Italiano medio</a>).</p> <p align="center"><b>Investimenti in beni reali degli italiani (fonte Banca d’Italia)</b></p> <p align="center"><a href="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/Investimenti-in-beni-reali-degli-italiani.png" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-9832" alt="Investimenti-in-beni-reali-degli-italiani" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/Investimenti-in-beni-reali-degli-italiani.png" width="450" height="405" /></a></p> <p><b>Anche voi volete comprare una casa?</b></p> <p>Sicuramente vi risulterà difficile (a tratti drammatico) <b>mettere da parte un gruzzoletto che permetta di coronare il sogno di comprare una casa</b>, soprattutto in questo scenario economico-finanziario. Anche nel mio ristrettissimo campione di amici, mi è stato chiesto spesso come fare, quale strategia adottare e come investire in modo da incrementare un piccolo risparmio iniziale.</p> <p>Il consiglio che mi sento di dare è di prendere come modello il portafoglio “<b>Obiettivo casa</b>”, un portafoglio già presentato questo autunno ai lettori della rivista “F” e recentemente proposto e ribilanciato sul sito <b><a href="https://it.adviseonly.com/" rel="nofollow">Advise Only</a></b> (potete consultarlo, seguirlo, copiarlo gratuitamente).</p> <p>Lo scopo di “<b>Obiettivo casa</b>” è generare nel <b>medio periodo</b> un capitale utilizzabile per <b>l’acquisto di una casa</b>, tipicamente a complemento del capitale ottenuto tramite un <b>mutuo</b>.</p> <p>A fruire di questo capitale può essere una giovane coppia, un single desideroso di conquistare il suo spazio fisico d’autonomia, oppure genitori o nonni che vogliano aiutare un figlio o un nipote ad accumulare un capitale per compiere il grande passo.</p> <p><b>Con quali logiche è stato costruito il portafoglio “<a href="https://community.adviseonly.com/portfolios/5879-obiettivo-casa" rel="nofollow">Obiettivo Casa</a>”?</b></p> <p>Per prima cosa, si è cercato di unire una <b>politica di versamenti graduale</b> nel tempo con una struttura di portafoglio semplice che <b>minimizzasse i costi gestione</b>. Ecco uno schema riassuntivo sulla scelte di portafoglio:</p> <ul> <li><b>Orizzonte temporale</b>: 5-8 anni circa, che ci pare un periodo ragionevole se si pensa, ad esempio, ad una giovane coppia che inizia a risparmiare e ad accumulare il capitale necessario all’acquisto della prima casa (passo che, a torto o a ragione, molti italiani amano effettuare).</li> <li><b>Rischio</b>: rischio medio-basso di perdita definitiva del capitale. Il portafoglio è pensato per chi ha bisogno di un <b>potenziale di crescita del capitale</b> non trascurabile e, come noto, <b>senza correre qualche rischio non si ottiene nulla</b>! Il portafoglio risponde comunque ad una logica di <b>gestione prudente</b>.</li> <li><b>“Taglio minimo” del versamento graduale nel tempo (<a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/PAC" rel="nofollow">PAC</a>)</b>: 3.000 euro circa, è possibile ovviamente  investire multipli di tale cifra. La somma non è in assoluto bassa, ce ne rendiamo conto. Questo dipende dalla necessità di acquistare <b>titoli di Stato</b> il cui taglio minimo è 1.000 euro. È comunque possibile sostituire tali titoli con <b>ETF</b> analoghi: si tratta di un’approssimazione &#8211; non è ottimale &#8211; ma è fattibil</li> <li><b>Frequenza dei versamenti periodici (<a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/PAC" rel="nofollow">PAC</a>)</b>:mensile, bimestrale, trimestrale o anche semestrale, in funzione delle disponibilità economiche del risparmiatore. Ci permettiamo una digressione: meglio <b>risparmiare poco e gradualmente</b> <b>ma con metodo e regolarità</b> che dire a se stessi “non ce la faccio”. Spesso si acquistano beni o servizi del tutto inessenziali e si effettuano sprechi non trascurabili: <b>porsi un obiettivo di sostanza</b>, come quello associato a questo portafoglio, è un passo importante per costruire qualcosa di solido e “tagliare i rami secchi”.</li> <li><b>Logica di investimento: </b>piuttosto <b>difensiva</b>, con la componente obbligazionaria (72% del portafoglio) che mira a <b>proteggere il capitale investito</b> e la componente azionaria (28%) di natura tattica, che verrà modificata nel tempo e con l’obiettivo di <b>generare il rendimento nel lungo periodo</b> <ul> <li><b>Obbligazioni</b>: si è privilegiato titoli di Stato italiano (60% del portafoglio) tramite l’acquisto di un <a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/Obbligazione_zero_coupon" rel="nofollow">CTZ</a> (zero coupon) da detenere fino a scadenza e di un <a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/BTP" rel="nofollow">BTP</a> “Inflation-Linked” ” (legato all’<a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/Inflazione" rel="nofollow">inflazione</a>) con l’obiettivo di <b>proteggere il potere d’acquisto</b> del risparmiatore. Per diversificazione si è scelto di investire il restante 12% in <b>ETF sui Paesi emergenti</b>, <b>titoli societari europei</b> e su <b>obbligazioni governative  dei Paesi “Core”</b> dell’euro zona.</li> </ul> <ul> <li><b>Azioni</b>: attualmente è costituita da <b>azioni “Value”</b> (cioè<br /> quelle che hanno un valore “reale” in base al <a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/Rapporto_Prezzo/Utili" rel="nofollow">Rapporto Prezzo/Utili</a>) di Paesi Sviluppati ed Emergenti con un piccola quantità di <b>azioni dell’Africa</b> che, a fronte di noti rischi politici, ha il più elevato potenziale di crescita economica ed industriale nei prossimi anni.</li> </ul> </li> </ul> <p><b>Come è andato da avvio?</b></p> <p>Come mostra la <b><a href="https://community.adviseonly.com/portfolios/5879-obiettivo-casa" rel="nofollow">scheda di Rischio e Performance</a> Advise Only</b>, da avvio (ottobre 2012) il portafoglio ha avuto un <b><a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/Rendimento" rel="nofollow">rendimento</a> del 4,79%</b> con una indice di <strong><a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/Volatilit%C3%A0" rel="nofollow">volatilità</a> annuale del 4,40%</strong>, che esprime un <strong>rischio</strong> abbastanza contenuto, grazie soprattutto ad una prudente esposizione ai principali fattori di rischio del momento che si riflette in un<a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/Indice_di_diversificazione" rel="nofollow"> <b>indice di diversificazione</b></a> piuttosto elevato. In sostanza, fino ad ora il portafoglio ha compiuto il lavoro per cui è stato pensato.</p> <p><a href="https://it.adviseonly.com/portfolios/5879?hl=it-IT#.UYJQhMr54bA" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-9834" alt="rischio-e-performance-obiettivo-casa" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/rischio-e-performance-obiettivo-casa.png" width="350" height="382" /></a></p> <p><strong>Ora, se volete continuare a seguire l’andamento di “<a href="https://community.adviseonly.com/portfolios/5879-obiettivo-casa" rel="nofollow">Obiettivo Casa</a>” oppure volete conoscere nel dettaglio con quali strumenti è stato creato, non vi resta che accedere (o iscrivervi, se ancora non l&#8217;avete fatto) alla <a href="“Obiettivo%20Casa”" rel="dofollow">Community di Advise Only</a>, è gratis!</strong></p> <p>&nbsp;</p> <p>Tag: <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/btp/" rel="dofollow">btp</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/come-investire/" rel="dofollow">come investire</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/etf/" rel="dofollow">etf</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/investire-i-soldi/" rel="dofollow">investire i soldi</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/risparmi-sicuri/" rel="dofollow">risparmi sicuri</a></p> </div>]]></content:encoded>
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		<title>Vale la pena investire nel mercato europeo dell&#8217;auto?</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 14:20:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ruocco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idee investimento]]></category>
		<category><![CDATA[azioni]]></category>
		<category><![CDATA[come investire]]></category>
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		<category><![CDATA[germania]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Obbligazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Quasi non passa giorno che i giornali finanziari ed i loro siti (ma non solo) se ne escano con una notizia sulla crisi del mercato dell&#8217;auto (in Europa, fuori va un po&#8217; meglio). D&#8217;altronde i dati non mentono: -10,2% a febbraio 2013, dopo il -8,5% di gennaio di quest&#8217;anno a conferma che la crisi, iniziata [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div itemscope itemtype="http://schema.org/BlogPosting"><p>Quasi non passa giorno che i giornali finanziari ed i loro siti (ma non solo) se ne escano con una notizia sulla <strong>crisi del mercato dell&#8217;auto</strong> (in Europa, fuori va un po&#8217; meglio).</p> <p>D&#8217;altronde i dati non mentono: <strong>-10,2%</strong> a febbraio 2013, dopo il <strong>-8,5%</strong> di gennaio di quest&#8217;anno a conferma che la crisi, iniziata per questo mercato nell&#8217;ottobre 2011, non solo non accenna a finire, ma potrebbe anche peggiorare.</p> <p>Spieghiamo però una cosa, che ovviamente nessuno dice mai: il mercato continentale è maturo, in virtù di una <strong>bassa crescita demografica</strong> e di un <strong>elevato numero di auto in circolazione</strong>. La possibilità di crescita nel lungo periodo è nulla. Niente. Zero.</p> <p><a href="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/04/automotive.jpg" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-9820" alt="investire nell'automotive" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/04/automotive.jpg" width="450" height="242" /></a></p> <p>A buttare sale sulle ferite c&#8217;è anche la<strong> sovracapacità produttiva</strong>, se possibile “peggiorata” dall&#8217;apertura degli stabilimenti di molte marche nell&#8217;Europa dell&#8217;Est. Complessivamente, nel continente europeo ci sono 92 stabilimenti produttivi di sole auto (pensate all&#8217;indotto&#8230;). Chi volesse approfondire la questione può cliccare <a href="http://www.motori24.ilsole24ore.com/Industria-Protagonisti/2012/09/mappa-industria-automobilistica-europa.pdf" rel="nofollow">qui</a>.</p> <p>È di ogni evidenza che, per tenere occupati gli operai, si debbano vendere molte auto. Persino troppe. Tuttavia, per le ragioni di cui sopra, questo non succederà.</p> <p>Accertata la situazione sicuramente non rosea che abbiamo delineato la domanda che, da consulenti ed analisti finanziari, ci viene spontanea è: a fronte di questi dati pessimi, e della crisi in corso, <strong>ha senso investire nell&#8217;automotive</strong>?</p> <p>A caldo, ovviamente, viene da dire di sì: stiamo raschiando il fondo del barile e, come diceva il Barone de Rotschild &#8211; uno che di investimenti se ne intendeva &#8211; si investe “<em>quando il sangue scorre per le strade, soprattutto se è il vostro</em>”. Se oggi le cose vanno male, quando andranno meglio ci sarà certamente da guadagnarci. E parecchio.</p> <p>Ma&#8230; siccome non siamo né dei “folli”, né Rotschild, ed amiamo fare le cose con più calma, siamo andati a vedere cosa è <strong>successo ai titoli continentali negli ultimi 5 anni</strong>, e <strong>dall&#8217;ottobre 2011</strong>. Leggete un po&#8217;:</p> <table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0"> <tbody> <tr> <td valign="top" width="217"></td> <td valign="top" width="217"> <p align="center"><b>Ultimi 5 anni</b></p> </td> <td valign="top" width="217"> <p align="center"><b>Da ottobre 2011</b></p> </td> </tr> <tr> <td style="text-align: center;" valign="top" width="217">FIAT</td> <td valign="top" width="217"> <p align="center"><span style="background-color: #ffffff; color: #ff0000;"><b>-67,21%</b></span></p> </td> <td valign="top" width="217"> <p align="center"><span style="color: #339966;"><b>+12,7</b></span></p> </td> </tr> <tr> <td style="text-align: center;" valign="top" width="217">Peugeot/Citroen</td> <td valign="top" width="217"> <p align="center"><span style="color: #ff0000;"><b>-86,38%</b></span></p> </td> <td valign="top" width="217"> <p align="center"><span style="color: #339966;"><b>+61,89%</b></span></p> </td> </tr> <tr> <td style="text-align: center;" valign="top" width="217">Renault</td> <td valign="top" width="217"> <p align="center"><span style="color: #ff0000;"><b>-20,21%</b></span></p> </td> <td valign="top" width="217"> <p align="center"><span style="color: #339966;"><b>+114,6%</b></span></p> </td> </tr> <tr> <td style="text-align: center;" valign="top" width="217">Volkswagen/Audi</td> <td valign="top" width="217"> <p align="center"><span style="color: #339966;"><b>+28,86%</b></span></p> </td> <td valign="top" width="217"> <p align="center"><span style="color: #339966;"><b>+56,22%</b></span></p> </td> </tr> <tr> <td style="text-align: center;" valign="top" width="217">Porsche*</td> <td valign="top" width="217"> <p align="center"><span style="color: #339966;"><b>+32,57%</b></span></p> </td> <td valign="top" width="217"> <p align="center"><span style="color: #339966;"><b>+65,42%</b></span></p> </td> </tr> <tr> <td style="text-align: center;" valign="top" width="217">Daimler (Mercedes)*</td> <td valign="top" width="217"> <p align="center"><span style="color: #339966;"><b>+85,44%</b></span></p> </td> <td valign="top" width="217"> <p align="center"><span style="color: #339966;"><b>+24,78%</b></span></p> </td> </tr> <tr> <td style="text-align: center;" valign="top" width="217">BMW*</td> <td valign="top" width="217"> <p align="center"><span style="color: #339966;"><b>+272,17%</b></span></p> </td> <td valign="top" width="217"> <p align="center"><span style="color: #339966;"><b>+40,18%</b></span></p> </td> </tr> </tbody> </table> <p>Sorpresi? Fate bene&#8230; cosa si evince da tutto ciò?</p> <ul> <li><strong>Fiat è la peggiore</strong>, in ogni senso (e da qui, purtroppo, non si scappa: è italiana, nonostante Marchionne&#8230;).</li> <li>Se anche si è fatto un po&#8217; schifo (borsisticamente parlando) all&#8217;inizio, tipo PSA o Renault, ci si è poi ripresi bene.</li> <li>I Tedeschi vanno bene, molto meglio degli altri.</li> </ul> <p>Ancora una cosa: credo che i più, direi anzi la quasi totalità degli operatori, ha <strong>perso questi rialzi</strong>, così come ha fatto la <strong>totalità dei  privati</strong>. Eh già, perché le catastrofiche notizie sul mercato dell&#8217;auto citate all&#8217;inizio secondo voi hanno spinto il “parco buoi” verso gli investimenti nel <strong>mercato dell&#8217;auto</strong>? Certo che no, ed i soliti noti (Big Money) ringraziano&#8230;</p> <p>Vi lascio con un paio di perline.</p> <p>Sapete quali sono i <strong>titoli che hanno guadagnato di più</strong> sulla <strong>borsa giapponese</strong> da inizio anno? Che c&#8217;entra il Giappone direte&#8230; c&#8217;entra, c&#8217;entra.</p> <p>Come ben saprete, da inizio anno, la <a href="http://it.adviseonly.com/blog/economia/azioni-in-quale-area-si-trovano-valutazioni-piu-a-buon-mercato/" rel="nofollow">Borsa giapponese è quella che ha guadagnato di più</a>: oltre il 30%! Questo dipende dalle politiche <strong>ultraespansive della Abenomics</strong>, la politica economica espansiva che il primo ministro Abe ha messo in campo per combattere l&#8217;endemica <strong>deflazione</strong> nipponica.</p> <p>Orbene, il migliore titolo laggiù è la <strong>Yokohama</strong>, che produce pneumatici (indotto auto), con oltre il <strong>+100% di rialzo da inizio anno</strong>! Poi vengono <strong>Mazda</strong> (auto), +98,85%, la <strong>Fuji Heavy Industries</strong> (che produce la Subaru), con +73%, la <strong>Bridgestone</strong> (altre gomme) con +67%. Fate voi.</p> <p>L&#8217;altra perlina è l<strong>&#8216;ETF</strong> chiamato <a href="https://it.adviseonly.com/markets/17/instruments/620/showdetail?hl=it-IT" target="_blank" rel="nofollow">Lyxor 600 Auto</a> (clicca per analizzare lo strumento gratuitamente sul sito <a href="https://it.adviseonly.com/" rel="nofollow">Advise Only</a>) cioè l&#8217;indice delle aziende europee attive nel comparto auto e relativo indotto. Da ottobre 2011 è sopra +48,91%, ad 1 anno +11,76% e da inizio anno +2,21% (sempre sopra l&#8217;inflazione).</p> <p>Quindi&#8230; per rispondere alla domanda: ovviamente, il mercato dell&#8217;auto continua a fare schifo e chi legge solo le news si mette paura (e continua a non guadagnare), però se il mondo occidentale non implode, beh, <strong>possibilità di investimento ci sono, eccome</strong>.</p> <hr /> <p>Perchè non provate a creare il <strong>vostro portafoglio di investimento</strong>? Selezionate gli ingredienti, cioè le <strong>idee d’investimento</strong> che più vi sembrano interessanti, quindi vedete come va nel temp (tanto non vi costa nulla).</p> <p>Se poi vi convince, potreste investire davvero i <strong>vostri risparmi</strong>. Fateci sapere come va, condividendo il portafoglio sulla Community, se vi manca l&#8217;ispirazione cominciate a guardare i <a href="https://community.adviseonly.com/portfolios/top" rel="nofollow"><strong>portafogli &#8220;migliori&#8221;</strong></a>.</p> <p>Buona navigazione!</p> <p>Tag: <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/azioni/" rel="dofollow">azioni</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/come-investire/" rel="dofollow">come investire</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/etf/" rel="dofollow">etf</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/germania/" rel="dofollow">germania</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/italia/" rel="dofollow">Italia</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/obbligazioni/" rel="dofollow">Obbligazioni</a></p> </div>]]></content:encoded>
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		<title>I mercati danno la fiducia al Governo Letta</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 16:37:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaele Zenti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica e Società]]></category>
		<category><![CDATA[come investire]]></category>
		<category><![CDATA[debito pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[default]]></category>
		<category><![CDATA[enrico letta]]></category>
		<category><![CDATA[rischio italia]]></category>
		<category><![CDATA[spread]]></category>

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		<description><![CDATA[“Le assurdità della vita non hanno bisogno di parer verosimili, perché sono vere.” (Il fu Mattia Pascal, Pirandello) Tra urla e strepiti delle varie parti sociali di questo curioso Paese, il Governo Letta si è insediato. Come saprete questo blog guarda alla politica attraverso la lente dell&#8217;economia e della finanza. Concentriamoci dunque sulla reazione dei [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div itemscope itemtype="http://schema.org/BlogPosting"><p align="center">“<i>Le assurdità della vita non hanno bisogno di parer verosimili,<br /> perché sono vere.</i>”<br /> (Il fu Mattia Pascal, Pirandello)</p> <p>Tra urla e strepiti delle varie parti sociali di questo curioso Paese, il Governo Letta si è insediato.</p> <p>Come saprete questo blog guarda alla politica attraverso la lente dell&#8217;<b>economia </b>e della<b> finanza</b>. Concentriamoci dunque sulla reazione dei <b> mercati finanziari</b>, ovvero quella massa indistinta di creditori dell’Italia, operatori professionali e risparmiatori che detengono i titoli del debito pubblico italiano. Osservando quanto successo dalla nomina a Enrico Letta a presidente del Consiglio incaricato,<b> sembra che i mercati abbiano dato la loro fiducia</b>: in asta, <b>i rendimenti dei BTP a 5 e 10 anni sono andati ai minimi dal 2010</b>, con il BTP decennale sotto la soglia psicologica del 4% e quello quinquennale sotto il 3%. Lo <b>spread</b>, importante termometro della fiducia, si mantiene intorno a 275.</p> <p>La democrazia non c&#8217;entra nulla con i mercati finanziari? Beh, non proprio: <strong>la fiducia dei creditori dell’Italia conta</strong> (checché ne dicano i soliti attivisti della disinformazione e il loro seguito di disinformati).</p> <p style="text-align: center;"><em>Clicca per ingrandire</em></p> <p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><strong>Rendimenti aste BTP quinquennali e decennali</strong></span></p> <p><a href="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/04/Rendimenti-aste-BTP-quinquennali-e-decennali.png" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-9797" alt="Rendimenti aste BTP quinquennali e decennali" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/04/Rendimenti-aste-BTP-quinquennali-e-decennali.png" width="450" height="414" /></a></p> <p>Il meglio che potrà fare questo Governo, che beneficia dell’ombrello protettivo creato nel 2012 dalla BCE, sarà metter mano ad alcune <b>riforme urgenti</b>. In primis la <strong>riforma elettorale</strong>, poi la <strong>riforma della pubblica amministrazione</strong> e <strong>della politica</strong>, andando incontro a quelle istanze emerse chiaramente durante le elezioni di febbraio. Vedremo se riuscirà ad affrontare anche la <strong>riforma del lavoro</strong>, così come pronunciato nel discorso alla Camera, azione fondamentale per offrire chance occupazionali agli italiani (specie ai più giovani) e competitività alle imprese italiane.</p> <p>Al di là di un premier giovane e preparato (Letta ha 46 anni, un dottorato in Diritto Internazionale, parla correntemente inglese, è già stato Ministro, ha una famiglia, cosa che non guasta), di un Gabinetto dei Ministri più difendibile di tanti altri visti nella storia italiana, la mia impressione è che il principale collante di questo Governo sia la <strong>paura che i partiti nutrono nei confronti del M5S</strong>. Fronteggiare lo tsunami di Beppe Grillo può essere l’enzima che tiene insieme e mette d’accordo PdL e PD.</p> <p><a href="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/04/letta-discorso-fiducia-camera.jpg" rel="nofollow"><img class="aligncenter" alt="Camera Deputati, fiducia governo Letta" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/04/letta-discorso-fiducia-camera.jpg" width="450" height="299" /></a></p> <p>Enrico Letta eredita un Paese fresco di <b>“negative outlook”</b> da parte dell’agenzia di rating Moody’s, con <b>un’economia-zombie in contrazione da otto trimestri</b> <b>e un tasso di disoccupazione al 12% </b>(il più elevato da vent’anni a questa parte). Il neo-premier  ha dichiarato che <b>l’austerity non è più sufficiente</b>. Si unisce quindi a quel filone di pensiero, sempre più vigoroso tra le file dei <a href="http://www.bloomberg.com/news/2013-04-28/european-leaders-softening-on-austerity-may-accelerate.html" target="_blank" rel="nofollow">leader politici europei</a>, che vuole <b>maggior attenzione ai problemi della crescita economica</b>. Il Presidente della Commissione Europea <b>Barroso</b> ha infatti affermato:</p> <p style="text-align: center;"><em> “Abbiamo raggiunto il limite dell’attuale strategia basata sull’austerità”.</em></p> <p>Persino il Ministro delle Finanze tedesco <b>Schaeuble</b> ha dichiarato:</p> <p style="text-align: center;"><em>“Capisco l’allentamento dei vincoli di  budget della Spagna” </em>e&#8230;<em> “supporto la linea del premier spagnolo Rajoy”.</em></p> <p>Germania e Spagna stanno avviando un piano di <strong>rilancio per le imprese spagnole</strong>, in Francia François Hollande si prepara a <strong>ridurre la tassazione sui “<a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/Capital_gain" target="_blank" rel="nofollow">capital gain</a>”</strong>. Vedremo nei prossimi mesi se e come questa primavera del pensiero economico europeo riuscirà a <b>tradursi in fatti credibili</b> (la strategia attuativa non è, in effetti, molto chiara &#8211; non basta dire &#8220;meno austerity&#8221;) e se l’Italia, terza economia dell’euro-zona, riuscirà ad esserne parte.</p> <p>Da risparmiatori, sia che abbiate creduto nei <strong>titoli di Stato italiani</strong> fino ad ora, sia che non l’abbiate fatto, beh&#8230; potete rimanere fermi sulle vostre convinzioni, <b>perché i presupposti e lo scenario di fondo non sono cambiati granché</b>: i problemi più gravi e strutturali del Vecchio Continente e dell’Italia sono ancora tutti lì, anche se lentamente e tortuosamente si procede (dovrei dire “si striscia”) verso l’uscita dal tunnel.</p> <p>Se siete in cerca di <b>indicazioni d’investimento</b> in questa situazione i <a href="http://it.adviseonly.com/blog/investimenti/incertezza-politica-italiana-come-investire-portafogli-anti-crisi/" rel="nofollow"><b>portafogli Anti-Crisi</b></a> possono essere per voi un ottimo spunto:</p> <ul> <li><a href="https://community.adviseonly.com/portfolios/1512-eurotsunami" target="_blank" rel="nofollow">EuroTsunami</a>: portafoglio pessimista sulla crisi europea,</li> <li><a href="https://community.adviseonly.com/portfolios/1514-eurook" target="_blank" rel="nofollow">EuroOK</a>: portafoglio ottimista sulla risoluzione della crisi europea,</li> <li><a href="https://community.adviseonly.com/portfolios/1515-intermedio" target="_blank" rel="nofollow">Intermedio</a>: portafoglio che fonde le due visioni precedenti,</li> <li><a href="https://community.adviseonly.com/portfolios/3183-euro-rinascita" target="_blank" rel="nofollow">Euro-Rinascita</a>: portafoglio positivo sulla risoluzione, ma meno rischioso.</li> </ul> <p>I portafogli sono stati creati all&#8217;interno del sito <a href="https://it.adviseonly.com/?hl=it-IT" target="_blank" rel="nofollow"><strong>Advise Only</strong></a> a novembre 2011, nel pieno della <strong>crisi dell&#8217;euro zona</strong>, ma sono attualissimi e aggiornati. Il loro andamento riflette l’evoluzione dello scenario italiano ed europeo di quest’ultimo anno e mezzo.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>PS</strong>: per consultare i portafogli anti-crisi (e tutti gli altri <a href="https://community.adviseonly.com/users/advise-only/portfolios" target="_blank" rel="nofollow">numerosi portafogli di investimento</a> condivisi all&#8217;interno di Advise Only) devi solo accedere o iscriverti (se ancora non l&#8217;hai fatto): <a href="https://it.adviseonly.com/?hl=it-IT" rel="nofollow">www.adviseonly.com</a>. Le idee di investimento sono <strong>gratis al 100%</strong>!</p> <p>Tag: <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/come-investire/" rel="dofollow">come investire</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/debito-pubblico/" rel="dofollow">debito pubblico</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/default/" rel="dofollow">default</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/enrico-letta/" rel="dofollow">enrico letta</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/rischio-italia/" rel="dofollow">rischio italia</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/spread/" rel="dofollow">spread</a></p> </div>]]></content:encoded>
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		<title>Bollettino: rimbalzo mercati azionari e obbligazionari. In ripresa le materie prime, in particolare oro</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 10:24:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Advise Only</dc:creator>
				<category><![CDATA[L’angolo dei mercati finanziari]]></category>
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		<description><![CDATA[Anche questa settimana abbiamo realizzato il Bollettino di Advise Only, dove troverete con tutte le specifiche del caso l&#8217;andamento dei mercati azionai e obbligazionari della settimana passata e tutti gli appuntamenti della settimana in corso. Nella settimana 22-26 aprile abbiamo visto un rimbalzo dei mercati azionari e della materie prime, in particolare l’oro, dopo la [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div itemscope itemtype="http://schema.org/BlogPosting"><p>Anche questa settimana abbiamo realizzato il Bollettino di Advise Only, dove troverete con tutte le specifiche del caso l&#8217;andamento dei mercati azionai e obbligazionari della settimana passata e tutti gli appuntamenti della settimana in corso.</p> <p>Nella settimana 22-26 aprile abbiamo visto un<b> rimbalzo dei mercati azionari e della materie prime, in particolare l’oro, dopo la correzione della settimana scorsa</b>. <b>Le quotazioni sul mercato obbligazionario sono anch’esse in ripresa.</b></p> <p>Le scadenze a lungo termine degli emittenti governativi come USA e Germania sembrano essere poco influenzate dalle notizie congiunturali negative. I dati sul <a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/PMI" target="_blank" rel="nofollow">PMI </a>manifatturiero dell’Eurozona è stato 46,5 (appronfondisci su <a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/PMI" rel="nofollow">AOpedia</a> per capire il significato del valore). Paesi core come la <strong>Germania</strong> passano da 49 a 47,9 e la <strong>Francia</strong> da 44 a 44,4. Negli <strong>USA</strong> si registra una crescita nel primo trimestre pari a 2,5% (inferiore alle stime degli analisti di +3.2%). L’economia della <strong>Gran Bretagna</strong> è riuscita ad evitare la terza recessione in quattro anni (Pil +0,3% trimestre su trimestre).</p> <p>In settimana, inoltre, gli <a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/Spread" target="_blank" rel="nofollow"><strong>spread</strong></a> tra Periferici e Germania si sono notevolmente ridotti. Finalmente, a due mesi dalle elezioni, l&#8217;<strong>Italia</strong> è riuscita ha formare un Governo &#8220;politico&#8221; con a capo Enrico Letta.</p> <p>Infine, <b>il mercato delle obbligazioni societarie</b> in settimana <b>ha registrato ulteriori restringimenti negli spread,</b> con <b>i rendimenti della parte High Yield USA ed europea ai nuovi minimi storici. </b></p> <p>Ecco una breve rassegna di eventi da seguire questa settimana:</p> <ul> <li><strong>Europa</strong>: stima preliminare del PIL per il primo trimestre 2013 in Spagna, ma soprattutto decisione di politica momentaria della BCE;</li> <li><strong>USA:</strong> pubblicazione del dato sul tasso di disoccupazione di aprile (stime degli analisti al momento sostanzialmente invariate rispetto al dato precedente: 7,6%); il dato delle vendita di case pendenti (dato mensile) e nuove richieste di sussidi di disoccupazione. Infine la Fed scioglierà le riserve sulla sua politica monetaria, indicando la strategia da adottare nel breve.</li> <li><strong>Asia e mercati emergenti: </strong> base monetaria (interessante per la politica ultraespansiva dalla Bank of Japan) e tasso di disoccupazione giapponese, PMI manifatturiero in Cina e produzione industriale in Brasile.</li> </ul> <p>&nbsp;</p> <p>Se volete conoscere in <strong>tempo reale</strong> cosa pensano gli analisti o semplici risparmiatori, accedete (o iscrivetevi se ancora non l’avete fatto) alla <a href="https://community.adviseonly.com/users/sign_in" rel="nofollow"><strong>Community di Advise Only</strong></a>, è gratis.</p> <p><strong>Per saperne di più di mercati vi consigliamo di leggere, scaricare, copiare, condividere e diffondere il nostro <a href="http://it.adviseonly.com/blog/bollettino-economico-finanziario/#.UWKvL1ccOSU" rel="nofollow">Bollettino Advise Only</a>: poche pagine per avere un’idea chiara e approfondita dei mercati finanziari a livello globale. <a href="http://it.adviseonly.com/blog/bollettino-economico-finanziario/#.UWKvL1ccOSU" rel="nofollow">Provalo adesso</a>!</strong></p> <p style="text-align: center;"><em>Clicca per aprire il Bollettino</em></p> <p> <a href="http://it.adviseonly.com/blog/bollettino-economico-finanziario/#.UX5KabWeMiW" target="_blank" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-9787" alt="bollettino economia finanza" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/04/bollettino29aprile.png" width="450" height="604" /></a></p> <p>Tag: <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/azioni/" rel="dofollow">azioni</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/come-investire/" rel="dofollow">come investire</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/consulenza-finanziaria/" rel="dofollow">consulenza finanziaria</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/enrico-letta/" rel="dofollow">enrico letta</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/obbligazioni/" rel="dofollow">Obbligazioni</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/spread/" rel="dofollow">spread</a></p> </div>]]></content:encoded>
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		<title>Investire in azioni: cosa ha mosso il mercato nel 2013?</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Apr 2013 08:46:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Caretta Mussa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni sull’economia]]></category>
		<category><![CDATA[azioni]]></category>
		<category><![CDATA[come investire]]></category>
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		<description><![CDATA[Seguo i mercati quotidianamente e recentemente mi sono imbattuto in un grafico tutt’altro che scontato. Se, negli ultimi tempi vi è capitato di leggere il Bollettino di Advise Only  oppure avete letto il post sulle aspettative di crescita dell&#8217;economia mondiale degli analisti riguardo l’economia mondiale, vi sarete resi conto che il mondo va a più [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div itemscope itemtype="http://schema.org/BlogPosting"><p>Seguo i mercati quotidianamente e recentemente mi sono imbattuto in un grafico tutt’altro che scontato. Se, negli ultimi tempi vi è capitato di leggere il <a href="http://it.adviseonly.com/blog/bollettino-economico-finanziario/" target="_blank" rel="nofollow">Bollettino di Advise Only</a>  oppure avete letto il post sulle <a href="http://it.adviseonly.com/blog/economia/quando-finira-la-crisi-grafico-che-lo-spiega-paese-per-paese/" target="_blank" rel="nofollow">aspettative di crescita dell&#8217;economia mondiale</a> degli analisti riguardo l’economia mondiale, vi sarete resi conto che<strong> il mondo va a più velocità</strong>.</p> <p><strong>La</strong><b> netta divergenza tra l’Europa ed il mondo ha un riscontro anche sul mercato azionario?</b></p> <p>Se diamo un&#8217;occhiata alla performance del mercato azionario (indici MSCI in dollari) da inizio anno, gli investitori hanno optato per un certo grado di <b>diversificazione, tra Paesi, nelle scelte di portafoglio azionario</b>.</p> <p style="text-align: center;"><em>Clicca per ingrandire</em></p> <p style="text-align: center;"><strong>Performance del mercato azionario (indici MSCI in $) da inizio anno</strong></p> <p style="text-align: center;"><a href="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/04/performance-mercato-azionario-MSCI-2013.png" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-9772" alt="Performance del mercato azionario (indici MSCI in $) da inizio anno" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/04/performance-mercato-azionario-MSCI-2013.png" width="450" height="375" /></a></p> <p>La combinazione tra<strong> politica monetaria espansiva</strong> ed <strong>accelerazione dell’economia</strong> ha giocato a favore degli USA e del Giappone, mentre nei confronti dei Paesi Emergenti gli investitori nutrono un certo grado di diffidenza, anche in un contesto in cui le prospettive economiche sono migliori ed il rischio finanziario è relativamente contenuto (date un occhiata al <a href="https://it.adviseonly.com/Store/Index/RISK" target="_blank" rel="nofollow"><strong>Barometro del Rischio Advise Only</strong></a>).</p> <p><b>Un altro fattore critico è da ricercare nelle valutazioni.</b> Consideriamo il classico <b><a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/Rapporto_Prezzo/Utili" rel="nofollow">rapporto Prezzo/Utile per azione</a> (P/E) </b>rispetto al valore di lungo periodo, un metodo comunemente utilizzato (non l’unico ovviamente) per avere un idea del prezzo rispetto ad un valore considerato di “Fair Value”: a dicembre <b>2012 le valutazioni dei Paesi Sviluppati</b> erano relativamente <b>a buon mercato</b> rispetto ai Paesi Emergenti (ad esclusione della Cina). Il <strong>Giappone</strong> presentava le valutazioni più a buon mercato ed, in effetti, è stato quello con la performance migliore.</p> <p><a href="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/04/rapporto-prezzo-utile-per-azione-rispetto-a-media-storica.png" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-9763" alt="rapporto prezzo-utile per azione rispetto alla media storica" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/04/rapporto-prezzo-utile-per-azione-rispetto-a-media-storica.png" width="450" height="369" /></a></p> <p><b>Cosa può succedere adesso? </b></p> <p>In questa fase, <b>i mercati hanno privilegiato quei Paesi con solidi fondamentali</b> (crescita più politica monetaria espansiva) <b>ed interessanti valutazioni</b>. Ma non è detto che continui così. Da inizio anno l’indice di riferimento del mercato Giapponese (Nikkei 225) si trova al livello più alto degli ultimi due anni ma ancora a -25% rispetto al 2007! L’indice S&amp;P500, invece, gira intorno al suo massimo storico. In più, mentre le valutazioni del mercato Giapponese rimangono di gran lunga inferiori al valore di lungo periodo, il mercato americano incomincia ad essere in relativo piuttosto caro.</p> <p>Per conoscere, cosa ne pensano i professionisti del settore oppure se vi interessa consultare nel dettaglio i nostri portafogli di investimento o quelli della Community accedete (o iscrivetevi, se ancora non l&#8217;avete fatto) ad <a href="https://community.adviseonly.com" target="_blank" rel="nofollow">Advise Only</a>, è gratis!.</p> <p>Tag: <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/azioni/" rel="dofollow">azioni</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/come-investire/" rel="dofollow">come investire</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/emerging-markets/" rel="dofollow">emerging markets</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/europa/" rel="dofollow">europa</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/giappone/" rel="dofollow">giappone</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/usa/" rel="dofollow">USA</a></p> </div>]]></content:encoded>
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		<title>NON FIRMATE QUESTA POLIZZA! Segnalazione di un promotore finanziario alla Community Advise Only</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Apr 2013 09:40:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jack Sparrow</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guida al risparmio]]></category>
		<category><![CDATA[azioni]]></category>
		<category><![CDATA[come investire]]></category>
		<category><![CDATA[investire i soldi]]></category>
		<category><![CDATA[Obbligazioni]]></category>
		<category><![CDATA[rischio default]]></category>
		<category><![CDATA[truffe bancarie]]></category>

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		<description><![CDATA[Che cosa sono le polizze unit-linked e index-linked? Troverete le definizione corretta in AOpedia, l&#8217;enciclopedia libera di Advise Only. Io mi limito a dire che sono sovente dei bidoni poco trasparenti, che presentano costi elevati e liquidità pressoché inesistente.  L’ho detto più d’una volta proprio su questo blog. Per poter affermare di conoscere una cosa, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div itemscope itemtype="http://schema.org/BlogPosting"><p>Che cosa sono le <b>polizze <a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/Polizza_index-linked" target="_blank" rel="nofollow">unit-linked </a></b>e <a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/Polizza_index-linked" target="_blank" rel="nofollow"><b>index-linked</b></a>? Troverete le definizione corretta in<b> <a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/Pagina_principale" target="_blank" rel="nofollow">AOpedia</a>, </b>l&#8217;enciclopedia libera di Advise Only. Io mi limito a dire che sono sovente dei <strong>bidoni</strong> <b>poco trasparenti</b>, che presentano<b> costi elevati </b>e<b><a href="http://it.adviseonly.com/wiki/index.php/Liquidit%C3%A0" target="_blank" rel="nofollow"> liquidità</a> pressoché inesistente. </b> L’ho detto più d’una volta proprio su questo blog.</p> <p>Per poter affermare di conoscere una cosa, non c’è nulla di meglio che l’esperienza concreta. E allora ecco a voi, ciurma, un racconto d’ordinaria follia. Sulla <a href="https://community.adviseonly.com/home" rel="nofollow"><b>Community di Advise Only</b></a>, sempre più popolata da utenti e idee di investimento, ci è giunta la segnalazione di un diligente <strong>promotore finanziario</strong>, il quale si è trovato per le mani <b>questa sconcertante vicenda che ha per protagonisti un’anziana risparmiatrice e una banca italiana</b>. Ecco il racconto dell’amico promotore.</p> <p style="text-align: justify;"><i>***<br /> </i>È il marzo del 2007 quando, in una filiale della Banca Popolare di Puglia e Basilicata di una cittadina della provincia di Taranto, la signora Maria (la chiameremo così) si rivolge a un promotore finanziario per affidargli i risparmi d&#8217;una vita. Non certo qualcosa ad alto rischio, bensì un prodotto tranquillo in grado di garantire un piccolo rendimento annuo vicino a quello dei BOT.</p> <p style="text-align: justify;">Non avendo esperienza in materia, la signora è lì proprio a chiedere consiglio, fidandosi dell’interlocutore, il promotore seduto dall’altra parte della scrivania (NdJS: non vi ricorda maledettamente il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Pqj2p_S_KaQ" target="_blank" rel="nofollow">video della Nonnina</a>?).</p> <p style="text-align: justify;">Per fortuna la nonnina del video conosceva Advise Only&#8230;</p> <p style="text-align: justify;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Pqj2p_S_KaQ" target="_blank" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-9745" alt="come investire advise only" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/04/come-investire-advise-onlt.png" width="450" height="274" /></a></p> <p style="text-align: justify;">Così la signora Maria sottoscrive una polizza della <strong>Eurovita Assicurazioni SpA</strong>: una <b>polizza Index Linked Eurotrend Atlantide</b>, che ha come titolo sottostante (NdJS: quello che con il suo andamento determina la performance della polizza) un’obbligazione emessa e garantita dalla <strong>Kaupthing Bank HF</strong>, una <b>banca islandese</b>. Purtroppo, a primavera del 2009 la Kaupthing Bank è coinvolta nel <b>default dell’Islanda</b>: la signora Maria, pur avendo percepito fin lì un piccolo rendimento annuo, perde il capitale iniziale, restando con un pugno di mosche in mano.</p> <p style="text-align: justify;">Ecco che, in suo soccorso, il 19 marzo scorso la Eurovita Assicurazioni le invia una raccomandata, che arriverà nella cittadina pugliese pochi giorni prima di Pasqua, offrendole la possibilità di “<em>optare alla scadenza del contratto per un differimento dello stesso attraverso una polizza di tipo misto a capitale costante (denominata “Eurovita Tender 8”) che alla fine dei cinque anni garantirà il rimborso del 70% del premio versato</em>”.</p> <p style="text-align: justify;">Per esercitare questa opzione, la signora Maria ha tempo fino al 6 aprile. Tempi stretti, molto stretti. Ora proviamo a metterci per un attimo nei panni della signora Maria: cosa fare, rischiare con buona probabilità di perdere tutto o fidarsi nuovamente e aspettare altri cinque anni per recuperare almeno il 70% del capitale investito?</p> <p style="text-align: justify;">Non sappiamo se, presa dall’ansia e dalla paura che spesso accompagnano le persone anziane e sole, la signora Maria si sia recata in banca a firmare la nuova polizza. Tale mossa potrebbe esserle fatale: se tra cinque anni la Eurovita Assicurazioni non sarà nuovamente in grado di restituirle quanto le spetta, la signora Maria non potrà più rivolgersi a nessuno. Con questa nuova sottoscrizione a Eurovita Tender 8, infatti, Maria accetta l’<strong>altissimo rischio</strong> al quale, a sua insaputa, è stata sottoposta al momento della prima sottoscrizione (anche se, così come previsto nelle condizioni contrattuali, ha sempre trenta giorni di tempo per rescindere il contratto).</p> <p style="text-align: justify;">Il ricorso immediato alle vie legali potrebbe essere un modo per ritornare in possesso del capitale iniziale, senza dover aspettare altri cinque anni con Eurovita Tender 8 e vedere, forse, tornare indietro il 70% di un capitale investito undici anni prima e che, al netto dell’inflazione, varrà ben poco. Le vie legali hanno almeno un precedente: il Tribunale di Ferrara, con una sentenza del 2011, ha condannato Eurovita Assicurazioni a restituire integralmente l’intero capitale investito oltre agli interessi e alle spese di un’altra polizza assicurativa, la Eurotrend Everest II, garantita sempre dalla Kaupthing Bank.</p> <p style="text-align: justify;">E se &#8211; facendo i dovuti scongiuri &#8211; la signora Maria fosse stata vittima di un coccolone, passando a miglior vita, a chi sarebbero andati i soldi della polizza? Al marito, ai figli, ai nipoti, alla Caritas diocesana, al canile municipale?</p> <p style="text-align: justify;">No, a nessuno di questi soggetti. Incredibilmente, i <strong>soldi andrebbero alla banca</strong>, perché così come riportato nella polizza, <b>il beneficiario in caso di morte dell’assicurato è proprio la Banca Popolare di Puglia e Basilicata</b> (vedi foto di parte del contratto in calce).</p> <p style="text-align: justify;"><a href="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/04/assicurazione-eurovita.png" target="_blank" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-9755" alt="assicurazione-eurovita" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/04/assicurazione-eurovita.png" width="450" height="384" /></a></p> <p>***</p> <p>Letto bene? Di storie così, purtroppo, ne è pieno il mondo. Voi andate alla<b> “banca sotto casa” e mentre vi sorridono, v&#8217;appioppano prodotti contro i vostri interessi e vi fanno firmare contratti svantaggiosi per voi ma pieni di “clausole in piccolo” vantaggiose per la banca</b>.</p> <p>State sempre attenti. Il mostro, ben mimetizzato dietro la rassicurante facciata d’una filiale bancaria di paese, è sempre pronto a divorarvi.</p> <p><b>PS: Se siete a conoscenza di fondi, sicav, polizze unit-linked con commissioni ladrone, obbligazioni bancarie che non riuscite a vendere, banche che si rifiutano di vendervi ETF, commissioni di negoziazione demenziali e qualsiasi altra fregatura, fate un fischio!</b></p> <p><b>Scrivete sulla mia bacheca: entrate nel sito <a href="https://it.adviseonly.com/?hl=it-IT" rel="nofollow">Advise Only</a>, funziona come Facebook (se non l’avete già fatto chiedetemi il collegamento, così restiamo in contatto):</b> <a href="https://community.adviseonly.com/users/jack-sparrow" rel="nofollow">https://community.adviseonly.com/users/jack-sparrow</a></p> <p><strong>Mandatemi riferimenti precisi. Li facciamo neri. </strong></p> <p><strong>All’arrembaggio ciurma!</strong></p> <p>Tag: <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/azioni/" rel="dofollow">azioni</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/come-investire/" rel="dofollow">come investire</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/investire-i-soldi/" rel="dofollow">investire i soldi</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/obbligazioni/" rel="dofollow">Obbligazioni</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/rischio-default/" rel="dofollow">rischio default</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/truffe-bancarie/" rel="dofollow">truffe bancarie</a></p> </div>]]></content:encoded>
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		<title>Grafico della settimana: la rielezione di Napolitano piace ai mercati (e sondaggio)</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Apr 2013 16:44:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaele Zenti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Grafico della settimana]]></category>
		<category><![CDATA[pierluigi bersani]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<div itemscope itemtype="http://schema.org/BlogPosting"><p>Nel marasma politico di questi giorni, il fatto più rilevante a livello internazionale è che <strong>Giorgio Napolitano sia stato confermato Presidente della Repubblica</strong>. Questo evento, che crea un precedente assoluto nella storia repubblicana, sembra essere gradito ai mercati.<br /> Gli operatori finanziari, infatti, hanno <strong>comprato titoli di Stato italiani</strong>, spingendo in basso il rendimento del <strong>BTP a 2 anni a livelli record</strong>. Sono stati<strong> toccati addirittura i minimi dal 1993</strong>, anno in cui è stata introdotta questa tipologia di obbligazione biennale.</p> <p>Cala anche il rendimento del <b>BTP decennale</b> e con esso lo <b>spread</b> (284 punti al momento della redazione di questo post), mentre <b>Borsa Italiana sale trainata dai titoli bancari</b> (nei cui bilanci i titoli di Stato italiani sono una componente cospicua). Bene anche i titoli di Stato di <b>Spagna</b> e <b>Portogallo</b>: per una volta, un caso di <b>contagio positivo</b>.</p> <p style="text-align: center;"><strong>Rendimento a scadenza del BTP 2 a anni</strong></p> <p style="text-align: center;"><a href="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/04/Rendimento-a-scadenza-del-BTP-2-a-anni.png" target="_blank" rel="nofollow"><img class="aligncenter size-full wp-image-9729" alt="Rendimento a scadenza del BTP 2 a anni" src="http://it.adviseonly.com/blog/wp-content/uploads/2013/04/Rendimento-a-scadenza-del-BTP-2-a-anni.png" width="450" height="363" /></a></p> <p><b>Esuberanza irrazionale o lucida ragione?</b></p> <p>L’ipotesi più probabile è che gli operatori ritengano <b>Giorgio Napolitano in grado di formare un</b> <b>Governo di coalizione</b>, capace quantomeno di effettuare la <b>riforma elettorale</b> e qualche altro intervento urgente.</p> <p style="text-align: left;" align="center">Nel suo discorso d’insediamento, Napolitano ha detto:</p> <p style="text-align: center;" align="center">“<i>La legge elettorale ha suscitato frustrazione degli elettori nel non poter scegliere gli eletti”</i></p> <p>aggiungendo poi :</p> <p align="center">“<i>Imperdonabile la mancata riforma della legge elettorale del 2005</i>”.</p> <p>Non sono certamente parole dette a caso. Probabilmente le <b>dimissioni di Pierluigi Bersani </b>aumentano le probabilità che Napolitano riesca a convincere il PD a formare una <b>coalizione con</b> <b>Silvio Berlusconi</b>, un classico Governo a tempo. Lo potremmo chiamare “pre-balneare”, usando la terminologia della I Repubblica.</p> <p>Questa soluzione politica può piacere o non piacere. Può, dai nostri lettori, essere considerata giusta o sbagliata. Però è grosso modo la lettura degli operatori finanziari circa la situazione italiana. Prova ne è <b>l’andamento dei rendimenti dei titoli di Stato</b> e <b>i commenti dei principali analisti</b>.</p> <p>Essendo noi&#8230; sprovvisti di sfera di cristallo, possiamo solo commentare così: nelle prossime settimane si vedrà. E tu che ne pensi?</p> Note: There is a poll embedded within this post, please visit the site to participate in this post's poll. <p>Tag: <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/pierluigi-bersani/" rel="dofollow">pierluigi bersani</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/rischio-contagio/" rel="dofollow">rischio contagio</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/rischio-default/" rel="dofollow">rischio default</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/silvio-berlusconi/" rel="dofollow">Silvio Berlusconi</a>, <a href="http://www.virtualb.it/blog/tag/spread/" rel="dofollow">spread</a></p> </div>]]></content:encoded>
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