Come investire in tempo di crisi? Advise Only vi propone 3 portafogli anti-crisi
Qualche giorno fa Franco Locatelli, Direttore Responsabile di firstonline.info ci ha detto: “Sto ricevendo decine di telefonate di amici e conoscenti che mi chiedono che cosa fare per proteggere i propri risparmi.”
Effettivamente la crisi del debito europea e l’incertezza dei mercati aprono molti scenari possibili. Crollerà l’Euro e si tornerà alla Lira? Nascerà l’Euro a due velocità e l’Italia sarà in serie B? L’Italia alla fine riuscirà a fare i “compiti a casa” e l’Euro sarà sano e salvo?
Locatelli ci ha poi suggerito di fornire indicazioni ai risparmiatori su cosa fare, da subito, con i propri risparmi. A noi è sembrata un’ottima idea, così ci abbiamo provato. Come? Il team di consulenza di Advise Only SIM e i principali autori di questo Blog si sono messi al lavoro, con due obiettivi:
- individuare tre scenari per la crisi dell’Eurozona;
- individuare tre portafogli “Anti-crisi”, uno per ogni scenario, secondo noi adatti a gestire al meglio la situazione.
Partiamo dagli scenari:
- Euro-Tsunami: la crisi NON si risolve positivamente, l’Euro cessa di esistere e/o si verificano default multipli all’interno dell’area Euro, Italia inclusa.
- Euro OK: vengono effettuate azioni efficaci a livello politico e monetario e la crisi si risolve positivamente in tempi ragionevoli, l’Eurozona ne esce rafforzata da tutti i punti di vista.
- Intermedio: la soluzione arriva, lentamente, ed è più dolorosa e meno convincente; potrebbe trattarsi di uscite selettive di Paesi dell’area Euro, o addirittura si potrebbe arrivare ad una bipartizione dell’Euro, il tutto in modo relativamente controllato, senza ingenerare reali catastrofi, anche se con un impatto economico profondamente negativo.
A fronte di questi scenari, abbiamo definito i portafogli di investimento con una strategia che si basa sui seguenti principi.
- Sono stati individuati dei “cluster” (cioè raggruppamenti) di investimenti che, nelle situazioni di estremo stress finanziario, risultano molto correlati (statisticamente e/o a livello di fondamentali macroeconomici) al loro interno e poco correlati con gli altri “cluster” – ad esempio obbligazioni Euro dei Paesi “core” vs obbligazione dei cosiddetti “PIIGS”.
- Per ciascuno dei tre scenari abbiamo selezionato i “cluster” ritenuti più appropriati, attribuendo un peso a ciascun di essi.
- Per ciascun “cluster” abbiamo selezionato degli strumenti finanziari semplici, “a portata d’acquisto” di qualsiasi risparmiatore, in base alla loro liquidità, costo, tipologia di replica – privilegiando quella fisica – e rating Morningstar per gli ETF.
- Per quanto concerne i pesi dei singoli strumenti all’interno di ciascun “cluster” abbiamo deciso di adottare un criterio apparentemente semplicistico ma statisticamente robusto: attribuire pesi uguali (piccola digressione tecnica: questo, secondo la Teoria delle Decisioni, corrisponde ad un criterio Bayesiano per condizioni di grande incertezza – proprio il caso di questi portafogli).
Analizziamo brevemente i tre portafogli “Anticrisi”, disponibili gratuitamente sul sito www.adviseonly.com (una volta effettuato il login, si apre la Mappa di navigazione, cliccate sull’icona “Portafogli Anticrisi” e ci siete – i portafogli hanno i nomi degli scenari ai quali corrispondono).
Portafoglio EuroTsunami
L’idea principale dietro questo portafoglio è molto semplice: stare il più possibile lontani da tutto ciò che è Euro.
Quindi si investe in obbligazioni governative NON appartenenti all’area Euro come Svezia, Norvegia, Australia, USA, Canada. Queste obbligazioni offrono rendimenti molto bassi, ma nel caso malaugurato si avverasse questo scenario si trarrebbe beneficio dall’apprezzamento delle divise estere rispetto alla divisa locale.
C’è poi una modesta esposizione all’oro. Modesta perché l’oro è caro e bisogna fare attenzione alla dinamica delle riserve auree in giro per il mondo. Ma l’oro resta il classico bene rifugio negativamente correlato agli altri investimenti rischiosi, in mercati estremi.
Infine c’è una modesta esposizione ad obbligazioni dei mercati Emergenti, diversificanti sia a livello statistico che fondamentale (si tratta generalmente di Paesi che crescono e non hanno problemi seri di debito pubblico) ma restano più rischiose di quelle dei mercati sviluppati.
(clicca sull”immagine per ingrandire)
Portafoglio EuroOK
Qui le idee alla base sono diametralmente opposte. Si investe in BTP a breve (per beneficiare degli alti tassi d’interesse offerti dalla ripida curva dei tassi italiana), in CCT indicizzati non all’Euribor ma ai tassi BOT (oggi molto elevati) e in BTP indicizzati all’inflazione. Così si ha riparo in caso di aumento dei tassi nominali e dell’inflazione. Si ricerca una modesta diversificazione con obbligazioni governative di un Paese, il Belgio, a metà strada tra “core” e “periferia” dell’area Euro. E infine, ultima ma non meno importante, una quota di azionario Euro, per beneficiare di una ripresa, sovrappesando il settore bancario, che si è vistosamente deprezzato in questa crisi.
(clicca sull”immagine per ingrandire)
Portafoglio Intermedio
Infine il portafoglio intermedio, che da un punto di vista logico è una sorta di mix tra i precedenti due portafogli (alleggeriti di qualche strumento finanziario per contenerne il numero totale). Le principali differenze sono l’aggiunta di obbligazioni governative di Paesi “Core” come Germania e Austria, e l’investimento azionario in aziende poco sensibili alla recessione. Nei due ETF indicati hanno grande rilevanza aziende come Danone, Nestlé, Coca Cola, Unilever. Multinazionali che producono e vendono ovunque nel mondo beni di largo consumo e basso prezzo, che hanno mercato anche in recessione.
(clicca sull”immagine per ingrandire)
Da un rapido esame di questi portafogli, si capisce che l’opzione “metto al sicuro i soldi, in modo da non perdere nulla né guadagnare nulla, qualunque scenario si verifichi” non esiste. Anche il portafoglio EuroTsunami, che ha rischio medio-basso, può oscillare. E se si verificherà lo scenario in cui tutto si risolve per il meglio, certamente non brillerà. Insomma, l’investimento “risk-free” non è mai esistito, ora meno che mai. Anche mettere i soldi sotto il materasso o sotto la mattonella comporta rischi: che vi sia una perdita di valore reale ingente in caso di uscita dall’Euro, e che i ladri ve li rubino.
Inoltre, secondo noi, gli scenari analizzati non hanno uguale probabilità di verificarsi. Chi legge questo blog da qualche tempo sa come la pensiamo: noi tifiamo per una soluzione positiva di questa crisi e pensiamo che sia possibile. A questa attribuiamo la probabilità maggiore. Ma siamo consci del fatto che potrebbe andare male. Le leve decisionali sono in larga parte nelle mani di soggetti politici ed istituzionali.
Ai risparmiatori interessati consigliamo quanto segue: analizzate gli scenari proposti e valutate qual è, secondo voi, il più probabile. Potete anche prendere spunto da questi portafogli e costruire il vostro come combinazione di quelli proposti in base al peso attribuito a ciascun scenario.
Infine, non pensiamo minimamente che siano portafogli infallibili, non abbiamo la sfera di cristallo. Riceveremo molte critiche, lo sappiamo… ma allo stesso modo abbiamo deciso di “metterci la faccia”.
Importante
L’andamento dei portafogli è a vostra disposizione e aggiornato quotidianamente per performance, rischio e liquidità (in modo gratuito, ovviamente).
Non vi resta che collegarvi al sito Advise Only (registrazione gratuita) e accedere alla sezione Analisi mercati / Idee di investimento e scoprire i dettagli del portafoglio, i report di rischio, la performance giorno per giorno, il rischio, la liquidità e altri strumenti di analisi e monitoraggio.
Se siete dei veri risparmiatori web 2.0, potete accedere alla Community di Advise Only, il primo social network di economia e finanza. Qui troverete tutti i portafogli di investimento realizzati da Advise Only e tutti quelli degli altri utenti. La Community di Advise Only è il posto in cui il social investing è già realtà. Provare per credere!
Buona navigazione!
Tag: come investire, default, rischio default
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