Come investire in tempo di crisi? Advise Only vi propone 3 portafogli anti-crisi

Qualche giorno fa Franco Locatelli, Direttore Responsabile di firstonline.info ci ha detto: “Sto ricevendo decine di telefonate di amici e conoscenti che mi chiedono che cosa fare per proteggere i propri risparmi.

Effettivamente la crisi del debito europea e l’incertezza dei mercati aprono molti scenari possibili. Crollerà l’Euro e si tornerà alla Lira? Nascerà l’Euro a due velocità e l’Italia sarà in serie B? L’Italia alla fine riuscirà a fare i “compiti a casa” e l’Euro sarà sano e salvo?
Locatelli ci ha poi suggerito di fornire indicazioni ai risparmiatori su cosa fare, da subito, con i propri risparmi. A noi è sembrata un’ottima idea, così ci abbiamo provato. Come? Il team di consulenza di Advise Only SIM e i principali autori di questo Blog si sono messi al lavoro, con due obiettivi:

  • individuare tre scenari per la crisi dell’Eurozona;
  • individuare tre portafogli “Anti-crisi”, uno per ogni scenario, secondo noi adatti a gestire al meglio la situazione.

Partiamo dagli scenari:

  1. Euro-Tsunami: la crisi NON si risolve positivamente, l’Euro cessa di esistere e/o si verificano default multipli all’interno dell’area Euro, Italia inclusa.
  2. Euro OK: vengono effettuate azioni efficaci a livello politico e monetario e la crisi si risolve positivamente in tempi ragionevoli, l’Eurozona ne esce rafforzata da tutti i punti di vista.
  3. Intermedio: la soluzione arriva, lentamente, ed è più dolorosa e meno convincente; potrebbe trattarsi di uscite selettive di Paesi dell’area Euro, o addirittura si potrebbe arrivare ad una bipartizione dell’Euro, il tutto in modo relativamente controllato, senza ingenerare reali catastrofi, anche se con un impatto economico profondamente negativo.

A fronte di questi scenari, abbiamo definito i portafogli di investimento con una strategia che si basa sui seguenti principi.

  • Sono stati individuati dei “cluster” (cioè raggruppamenti) di investimenti che, nelle situazioni di estremo stress finanziario, risultano molto correlati (statisticamente e/o a livello di fondamentali macroeconomici) al loro interno e poco correlati con gli altri “cluster” – ad esempio obbligazioni Euro dei Paesi “core” vs obbligazione dei cosiddetti “PIIGS”.
  • Per ciascuno dei tre scenari abbiamo selezionato i “cluster” ritenuti più appropriati, attribuendo un peso a ciascun di essi.
  • Per ciascun “cluster” abbiamo selezionato degli strumenti finanziari semplici, “a portata d’acquisto” di qualsiasi risparmiatore, in base alla loro liquidità, costo, tipologia di replica – privilegiando quella fisica – e rating Morningstar per gli ETF.
  • Per quanto concerne i pesi dei singoli strumenti all’interno di ciascun “cluster” abbiamo deciso di adottare un criterio apparentemente semplicistico ma statisticamente robusto: attribuire pesi uguali (piccola digressione tecnica: questo, secondo la Teoria delle Decisioni, corrisponde ad un criterio Bayesiano per condizioni di grande incertezza – proprio il caso di questi portafogli).

Analizziamo brevemente i tre portafogli “Anticrisi”, disponibili gratuitamente sul sito www.adviseonly.com (una volta effettuato il login, si apre la Mappa di navigazione, cliccate sull’icona “Portafogli Anticrisi” e ci siete – i portafogli hanno i nomi degli scenari ai quali corrispondono).

Portafoglio EuroTsunami

L’idea principale dietro questo portafoglio è molto semplice: stare il più possibile lontani da tutto ciò che è Euro.

Quindi si investe in obbligazioni governative NON appartenenti all’area Euro come Svezia, Norvegia, Australia, USA, Canada. Queste obbligazioni offrono rendimenti molto bassi, ma nel caso malaugurato si avverasse questo scenario si trarrebbe beneficio dall’apprezzamento delle divise estere rispetto alla divisa locale.

C’è poi una modesta esposizione all’oro. Modesta perché l’oro è caro e bisogna fare attenzione alla dinamica delle riserve auree in giro per il mondo. Ma l’oro resta il classico bene rifugio negativamente correlato agli altri investimenti rischiosi, in mercati estremi.

Infine c’è una modesta esposizione ad obbligazioni dei mercati Emergenti, diversificanti sia a livello statistico che fondamentale (si tratta generalmente di Paesi che crescono e non hanno problemi seri di debito pubblico) ma restano più rischiose di quelle dei mercati sviluppati.

(clicca sull”immagine per ingrandire)

Portafoglio EuroOK

Qui le idee alla base sono diametralmente opposte. Si investe in BTP a breve (per beneficiare degli alti tassi d’interesse offerti dalla ripida curva dei tassi italiana), in CCT indicizzati non all’Euribor ma ai tassi BOT (oggi molto elevati) e in BTP indicizzati all’inflazione. Così si ha riparo in caso di aumento dei tassi nominali e dell’inflazione. Si ricerca una modesta diversificazione con obbligazioni governative di un Paese, il Belgio, a metà strada tra “core” e “periferia” dell’area Euro. E infine, ultima ma non meno importante, una quota di azionario Euro, per beneficiare di una ripresa, sovrappesando il settore bancario, che si è vistosamente deprezzato in questa crisi.

(clicca sull”immagine per ingrandire)

Portafoglio Intermedio

Infine il portafoglio intermedio, che da un punto di vista logico è una sorta di mix tra i precedenti due portafogli (alleggeriti di qualche strumento finanziario per contenerne il numero totale). Le principali differenze sono l’aggiunta di obbligazioni governative di Paesi “Core” come Germania e Austria, e l’investimento azionario in aziende poco sensibili alla recessione. Nei due ETF indicati hanno grande rilevanza aziende come Danone, Nestlé, Coca Cola, Unilever. Multinazionali che producono e vendono ovunque nel mondo beni di largo consumo e basso prezzo, che hanno mercato anche in recessione.

(clicca sull”immagine per ingrandire)

Alcune considerazioni finali

Da un rapido esame di questi portafogli, si capisce che l’opzione “metto al sicuro i soldi, in modo da non perdere nulla né guadagnare nulla, qualunque scenario si verifichi” non esiste. Anche il portafoglio EuroTsunami, che ha rischio medio-basso, può oscillare. E se si verificherà lo scenario in cui tutto si risolve per il meglio, certamente non brillerà. Insomma, l’investimento “risk-free” non è mai esistito, ora meno che mai. Anche mettere i soldi sotto il materasso o sotto la mattonella comporta rischi: che vi sia una perdita di valore reale ingente in caso di uscita dall’Euro, e che i ladri ve li rubino.

Inoltre, secondo noi, gli scenari analizzati non hanno uguale probabilità di verificarsi. Chi legge questo blog da qualche tempo sa come la pensiamo: noi tifiamo per una soluzione positiva di questa crisi e pensiamo che sia possibile. A questa attribuiamo la probabilità maggiore. Ma siamo consci del fatto che potrebbe andare male. Le leve decisionali sono in larga parte nelle mani di soggetti politici ed istituzionali.

Ai risparmiatori interessati consigliamo quanto segue: analizzate gli scenari proposti e valutate qual è, secondo voi, il più probabile. Potete anche prendere spunto da questi portafogli e costruire il vostro come combinazione di quelli proposti in base al peso attribuito a ciascun scenario.

Infine, non pensiamo minimamente che siano portafogli infallibili, non abbiamo la sfera di cristallo. Riceveremo molte critiche, lo sappiamo…  ma allo stesso modo abbiamo deciso di “metterci la faccia”.

Importante

L’andamento dei portafogli è a vostra disposizione e aggiornato quotidianamente per performance, rischio e liquidità (in modo gratuito, ovviamente).

Non vi resta che collegarvi al sito Advise Only (registrazione gratuita) e accedere alla sezione Analisi mercati / Idee di investimento e scoprire i dettagli del portafoglio, i report di rischio, la performance giorno per giorno, il rischio, la liquidità e altri strumenti di analisi e monitoraggio.

Se siete dei veri risparmiatori web 2.0, potete accedere alla Community di Advise Only, il primo social network di economia e finanza. Qui troverete tutti i portafogli di investimento realizzati da Advise Only e tutti quelli degli altri utenti. La Community di Advise Only è il posto in cui il social investing è già realtà. Provare per credere!

Buona navigazione!

Tag: come investire, default, rischio default

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Raffaele Zenti

È uno dei fondatori di Advise Only, responsabile della consulenza finanziaria in Advise Only SIM e partner di Virtual B. Esperto di finanza e di gestione dei rischi, è laureato in Economia con indirizzo quantitativo-statistico all'Università di Torino. Docente di Quantitative Portfolio Management al Master in Finance dell'Università di Torino, ha pubblicato vari articoli su riviste finanziarie (fra gli altri, il Journal of Asset Management, Economic Notes, Risk), contribuendo a libri su temi legati alla scelta degli investimenti ed alla gestione del rischio. Nel suo percorso professionale si è occupato di asset allocation in Sella Asset Management, ha accumulato una lunga esperienza in Allianz Global Investors Italy prima come responsabile operativo del Risk Management e poi delle Gestioni Quantitative. Ha avuto un’esperienza nel Gruppo Banca Leonardo come responsabile delle Gestioni Quantitative ed è stato tra i primi ad occuparsi di consulenza indipendente con IDeA Sim - Gruppo DeA. Un passato da triathleta, è ossessivo-compulsivo verso le immersioni in apnea e con bombole, il nuoto e la corsa.

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  • filpapicate

    Ottime le 3 idee sui 3 diversi scenari.
    Io, forse, diversificherei ulteriormente tutti e 3 i portafogli in questi periodi di burrasca.
    VERAMENTE GROSSI COMPLIMENTI PER TUTTE LE VOSTRE INIZIATIVE!!!!!!!

  • http://www.adviseonly.com Redazione Advise Only

    Ciao Filpapicate, grazie! Beh, guarda che i protafogli ognuno li può costruire come meglio crede sul nostro sito! Prova anche tu a fare il tuo e verifichiamo quale rende meglio nel tempo.

  • filpapicate

    beh guarda: di portafogli ne ho già costruiti diversi sul Vostro sito, che confermo essere veramente SPECIALE E UNICO.
    Voi li potere vedere??

    Ciao ciao.

  • http://www.adviseonly.com Redazione Advise Only

    Se tu clicci “share” sul tuo portafoglio lo metti in comune con la community e chiunque può cercarlo e monitorarlo.

  • filpapicate

    molte grazie.

    alla prossima.

  • bhoga

    … in effetti è da un po”” di giorni che vago per i siti finanziari per costruirmi da solo quello che è qui comodamente riportato.In qualche caso ero arrivato agli stessi strumenti proposti.

    Quindi, ancora grazie, per me siete già un punto di riferimento fisso!

  • burrino

    Grazie! veramente interessante.
    Sono del parere che la crisi dell””Euro e soprattutto la decisone presa a Deauville, nell””ottobre dello scorso anno, abbiano minato molte certezze e trovare ora una classe di attività risk free sia veramente difficile. Spesso mi interrogo anche sulla effettiva esistenza di attivià autenticamente diversificanti. Pre-crisi la costruzione (quantitativa o qualitativa) di un portafoglio, banalizzando ovviamente, poteva essere riassunta nel mix tra asset risk free e asset rischiosi graduati a seconda delle “necessità” di ognuno. Allocare le attività senza rischio è diventato molto difficile. I governativi sono correlati con azioni e titoli societari; alcuni titoli a brevissimo prezzano probabilità di default alte e altri hanno rendimenti con i quali l””unica cosa certa è “perdere denaro”. Depositi, conti correnti e simili hanno rischio sottostante che è legato al debito sovrano (direttamente od indirettamente). Raffaele, dando un””occhiata alle tue pubblicazioni (complimenti!!!!) credo tu sia un quantitativo di altissimo livello per cui se ti capita una sera piovosa e con la mano sinistra magari ti puoi cimentare in una bella analisi sulle correlazioni e sui loro mutamenti nelle varie crisi e soprattutto nella attuale. Grazie!

  • SGOBBO

    Condivido la costruzione dei portafogli, in relazione ai tre possibili scenari, io eviterei singole obbligazioni, inserendo ETF e Sicav di tipo alternativo absolute return, tutto ovviamente dovrà essere costantemente monitorato per adeguarlo ai mutamenti che oggi appaiono ancora di difficile interpretazione.

  • http://ssrn.com/author=1715697 Stefano Colucci

    Il Buon Raffaele ha sempre un asso nella manica.
    Direi che l””unico asset free risk (per un tempo limitato di detenzione), è il cash del paese nel quale si vuole andare a vivere.

    mi spiego, se si pensa di andare in Svizzera iniziare a convertire gli Euro in CHF non sarebbe male oppure in USD or NZD or AUD or CAD and so on.

    Se si resta nella zona Euro a vivere concordo con Raffaele non esiste free risk.

  • Jack Sparrow

    Stefano, mi piace la tua concezione di vita e di risk-free cosmopolita/corsara ;-)

  • BatterioKiller

    Franco svizzero?

  • http://www.trecimedilavaredo.eu brunieradino@inwind.it

    Più che tre portafogli anticrisi, uno per ogni scenario, da voi mi aspetterei un unico portafoglio che possa andar bene per tutti gli scenari possibili.
    Io ho pensato di investire un terzo in un””assicurazione vita riscattabile in qualsiasi momento, con rendimento minimo assicurato, e due terzi in azioni di società italiane internazionalizzate affidabibili e ben patrimonializzate, con relativamente poco indebitamento e con utili passati almeno costanti.
    Perchè, a mio parere, qualunque sia lo scenario futuro, costituiscono un buon investimento.

    Voi che ne pensate?

  • Raffaele Zenti

    Un po”” di risposte a commenti, in ordine sparso…

    Per Burrino – E”” vero che con la crisi molte tecniche consolidate diventano meno efficaci. La realtà è che anche “in tempo di pace”, concetti come correlazione e diversificazione sono sopravvalutati. Attenzione, non voglio dire che questi concetti non servano (…di formazione sono un quantitativo…), sono utili, ma vanno utilizzati con piena coscienza dei loro limiti. Qualche tempo fa abbiamo pubblicato un paio di post proprio sul concetto di diversificazione, magari ti interessano (questo il link del primo).

    Per Stefano. Vero quello che dici, ma solo fino a quando non c””è elevata inflazione e perdita di valore reale. Pensa alla crisi Argentina.

    Per Sgobbo. Gli investimenti in fondi o sicav “absolute return”, se ben selezionati e, soprattutto, se davvero fanno quanto promesso, possono essere ottimi in periodi come questi, certo. Il problema è che spesso questo fondi non sono trasparenti nelle loro azioni: di base, l””investitore non ha idea di che cosa stia facendo il gestore. E questo può innervosire il risparmiatore, soprattutto se il fondo non è all””altezza delle sue aspettative (…spesso elevate). Questo è il motivo per cui noi abbiamo selezionato strumenti più semplici. Così chi investe sa esattamente cosa sta facendo.

    Per BatterioKiller. Il Franco Svizzero ci poteva stare, non l””abbiamo inserito perché il suo valore è attualmente legato all””Euro (certo, possono “sganciarsi” quando vogliono) – esistono altre valute extra-Euro in grado di offrire una protezione almeno paritetica. Quindi, per evitare di creare dei portafogli con troppi strumenti, abbiamo lasciato fuori il Franco Svizzero. Ma resta un classico rifugio.

    Per brunieradino@inwind.it. Capisco le tue ragioni. Abbiamo preferito dare tre portafogli distinti, perché corrispondono a tre casi molto differenti, nei quali la valutazione soggettiva del risparmiatore conta. Infatti, chi può dire come andrà a finire? Ognuno ha le sue convinzioni, ma la situazione è in mano alla politica. A mio modo di vedere, l””approccio più corretto per il risparmiatore che voglia utilizzare questi portafogli sarebbe quello di valutare l””importanza che per lui hanno i vari scenari (o almeno i due più “netti”: EuroTsunami e EuroOK), la probabilità che gli attribuisce, l””angoscia che gli creano, e poi di creare il suo portafoglio combinando i portafogli in funzione dell””importanza/probabilità dello scenario ad essi associato. Spero che il ragionamento non sia contorto e di essermi spiegato.
    Quanto al tuo portafoglio, difficile darti un giudizio preciso, dato che non ho idea di che profilo di rischio tu abbia e anche la composizione del portafoglio è descritta per sommi capi. Però, a prima vista, mi pare un portafoglio dall””””””””aria ragionevole e difendibile. E”” sempre saggia la scelta dell””assicurazione per tutelare la salute propria e della famiglia, basta che non sia troppo cara (alcune assicurazioni, di tipo “unit-linked” hanno dei costi impliciti, i caricamenti, intorno all””8%-10% una tantum, oltre naturalmente alle commissioni di gestione e altri oneri minori). Se la componente azionaria è elevata, potresti vedere delle belle oscillazioni nei valori di portafoglio, ma basta avere il tempo di “assorbirle”. E, se hai comprato a valutazioni buone, in futuro potresti toglierti delle belle soddisfazioni. Te lo auguro.

  • http://ssrn.com/author=1715697 Stefano Colucci

    Per Raffaele: concordo con l””iper inflazione per questo ho scritto un periodo di tempo limitato.

    Per Raffaele e Burrino: vi segnalo questo articolo http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=1967871 che solleva dalla preoccupazione di stimare Co Dipendenze tra asset

    Per Capitan Jack Sparrow: Parte della Ciurma Parte della Nave. Sempre al suo servizi Capitano

  • bob111

    Vorrei capire, nel peggiore dei casi ipotizzati “Euro Tsunami”, effettuando gli investimenti proposti con una banca italiana, quale può essere la sicurezza di recuperare le obbligazioni e gli etf in caso di default della stessa.
    Penso che in una situzione di difficoltà, se gli investimenti proposti fossero in Sicav estere, sarebbe più facile ottenere il rimborso rivolgendosi ad altre banche e documentando l””acquisto. Queste sono le mie informazioni. Vorrei saperne di più. Grazie

  • Giuseppe Flavio

    Faccio fatica a capire come, nello scenario Euro Tsunami, si possano raccomandare investimenti in euro, ancorchè di entità extra-euro. Non sarebbe più sensato investire direttamente in altre divise?

  • Raffaele Zenti

    Le obbligazioni sono tutte in divisa straniera, non in Euro. Gli ETF sono quotati in Euro (usato solo come divisa di “traduzione”), ma quello sull””oro ha come valuta base il dollaro USA, la principale divisa di trattazione del metallo. Questo fra l””altro è un dei punti di forza dell””oro: se l””Euro si indebolisse vs dollaro USA, l””investitore nell””ETF sull””oro ne otterrebbe un rendimento positivo. Discorso analogo per l””ETF sulle obbligazioni dei Paesi Emergenti: il paniere ha come valuta-base il dollaro USA (bisogna trovare una “valuta di conto”, dato che l””indice è costituito da obbigazioni di molti Paesi diversi, con diverse divise).

  • Raffaele Zenti

    Per bob111. Per quelle che sono le mie conoscenze legali, ti tranquillizzo: non dovresti avere problemi, dato che gli strumenti finanziari (obbligazioni, ETF, azioni, ecc) che tu compri e depositi in banca rimangono di tua proprietà. Cioè, non è che depositandoli presso una banca tu acquisisci un credito verso la banca stessa, no, quei titoli sono tuoi e te li vai riprendere quando vuoi. Quindi, in caso di fallimento della banca, non rientri tra i creditori che si ripartiscono il patrimonio rimasto.
    Diverso è il caso se tu possiedi le obbligazioni emesse dalla banca, perché allora tu sei un creditore e ti spetta pro-quota un pezzo del patrimonio salvato (tenendo conto dei vari livelli di privilegio dei creditori, non tutti ugualmente importanti).
    Gli ETF sono come i fondi comuni e le sicav, hanno il patrimonio “segregato”. Questo vuol dire che il gestore non possiede il tuo denaro, depositato presso una banca terza. Come prima, la quota del fondo acquistata è e resta tua, non sei un creditore né del gestore, né della banca depositaria.

  • http://ssrn.com/author=1715697 Stefano Colucci

    Bravo Raffaele, fai bene e rimarcare questo concetto che forse ancora non è entrato in testa a tutti

  • Giuseppe Flavio

    Dove posso trovare gli ISIN degli strumenti elencati nei tre portafogli?
    Grazie

  • Raffaele Zenti

    Se accedi al sito http://www.adviseonly.com (registrazione gratuita e indolore), effettuando il login si apre una mappa; a destra trovi un””icona colorata con su scritto “Portafogli Anticrisi”. Clicca e atterri sulla pagina dei portafogli, dove in alto individui subito i tre in questione. Clicca su uno qualsiasi e si apre il report con la lista degli strumenti finanziari, clicca sul nome dello strumento e ti si apre la scheda di analisi dello strumento, dove trovi anche l””ISIN.

  • Giuseppe Flavio

    Chiedo scusa, ma per fretta mi sono espresso male. Intendevo dire che ho cercato le obbligazioni contenute nel portafoglio EuroTsunami che sono quotate al MOT/Extra Mot sia attraverso Fineco, sia attraverso l””on line di Unciredit e non le ho trovate. Ci sono, invece, due su tre sul Xetra. La domanda è attraverso quali banche internet posso fare trading su questi strumenti? Mi pare infatti essenziale vedere il prezzo, dato che di mezzo c””è anche il cambio divisa. Lasciar fare alla banca, dando un ordine telefonico, significa farsi male…
    Grazie e Scusa

  • Raffaele Zenti

    Ciao Giuseppe Flavio, sebbene le obbligazioni del portafoglio EuroTsunami siano i titoli i titoli di riferimento del loro segmento nei rispettivi Paesi (quindi risultano liquidi), non sempre sono popolari tra le banche italiane… Anche noi abbiamo esplorato un po”””” la disponibilità di questi titoli in varie banche e anche noi li abbiamo trovati un po”””” “in ordine sparso” (come te, 2 su 3 su Xetra, altri su Intesa San Paolo, 1 su Fineco…). Abbiamo sentito IWBank di persona e ci hanno detto che li trattano al telefono senza problemi, a commissioni buone, senza fregature. Se ci provi e non è così, diccelo…
    Se posso dare un suggerimento generale, sulle commissioni, laddove possibile, trattate! minacciate di chiudere il conto. Per esperienza personale funziona abbastanza spesso.

  • fiore

    questo spazio libero è molto importante

  • Giuseppe Flavio

    A proposito dei limiti di offerta delle banche italiane, vorrei sapere se è lecitamente possibile aprire un conto all””estero, per es. UK, utilizando una piattaforma di trading appoggiata a quel conto che, almeno all””inizio, dovrebbe essere alimentato con un trasferimento di denaro dall””Italia.
    A vs parere ci sono filiali di banche estere in Italia con cui contrattualizzare un servizio di questo genere?
    Grazie per l””info.

  • http://www.adviseonly.com Serena Torielli

    Per Giuseppe Flavio. Credo che il problema sia solo di natura fiscale. Comunque ti dico che in generale le banche online in Italia hanno costi molto competititivi sull”” execution.
    Esistono piattaforme estere abilitate all”” operatività in Italia ma credo sian rivolte soprattutto al trading online (es. Saxo Bank) Ciao. Serena

  • Alessandro

    Per una somma tra i 50.000 e i 100.000 euro comprare valuta estera (tipo dollari canadesi o australiani) e metterli sotto il materasso? Rimarrebbe solo il rischio cambio…che se andassero male le cose per l’euro non sarebbe che positivo…che ne pensate?

  • Raffaele Zenti

    Alessandro, piuttosto che mettere la divisa estera sotto il materasso, meglio comprarsi qualche titolo di Stato: rendono poco, vero, ma qualcosa rendono (le obbligazioni australiane hanno rendimenti degni di nota). Comunque, il beneficio in caso di implosione dell’Euro (come correttamente dici tu) arriva principalmente dall’apprezzamento di quelle divise rispetto all’Euro (e alle eventuali divise locali che ritornerebbero…).
    Il portafoglio EuroTsunami fa esattamente questo: investe principalmente in divise extra-Euro acquistando titoli di Stato, diversificando tra una manciata di Paesi.

  • Barbara

    Buona la descrizione per uscire da questa crisi, condivido almeno un paio di soluzioni.

  • sercopi

    Buonasera,

    premetto che di finanza non capisco molto, vorrei un consiglio in quanto ad un mio familiare è stato consigliato, e ha vincolato diversi soldi, al fine di metterli a riparo dalla crisi attuale; quello che mi sconcerta e che gli abbiamo fatto vincolare i suoi risparmi con vincoli di tempo sino al 2026, promettendogli inoltre interessi del 4,50% annui.
    Vorrei sapere cosa ne pensate, cosa mi consigliate in alternativa, e siccome il mio familiare ha 73 anni quali possono essere le precauzioni, in caso di decesso.

    Ringrazio anticipatamente.

    Davide

  • Raffaele Zenti

    Buongiorno Sercopi, come lei immaginerà è impossibile darle delle indicazioni precise senza conoscere il profilo di rischio della persona in questione. Tenga conto, inoltre, che qualunque consiglio specifico è consulenza finanziaria personalizzata, attività fortemente regolamentata dalla legge (a tutela del risparmiatore), che quindi richiede un “rituale giuridico” abbastanza preciso.
    Infine, non vorrei apparire scortese, ma vorremmo evitare sul blog di fornire consigli personali, perché il blog prenderebbe una deriva per noi ingestibile.
    Fatte queste doverose premesse, e visto che non poteva saperlo, quello che posso dirle è che il 4.50% (non so se sia lordo o netto) con vincolo fino al 2026 non è un gran rendimento oggi. Consideri, a titolo di esempio, che il BTP che scade il 1 novembre 2026 rende oltre il 7% lordo, che fa più del 6% netto se tenuto fino a scadenza. E’ vero che c’è il rischio Italia, ma anche questo investimento che hanno proposto al suo familiare potrebbe avere un rischio di credito (pensi se fosse una banca italiana…). Inoltre, il 2026 per una persona di 73 anni è una scadenza francamente un po’ lunga.
    Per questioni ereditarie-giuridiche, le suggerisco di sentire un buon civilista.

  • sercopi

    Buongiorno Sig.Raffaele Zenti,
    la ringrazio vivamente per la pronta risposta, immaginavo che data la mia poca conoscenza della materia, avrei dovuto ricorrere ad uno specialista che ci accompagnasse a dedurre e decidere che fare, con gli investimenti intrapresi dal mio familiare; dal basso delle mie cononscenze l’unico parametro che ho valutato è stato il tempo di vincolo sino al 2026, che francamente mi è parso fuori luogo data l’eta’ del io familiare.
    Conto di passare in filiale con il mio familiare e chiedere spiegazione al funzionario con il quale il mio familiare a fatto tali scelte, se le informazioni non saranno alla mia portata, sicuramente interpellerò uno speciliasta, trattandosi dei risparmi di una vita di lavoro, del mio familiare.
    Ringrazio delle informazioni, e ne approfitto per augurare Felice Anno Nuovo.

  • Massimo

    Un altero modo per difendersi dal possibile default Dell euro sarebbe comprare un CSD Italia …giusto? Questa dovrebbe appunto essere la funzione di un CSD, un assicurazione contro la perdita sul capitale

    Ma come comprare i CSD Italia? Come scegliere l emittente? Se non ho capito male, attualmente con circa 500 euro copre il rischio su 100.000 euro per un anno, e così? I CSD non potrebbero rientrare in un portafoglio difensivo?

    Grazie

  • Massimo

    Oops intendevo Cds

  • Stefano Colucci

    Caro Massimo,

    Il CDS è uno strumento fantastico per la copertura del rischio di default, ma il problema è:
    se devo ricevere il pagamento (l’emittente è fallito) sono sicuro di riceverlo? La mia controparte è solvibile?

    io credo che se il CDS è fatto su un singol name corporate, forse la controparte è solvibile ma se il CDS è su uno stato preferirei vendere i titoli di quello stato che ho in portafoglio

  • Raffaele Zenti

    Massimo, sono d’accordo con Stefano: se hai paura del default dell’Italia e vuoi proteggerti, essendo un investitore privato è più pratico e semplice vendere i titoli di Stato italiani eventualmente in tuo possesso.
    E questo perché:
    - il CDS è uno strumento che per taglio e aspetti contrattuali/amministrativi è indirizzato ad investitori istituzionali (questa è la motivazione principale, da sola sufficiente a eliminare “l’ipotesi CDS”…);
    - inoltre, anche per un investitore che si possa permettere l’acquisto di CDS, il rischio che un default sostanziale di uno Stato non sia trattato giuridicamente come tale c’è (se ne è lungamente parlato per la Grecia) e in tal caso il CDS non servirebbe a nulla;
    - infine c’è un rischio controparte (quello evidenziato da Stefano), cioè non è assicurato che in situazioni estreme l’altro lato del contratto CDS paghi quanto dovuto.

  • Stefano Colucci

    Devo solo aggiungere una cosa,
    ho solo avuto un buon maestro

  • Alessandro

    Per acquistare i titoli dell’ipotesi 1 (euro tsunami) come fare? La mia banca mi da la possibilità online di operare in questi termini: “…la informiamo che i titoli trattabili dal Servizio …… sul Mercato Ufficiale Italiano (MTA e MOT, escludendo le operazioni di partecipazione a offerte pubbliche di acquisto, di vendita o di scambio, a premio e su derivati) sono:

    •azioni, etf, warrant e covered warrant;
    •obbligazioni, obbligazioni convertibili e Titoli di Stato.

    Inoltre è possibile negoziare azioni sui principali mercati Esteri (Amsterdam, Francoforte, Parigi, Londra, Nyse e Nasdaq)…”

    E’ sufficiente? Scusate l’ignoranza ma a parte qualche azione sulla borsa italiana non ho fatto altri acquisti; per titoli di stato norvegesi, canadesi o australiani su che mercato mi dovrei muovere?
    Grazie

  • Raffaele Zenti

    Alessandro, dovrebbe essere sufficiente: si tratta di ETF trattati su Borsa Italiana (quindi inclusi nel perimetro da te delineato) e di titoli di Stato molto liquidi di Paesi extra-Euro importanti sui mercati obbligazionari, facilmente reperibili dalla banca. Potrebbe non essere possibile l’operatività on-line, ma quella allo sportello e quella telefonica non dovrebbero presentare problemi, a meno che sia una banca molto poco dedita alla negoziazione per conto di clienti.
    Attenzione, qualche banca potrebbe fare resistenza adducendo qualche scusa, al fine di “piazzare” le loro obbligazioni – ti consiglio di far valere le tue ragioni. Inoltre stai attento ai costi dell’operatività, espliciti ed impliciti: commissioni di negoziazione, spread denaro-lettera, cambio applicato… Tratta: alcuni “ci provano” ad applicare i costi più alti, salvo diventare più mansueti se minacciati di chiusura del conto (uno pensa che la banca sia sempre un ambiente ovattato, ma spesso la trattativa stile “suk” funziona anche lì).

  • BatterioKiller

    Volete un vero portafoglio antirecessione, antidefault, antisfiga, antibrufoli? Smettete di guardare i Teletubbies, siate totalmente immorali e fatevi un bel portafoglio fondato sui VIZI dell’uomo: aziende che investono in fumo, casinò, giochi e lotterie, armi. Guardate come si è difeso bene (da paragonare con l’S&P 500, è azionario puro, rischiosetto…però…) http://www.usamutuals.com/vicefund/docs/VICEXcomplete.pdf
    Essere carini e coccolosi non rende.