Portafogli Anticrisi: ad un mese e mezzo dal lancio come se la stanno cavando?

A inizio dicembre il team di consulenza di Advise Only ed i principali autori di questo Blog hanno proposto tre portafogli Anticrisi, corrispondenti a tre possibili scenari per l’Eurozona: EuroOK, EuroTsunami e Intermedio. Per chi si fosse perso il post, questo è il link, mentre i portafogli sono disponibili gratuitamente sul sito www.adviseonly.com (dopo aver effettuato il login, si apre la Mappa di navigazione, dovete solo cliccare sull’icona “Portafogli Anticrisi” e siete arrivati – i portafogli hanno i nomi degli scenari ai quali corrispondono).

Anche se è passato poco più di un mese, la scena finanziaria, economica e politica si è mantenuta animata – incertezza e volatilità non sono certo mancate sui mercati. Basti pensare alle continue discussioni in merito alle soluzioni alla crisi Euro, le sempre maggiori preoccupazioni per una profonda recessione; poi c’è stata la vicenda del “divorzio” tra EU e UK, le tensioni legate all’Iran, l’azione della BCE volta a finanziare le banche ed a evitare il “credit crunch”, i provvedimenti e gli annunci del Governo Monti, il rischio politico legato all’Ungheria, il tonfo di Unicredit… e si potrebbe continuare. Insomma: non ci siamo per niente annoiati.

E i portafogli Anticrisi come se la sono cavata? Vale la pena vedere come si sono comportati in questo breve ma significativo periodo, confrontandoli con alcune categorie d’investimento rappresentate da ETF ampiamente diffusi (altri raffronti li potete effettuare da soli dal sito www.adviseonly.com).

Naturalmente non ci limitiamo a confrontare le performance ma teniamo d’occhio anche il rischio, misurato con l’Indice Composito di Rischio Advise Only, che sintetizza la rischiosità di un portafoglio o di uno strumento finanziario in un numero compreso tra 0 (rischio bassissimo) e 100 (rischio altissimo): il motore dietro questi calcoli è complesso, ma il risultato è semplice e chiunque lo può comprendere.

Performance mercati e portafogli

Il periodo di osservazione va dal 2 dicembre 2011 al 10 gennaio 2012. L’Indice composito di rischio Advise Only è calcolato al 10 gennaio 2012.

Dati di fonte Thomson Reuters e Morningstar, elaborazioni Advise Only. L’Indice Composito di Rischio Advise Only è un aggregato di varie misure di rischio, volte a catturare sia il rischio ordinario sia quello legato ad eventi estremi, calcolate con il modello denominato “Parallel Filtered Bootstrap”. Performance nette del TER, ma al lordo della fiscalità.

Grafico della Performance

Che dire? Innanzitutto ci fa genuinamente piacere che tutti i portafogli Anticrisi abbiano performance positive: certamente un mese e mezzo di storia è un tempo semplicemente ridicolo per emettere giudizi su un portafoglio, occorre molto più tempo. Però siamo contenti di aver iniziato bene. Altre categorie d’investimento hanno performato meglio nello stesso periodo, ma con rischi decisamente superiori.

Non stupisce che il portafoglio con la dinamica migliore sia “Intermedio”: è quello con la struttura più equilibrata, che si traduce in una maggiore diversificazione dei rischi. Ma attenzione: se la crisi europea troverà una soluzione soddisfacente, sarà con ogni probabilità il portafoglio EuroOK ad avere le migliori performance  -a prezzo, ça va sans dire, di maggiori rischi…

Per il futuro, è bene cambiare qualcosa in questi portafogli? Secondo noi ad oggi no. Dovessimo rifarli ora, li faremmo esattamente così. Lo scenario, infatti, è variato (secondo noi in meglio), ma gli interrogativi più importanti sono rimasti gli stessi: quanto sarà grave la recessione? Riusciranno i Paesi europei a finanziarsi nel 2012? Si risolverà la crisi del debito sovrano? Cosa farà la BCE?

Tag: come investire, consulenza finanziaria, rating

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Raffaele Zenti

È uno dei fondatori di Advise Only, responsabile della consulenza finanziaria in Advise Only SIM e partner di Virtual B. Esperto di finanza e di gestione dei rischi, è laureato in Economia con indirizzo quantitativo-statistico all'Università di Torino. Docente di Quantitative Portfolio Management al Master in Finance dell'Università di Torino, ha pubblicato vari articoli su riviste finanziarie (fra gli altri, il Journal of Asset Management, Economic Notes, Risk), contribuendo a libri su temi legati alla scelta degli investimenti ed alla gestione del rischio. Nel suo percorso professionale si è occupato di asset allocation in Sella Asset Management, ha accumulato una lunga esperienza in Allianz Global Investors Italy prima come responsabile operativo del Risk Management e poi delle Gestioni Quantitative. Ha avuto un’esperienza nel Gruppo Banca Leonardo come responsabile delle Gestioni Quantitative ed è stato tra i primi ad occuparsi di consulenza indipendente con IDeA Sim - Gruppo DeA. Un passato da triathleta, è ossessivo-compulsivo verso le immersioni in apnea e con bombole, il nuoto e la corsa.

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  • Volpe di campagna

    Molto bene per tutti i tre portafogli di Advise Only. Si, la situazione è un po’ cambiata in meglio: non più carboni ardenti, ma ancora molta brace. Come si potrebbe collocare, in questo scenario, un considerevole investimento in oro?
    Per noi piccoli investitori lo spauracchio del default è ancora un incubo notturno (e diurno) ricorrente.

  • Raffaele Zenti

    Volpe, è vero che l’oro è sempre un bene rifugio, quindi in caso di patatrac si apprezzerebbe (e molto), ma bisogna anche dire che è caro, nonostante dall’estate abbia subito una correzione sensibile. Peraltro, sul futuro delle riserve auree di vari Paesi si sentono talvolta discorsi preoccupanti per le quotazioni future dell’oro.

    Noi l’oro l’abbiamo inserito nel portafoglio più “pessimista”, cioè EuroTsunami, ma in dose tutto sommato moderata, nell’ambito di una ragionevole diversificazione di portafoglio.
    Il punto è: se hai paura di un fallimento dell’Italia (evento al quale nei prossimi mesi i mercati – cioè i CDS – attribuiscono una probabilità del 10% circa, per quel che vale l’opinione dei mercati), puoi inserirne di più, ma resti scoperto al rischio di forti ribassi dell’oro nel restante circa 90% dei casi. Le probabilità possono cambiare, ma il concetto resta quello: c’è rischio in tutte le direzioni…
    Sull’oro, mi permetto di consigliarti un post di qualche mese fa, che magari ti è sfuggito e che resta abbastanza attuale:
    http://it.adviseonly.com/blog/investimenti/il-grafico-della-settimana-la-lunga-cavalcata-delloro

  • Massimo Scolari

    Raffaele, ottimo lavoro veramente. Il tempo trascorso è certamente troppo breve per azzardare giudizi conclusivi. Solo una curiosità: perchè il grafico del portafoglio intermedio “spiazza” entrambi i rivali ? Non dovrebbe, secondo logica, avere un comportamento “mediano” con un grafico che si deposita in mezzo ai due estremi?

  • Raffaele Zenti

    Massimo, il portafoglio mediano va meglio perché in realtà non è esattamente una media dei due portafogli, ci sono alcune differenze di asset allocation: per esempio, il portafoglio EuroOK investe in azioni sul settore bancario europeo, mentre Intermedio su settori poco ciclici, come Food&Beverage. E poi è più diversificato (senza esagerare, però, altrimenti il portafoglio diventa un pastone indistinto).
    Non dimentichiamo però l’effetto della casualità: noi spesso idealizziamo la dinamica dei portafogli e ci aspettiamo sentieri di crescita (o decrescita) relativamente lineari – ma non è quasi mai così, il caso impatta pesantemente sulla performance dei portafogli. Occorre, nel bene e nel male, tenerlo sempre a mente…

  • Volpe di campagna

    BBB+ …adesso Zenti come la mettiamo? Portafoglio Tsunami o soldi sotto il materasso(solo per ricordarci come sono fatti non più per il loro valore). E il valore degli immobili che “botta” subirà? Non possiamo certo dire che Monti non ha fatto il suo dovere, non ha guardato avanti. Certo le agenzie di reting fanno il loro sporco lavoro: affossano i più deboli. Oggi l’Italia è molto esposta, molto debole.

  • Raffaele Zenti

    Volpe, se hai paura, EuroTsunami. Ma io resto convinto che questa insufficienza generale data all’Eurozona faccia marciare veloce nella direzione giusta i Paesi dell’Unione Monetaria, Germania in primis. La stretta fiscale non basta, occorre crescita, questo è secondo me il messaggio da portare a casa. Se l’ho capita io, spero che la capiscano anche le alte sfere europee. E quindi personalmente io tengo duro con un portafoglio più “ottimista”. Penso che Monti continuerà a fare bene il suo lavoro, se non ce la fa lui, non ce la farebbe nessun altro.

  • Stefano Colucci

    Raffaele, solo ora mi sono accorto che in EuroTsunami mancano JPY e CHF!
    troppo cari o scelta strategica?

    Personalmente credo che un un minimo di Oil ci sarebbe stato bene, quanto meno come hedging sulle nostre spese quotidiane in carburanti (anche se in italia il prezzo sale per le accise!)

  • Raffaele Zenti

    Stefano, il CHF non c’è perché di divise “robuste” ce ne sono già altre (dollaro canadese, dollaro australiano, ecc) forse meno care, perché è “peggato” all’Euro e perché non è necessario esagerare con la diversificazione e la numerosità dei titoli, specialmente se i portafogli devono essere acquistabili dalla stragrande maggioranza dei risparmiatori (i lotti minimi contano). Lo Yen ci poteva benissimo stare: di nuovo non abbiamo voluto esagerare con la diversificazione. In generale, qualunque divisa extra-Euro dotata di una certa solidità va bene…non abbiamo la pretesa di fornire l’UNICA soluzione possibile…
    Quanto al petrolio, è un investimento piuttosto volatile e dalle prospettive incerte ma, ancora, ci può stare in un portafoglio del genere (in piccole dosi). Noi siamo stati essenziali.

  • Gio77

    scusate se mi permetto, confesso di non aver letto neanke la composizione dei vari portafogli presentati…tuttavia rilevo che innanzitutto mancano alcuni importanti benchmark (a mio giudizio) come ad esempio il dax, il cac40, e l’ ftse100 inglese…questi tre indici nello stesso periodo hanno avuto rendimenti del 5-6 %…
    quindi se uno deve proprio dare un giudizio dopo un mese e mezzo direi ke i portafogli da voi proposti si sono comportati decisamente MALE.
    cmq sono d’accordo con voi: è ridicolo fare dei bilanci dopo un paio di mesi!

  • Raffaele Zenti

    Gio77, quegli indici mancano perché non li abbiamo voluti inserire…
    Forse faresti bene, se ti interessa l’argomento, a dare uno sguardo alla composizione e soprattutto al rischio di questi portafogli (vedi post). La logica di questi portafogli è infatti quella di “aderire” ai vari scenari, ma mantenendo comunque un profilo di rischio relativamente prudente. E, vedi, il portafoglio più aggressivo ha un rischio che è meno della metà di quello degli indici azionari di cui parli tu. Il problema, quando si costruiscono portafogli, è fare scelte sensate a priori (sai come si dice no? “del senno di poi sono pieni i fossi”: per dire, il miglior mercato azionario mondiale del 2011 è stato il Venezuale, +84.74%; tu ci avresti investito in modo sostanzioso a gennaio del 2011 per 12 mesi? Io francamente no – a posteriori è sbagliato, ma a priori?). Se leggerai il post citato vedrai che le nostre sono state scelte sensate – senz’altro ne esistono di migliori, ma noi voliamo bassi e puntiamo a fare cose ragionevoli, potenzialmente adatte a qualunque risparmiatore… Questo è un blog molto aperto, se vuoi contribuire con commenti contenenti idee e proposte ragionate, sei il benvenuto.

  • Gio77

    l’indice del venezuela non è un benchmark accettabile, quelli ke ho indicato io si…
    ad ogni modo, premettendo ancora una volta che 2 mesi non sono accettabili per fare delle valutazioni, se proprio mi costringi a fare valutazioni io ti dico: da quel ke si capisce ci sono 3 portafogli tarati per 3 scenari diversi: uno molto conservativo, diciamo bearish, l’altro molto speculativo, kiamiamolo bullish e uno intermedio. Io mi aspetto ke dei portafogli ke prendano la semplice sufficienza dopo un mese e mezzo di trend rialzista performino in questo modo: quello bullish performa + della media del mercato (principali indici europei e americani), quello bearish meno del mercato, quello intermedio come il mercato…se invece di essere trascorso un mese e mezzo, che per me nn è un periodo accettabile di analisi, fosse trascorso 1 anno e mezzo con risultati analoghi il mio giudizio sarebbe: occorre rivedere qualcosa nella gestione di questi portafogli.

  • http://www.adviseonly.com serena.torielli@virtualb.it

    Gio se vuoi scrivi tu un bel pezzo proponendo dei portafogli da gestore e se è ben fatto te lo pubblichiamo volentieri come “portafogli proposti dai lettori”, vogliamo dare spazio a idee di questo tipo. Ti chiedo inoltre se sei maggiorenne di sforzarti di scrivere ch anzichè k nel pezzo…

  • Gio77

    io ho un modello di investimento che determina un portafoglio che ha performato quasi il 100 % nell’ultimo anno e mezzo, se vuoi ti mando a intervalli di tempo regolari diciamo ogni 10-12 mesi il mio profit&loss così controlli.
    Quanto all’idea di condividere, posso condividere le linee generali non certo il modello.
    come dice Warrenn Buffett le buone idee di investimento sono rare, chi le ha non e’ di norma così stupido da condividerle:-)

  • http://www.adviseonly.com serena.torielli@virtualb.it

    Gioia, ma se fai il 100% all’anno perchè perdi tempo a parlare con me da questa città inquinata?
    Noi nella condivisione ci crediamo perchè le buone idee possono diventare grandiose con l’ interazione e insieme si va più lontano che da soli, no?

  • Raffaele Zenti

    Gio77, da quanto scrivi, invece, si capisce che non hai capito il senso di quei portafogli (forse siamo stati noi a non spiegarli bene, o forse basta solo leggere attentamente il primo post): non ha senso confrontare quello più “bullish”, come dici tu, con un paniere di indici azionari, semplicemente perché si tratta di un portafoglio tarato su un livello di rischio inferiore.
    Siamo i primi a dire (e lo dico nel post) che non si giudica un portafoglio dopo un mese e mezzo ma, vista la crisi, è utile fare il punto.
    Considera che il nostro obiettivo non è dimostrare quanto siamo bravi (il mondo apparentemente è pieno di bravissimi gestori), bensì di suggerire portafogli ragionevoli e abbastanza semplici a chi in questo periodo è disorientato e non sa che pesci prendere.

  • Gio77

    X Serena: scrivo con voi perchè ho visto Claudio Costamagna in tv (quelle rare volte che la accendo) e mi piacerebbe entrare in contatto con lui: dice molte cose intelligenti. Ecco magari con gente come lui potrei condividere: potete farmi entrare in contatto con lui?
    ps: non ho fatto il 100% in un anno ma in un anno e mezzo:-) e questo non significa che faro’ queste performance in futuro;
    X Raffaele: non è vero che il mondo è pieno di ottimi gestori, nè apparentemente nè sostanzialmente: tolte le spese e le commissioni i gestori che riescono a sovraperformare il mercato nel lungo periodo sono pochi: direi più o meno 5 su 100 e sono molto buono!
    In secondo luogo per dire che qualsosa sia + o – rischiosa di qualcosaltro prima dovresti definire i criteri in base ai quali giudichi il rischio!

  • http://www.adviseonly.com serena.torielli@virtualb.it

    Cerchiamo di combinare,
    se cerchi un lavoro mandaci un CV abbiamo sempre spazio per persone brillanti!

  • Gio77

    Io non so nulla di voi, non so se posso fidarmi o no perchè non vi conosco, non ho detto che siete scarsi e anche se lo foste le persone non le giudico giudico mai, al max giudico quello che fanno e se penso che si sbagliano lo dico, spero sempre che gli altri si comportino allo stesso modo con me.
    Ok combiniamo, anche se in realtà non cerco un lavoro… che faccio? mando un curriculum all’indirizzo che mi hai dato? rispondimi in privato pero’ tanto la mia mail dovresti averla.

  • Raffaele Zenti

    Gio77, ho detto che “apparentemente” il mondo è pieno di ottimi gestori: a buon intenditor…
    I criteri di rischiosità per noi sono piuttosto chiari – almeno quelli citati in questo post (scusate, non è mia abitudine, ma devo andare sul tecnico): indice composito di rischio (in breve “Rischio”) calcolato come aggregato normalizzato tra 0 e 100 di VaR1%, conditional Var1% e deviazione standard e altri indicatori di rischio, indicatori che vengono stimati mediante metodo del Parallel Filtered Bootstrap, un metodo simulativo di classe Monte Carlo basato su dati empirici, che tiene quindi conto di non normalità (fat tails) cambi di regime, cioè rischio normale/rischio estremo, comovimenti non lineari e variabili nel tempo dei rendimenti, volatilità che oscilla nel tempo, anche bruscamente, e altre più o meno simpatiche caratteristiche dei mercati finanziari. Il tutto con un trattamento integrato di rischio di mercato e di credito, il che significa che tiene conto di come uno influenza l’altro, e viceversa.
    Metodo non infallibile, certo, ma in grado di cogliere decentemente il rischio. Lo usiamo da molto tempo – insieme a vari operatori professionali (London Stock Exchange inclusa, ci ha lavorato direttamente il Prof. Barone-Adesi, autore dell’articolo seminale sull’argomento) – cerchiamo sempre di migliorarlo, ma posso dirti che “se la cava”. Ampia letteratura scientifica in merito, sia teorica che empirica; tanto per assaggiare, se vuoi documentarti, potresti procurarti i seguenti articoli:
    - G. Barone-Adesi et al. “VaR without Correlations for Portfolios of Derivative Securities’, Journal of Futures Markets
    - G. Barone-Adesi et al. “Non parametric VaR Techniques. Myths and Realities”, Economic Notes, Volume 30, Issue 2
    - R. Zenti, with C. Marsala, M. Pallotta “Integrated risk management with a filtered bootstrap approach”. Economic Notes, November 2004 – Vol. 33 Issue 3
    - R. Zenti, with D. Brandolini, M. Pallotta, ” Risk policies for active asset managers”, “The Journal of Asset Management”, 2004, Vol. 4, Number 6

  • Volpe di campagna

    Dovreste far sapere come finisce l’incontro fra Gio77 e Claudio Costamagna. E come si conclude l’invio del CV con relativo incontro fra le parte.
    Ma, non ultimo,come sarà mai il portafoglio di Gio77 a questo punto sono molto,molto curioso.
    Buon fine settimana a tutti

  • http://www.adviseonly.com serena torielli

    Volpe Curiosa!! Ma non era il gatto quello curioso?? :-)

  • Gio77

    sicuramente il mio portafoglio non tiene conto di tutto cio’ di cui parlava l’ottimo amico nel suo ultimo post…io ho una regola generale:se non riesco a far capire un investimento a mio nipote di 6 anni, allora non è un buon investimento…
    in generale mi sembra che proporre un portafoglio basato su calcoli di quel tipo sia molto simile a proporre strumenti finanziari incomprensibili come quelli di cui rimangono spesso vittime i risparmiatori incauti…uno finisce x firmare tutto perchè tanto non ci capisce nulla…
    La mia valutazione è: sembra che proponiate 3 scenari: euro ok, euro così così, euro ko. Poi fate per ogni scenario un calcolo del rischio…ma il rischio dov’è? mi spiego meglio: se io dico che non so se domani piove o c’è il sole, allora posso calcolare il rischio pioggia, ma se dico che ho 2 scenari: 1 piove, 2 sole, allora nel primo nn c’è incertezza, quindi non c’è rischio e nel secondo neanche!
    la realta’ è che dire: domani piove, oppure c’è il sole, oppure è nuvoloso: facciamo 3 scenari diversi e tre modelli di comportamento diversi è una cosa sostanzialmente inutile, nel senso che non aggiunge niente all’ovvio, ma pure volendo fare per gioco questa roba qui, allora sarebbe giusto dire: euro ok:allora investiamo su etf area euro ultralong, euro intermedio: etf area euro normali, euro ko: etf area euro ultra short!
    In sostanza quel che sto cercando di dire è che se noi conosciamo in anticipo il futuro è inutile parlare di rischio, siamo ricchi per forza, non c’è alcun dubbio, ma siccome il futuro nn è dato saperlo dobbiamo fare delle considerazioni del tipo: quanti anni il cliente è disposto a tenere il portafoglio? 1,3,10 o 30? in base al suo orizzonte temporale dobbiamo elaborare un portafoglio che: punto 1. minimizzi a quasi 0 il rischio di perdere soldi, punto 2. faccia meglio del mercato. Nota bene: il primo punto è + importante del secondo, come dice Warren Buffett: “io ho 2 regole: la prima non perdere mai soldi, la seconda non dimenticare mai la prima”!
    X Serena: non ho ancora trovato una tua mail nella posta, contatto Claudio liberamente?faccio io? nessun suggerimento?

  • Volpe di campagna

    Regola n.1 non perdere. Ultimamente non è stato molto facile “tenere” questa regola. Quando hai in portafoglio un’obbligazione(buona)che perde giorno, per giorno solo per il fatto di avere una scadenza al 2020. Regola n.2 ricordarsi della regola n. 1 mi ricorderò. Ho seguito la regola del vecchio saggio cinese se non sai come fare: stai
    fermo sulla sponda del fiume ad aspettare che passi il cadavere del tuo “nemico”
    Ipotizzo solo che dopo il temporale verrà il sereno. Non faccio il 100% in un anno e mezzo, ma mi tengo a galla. Potafoglio ottimista?

    p

  • Raffaele Zenti

    Gio77, non mi pare ci sia molto di astruso in quei portafogli (titoli di stato, qualche etf che replica indici comprando i titoli, punto e basta), e inoltre la logica è abbastanza semplice (non farmela ripetere tutta, credo sia abbastanza chiara nel primo post sui portafogli Anticrisi): se pensi che il rischio che l’Euro imploda e che vi sia default dell’Italia sia basso, compra essenzialmente titoli di Stato italiani e azioni europee, con particolare attenzione al settore bancario. Se invece è la paura del default che domina, si investe principalmente titoli di Stato, ma fuori dall’area euro, più un po’ d’oro. Altrimenti, per gli indecisi e per chi pensa a scenari meno chiari, un portafoglio che è una sorta di via di mezzo. Non mi sembrano concetti difficili, no?
    Per quanto riguarda gli indicatori di rischio, i calcoli astrusi sono dietro: e purtroppo sono ineliminabili, nel senso, che o valuti il rischio qualitativamente – e facciamo pure quello – oppure, se cerchi di misurare fenomeni complessi come quelli finanziari, non si scappa, bisogna utilizzare strumenti specialistici. Quantomeno, noi abbiamo provato a semplificare il risultato: trasformando il rischio in numero che va da 0 a 100. Pensa alle automobili che guidiamo: sono complessi conglomerati di ingegneria e sicuramente la maggioranza di noi non le comprende a fondo, ma ce la caviamo quasi sempre a guidarle, grazie a cruscotti forse un po’ semplificati fatyti di poche spie e indicatori. Noi tentiamo faticosamente di fare qualcosa del genere. (Mi fai venire voglia di scrivere un post molto divulgativo su come misuriamo il rischio, non l’abbiamo ancora fatto perché pensiamo sia una noia tremenda).
    Diamo tre portafogli per tre scenari perché sinceramente non sappiamo come andrà a finire, molto dipende da variabili politico-istituzionali totalmente fuori dal nostro controllo e vogliamo che questo sia chiaro: da investitori, è importante avere coscienza di quello che si fa, pasti gratis non ce ne sono, quindi bisogna sapere che rischi si prendono – e, scusa, circa il fatto che esista un portafoglio che a priori (1) non presenti sostanziali rischi di perdere, e quindi sia praticamente risk-free (2) vada meglio del mercato, bah, credo che tutti i lettori di questo blog, noi compresi, attendano lumi da te per imparare a farlo.
    Inoltre, sono portafogli “standard”, con un orizzonte d’investimento breve-medio e che non si prendono rischi estremi (tipo etf ultrashort/long – quelli li lasciamo ai day-trader), pensati per traghettare i risparmi da qui ad un’ipotetica soluzione della crisi Euro, positiva o negativa che sia: è ovviamente impossibile che un post di un blog rivolto ad una moltitudine di lettori che nemmeno conosciamo offra soluzioni personalizzate; per le personalizzazioni c’è un servizio di consulenza apposta che parte da un’analisi delle esigenze di ciascun risparmiatore.
    Circa il fatto che (personalmente e come redazione) siamo abbastanza ottimisti, beh, credo che non sia un mistero: traspare nel post sui portafogli Anticrisi e in molti post che abbiamo scritto negli ultimi mesi. Ma vedremo, molti rischi sistemici pendono sulla nostra testa, non si sa come andrà a finire.

  • Gio77

    non si sa mai come andra’ a finire! nessuno prevede il futuro, indipendentemente da quanto sia brutto o bello il presente, il futuro è sempre incerto…il 10 settembre 2011 qualcuno poteva prevedere qualcosa? e il giorno prima dello tsunami di marzo 2011 in Giappone qualcuno lo prevedeva, e 19 ottobre del 1987, quando i mercati persero il 30% di capitalizzazione in una sola seduta qualcuno poteva prevederlo? Devo ancora citare W.B. nella sua ultima lettera agli azionisti: “Commentators today often talk of “great uncertainty.” But think back, for example, to December 6, 1941, October 18, 1987 and September 10, 2001. No matter how serene today may be, tomorrow is always uncertain!”
    a me personalmente non interessa proprio cercare di prevedere cosa succedera’ in Europa o in Italia nei prossimi 2 anni, o 10 o 20, so bene che nessuno puo’ prevedere il futuro, tantomeno io e quindi non ci provo…provo a concentrarmi su quello che so e sui dati di fatto che nessuno puo’ smentire e sulla base di cio’ scelgo su cosa puntare!

  • Gio77

    Il rischio che non consideri tu è che magari questa cosiddetta “crisi” sia in buona parte immaginaria e che l’idea di traghettare i risparmiatori fuori della crisi in realtà si concretizzi nel traghettare i risparmiatori fuori da buoni rendimenti e da un mercato poco rischioso, per poi magari reinserirli in un mercato molto rischioso e con bassissimi rendimenti…infatti quando esattamente deciderai che la “crisi” è finita e che quindi si puo’ rientrare ad avere fiducia nel mercato? in base a cosa lo deciderai? questo rischio nel tuo modello è presente?ora come ora il mercato è sotto di circa il 15% rispetto ad un anno fa e tu dici che è rischioso, scommetto che quando sarà tornato ai livelli di un anno fa lo considererai meno rischioso e quando avrà superato del 10-20 per cento quel livello allora lo considererai sicuro…ma non è così! più alti sono i prezzi più è rischioso l’investimento, più bassi sono meno è rischioso punto, non ci sono altre verità, non esistono altri modelli o formule che possano opporsi a questa semplice verità.
    Tu dici che aspetti lumi da me su come sovraperformare il mercato? beh è semplice: basta guardare e modellizzare chi c’è già riuscito per un ragionevole numero di anni consecutivi, ad esempio Peter Lynch: leggete i suoi libri, imparate le sue tecniche, scoprirete che non ci vuole molto, solo buona volontà e il coraggio di andare controcorrente ogni tanto…
    pace e bene

  • Raffaele Zenti

    Gio77, ci attribuisci pensieri e strategie in modo del tutto arbitrario e immaginifico…in breve, non è come dici tu.

  • Gio77

    e’ ovvio che uno che ha studiato tutta la vita cose inutili non puo’ essere d’accordo con chi gli spiega in maniera chiara e coerente l’inutilità delle sue nozioni…a meno che non abbia una mentalità molto aperta e scevra da classici sentimenti umani limitanti, come l’egocentrismo o l’orgoglio…infatti mi rivolgo soprattutto ai lettori del blog, non a te..scrivetemi: la mia mail è johnnydan77@hotmail.com
    non vi prometto niente: solo che farete meglio di questi “presunti” esperti di mercati finanziari, grazie ai miei consigli e suggerimenti…
    e spenderete molto molto di meno che se vi affidate a qualsisi “professionista” del settore.

  • Raffaele Zenti

    Qua in redazione immaginavamo che saresti presto passato alle offese. Che i lettori giudichino da soli.

  • Volpe di campagna

    Sarebbe ora di finire questa sterile e inutile diatriba. Non porta a nulla. Il blog ha altre finalità, non quella di stabilire chi sia il più bravo! A parole poi.
    Non me ne vogliate, ma sono una vecchia volpe di campagna: amo andare al sodo.
    A presto.

  • Stefano Colucci

    come disse Bud Spencer in “Bomber”: <>.

    Vorrei aggiungere alla lista delle letture suggerite da Raffaele questi 2 articoli recenti su come funziona il filtered Bootstra su Equity e su Bonds (anche PIGS),

    -D. Brandolini, S. Colucci “Backtesting Value-at-Risk: A Comparison between Filtered Bootstrap and Historical Simulation” at http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=1965377
    -D. Brandolini, S. Colucci “Sovereign Risk: How Filtered Bootstrap and Historical Simulation Catch Government Problems” at http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=1968117

  • tao

    scusate ma non ho potuto fare a meno di leggere tutta la storia che è iniziata già da diversi giorni…..ma tutto questo a cosa deve portare? ad una assunzione?…..quanto scrive gio77 mi sembra di averla già vista in tanti altri blog, in particolare su quelli del forex, dove sono tutti dei gran fenomeni, rendimenti del 10%mese e più, ma il bello è che poi quando vai al sodo siamo sempre alla solita storia……mi dispiace ma non la condivido con nessuno…..siamo tutti bravi con i ns soldi ma non con quelli degli altri!!!

  • http://www.adviseonly.com serena.torielli@adviseonly.com

    RAMMENTO CHE QUESTO BLOG NASCE PER INFORMARE E SCAMBIARE IDEE CHE CONSENTANO A TUTTI DI IMPARARE E CAPIRE UN PO’ MEGLIO IL MONDO COMPLICATO DELL’ ECONOMIA E DELLA FINANZA.
    –NON E’ UN LUOGO PER FARE POLEMICA
    –NON E’ UN LUOGO PER ESSERE AGGRESSIVI O MALEDUCATI
    –ESISTONO MOLTI BLOG PER “FENOMENI” DELLA GESTIONE E DEL TRADING. LASCIANMO A LORO CERTI SPAZI

    IL PATTO CON I NOSTRI LETTORI E’ QUELLO DI FORNIRE CONTENUTI DI LETTURA PIACEVOLI E INFORMATIVI,CON UN BRICIOLO DI IRONIA DOVE TUTTI GLI UTENTI POSSANO CONTRIBUIRE..

    l’ AMMINISTRATORE DELEGATO DI ADVISEONLY, MOLTO ANNOIATO DA QUESTA LETTURA

  • Furcio

    Salve a tutti.
    Dando un’occhiata ai portafogli proposti ed ai benchmark postati(per evitare la pessima prestazione di un utente del blog), mi sembra ci sia in qualche modo poca comparabilita’ tra questi (a proposito, come mai il prezzo di strumenti diversi e’ spesso uguale? leggo male la tabella?), non sarebbe piu’ efficace confrontarli con bechmark misti? (es. 80% obbl euro e 20%msci world) per esempio.

  • Raffaele Zenti

    Furcio, scusa ma quando dici che il prezzo è uguale non capisco bene a cosa ti riferisci? Perché qui nella tabella ci sono solo performance e rischio, mentre il grafico è del valore complessivo di ciascun portafoglio.
    Sul confronto con dei benchmark bilanciati, capisco la tua osservazione, solo che questi portafogli sono davvero ad obiettivo (salvarsi se le cose vanno male/far bene se è tutto ok/ecc), quindi è difficile attribuire un benchmark. Basarsi solo sul loro differente profilo di rischio può essere fuorviante. Non so se condividi.
    Personalmente non sono un grande fan dei benchmark, mi piacciono di più le performance assolute: i benchmark diventano spesso vincoli all’allocazione (e l’industria del risparmio gestito ha patito molto l’introduzione del benchmark).

  • Gio77

    Io nn ho insultato nessuno, ho posto delle domande fondate alle quali nessuno ha saputo darmi risposte serie…io non sono un trader, in commissioni pago molto meno di un portafoglio arzigogolato e inefficiente come quelli proposti qui; se leggete un buon libro sugli investimenti, tipo the intelligent investor di Benjamin Graham o Dandho Investor del grande Monish Pabrai vi renderete tutti conto che ho ragione…se siete convinti del fatto vostro pubblicate i rendimenti dei vostri portafogli (comprensivi delle commissioni) ogni 6 mesi e confrontateli con eurostoxx 50 e S&P…se tra 5 anni 1 solo di questi portafogli li avrà sovraperformati vi chiedero’ umilmente perdono, se invece, come penso io, tutti e 3 li sottoperformeranno per coerenza dovreste chiudere sta baracca..

  • Stefano Colucci

    xFurcio:
    Conoscevo uno, tanto tempo fa, che si faceva chiamare Furcio, aveva un odio Radicale per Bill Gates!
    Sei Forse tu quel soggetto?

  • Massimo Vicari

    Ciao, sono Furcio, cambio di nick al volo per esigenze di leggibilita’ :)
    Andiamo con ordine :
    Per Stefano, si sono Io :) poi ti scrivo in privato

  • Massimo Vicari

    Raffaele, osservando la composizione del portafoglio, ad esempio euro tsunami, sia i bond australiani, sia l’ishare jpmorgan etc sono stati comprati a 79.94. e’ ininfluente nella nostra discussione a meno che non introduciamo il timing una volta scelto il prodotto. per quanto riguarda i benchmark hai ragione, ma d’altro canto, ho bisogno di verificare se il mio intevento ha prodotto valore aggiunto per il mio cliente oppure no.
    Per questo affiancare un benchmark compatibile per composizione e rischio mi da un’idea di quanto bene o male abbia fatto il mio lavoro. Capisci cosa intendo?
    Per Gio77, a me sembra che tu non afferri o forse molto semplicemente ignori il concetto di rischio (ovvero la volatitilita’ dei rendimenti rispetto al mercato) e poni domande che a me sembra non abbiano semplicemente senso (che vuol dire che se i prezzi sono alti il rischio e’ alto?).
    inoltre per chi costruisce portafogli,che cerca di ottimizzare anche il money management, francamente le commissioni(uso le fisse a 5 euro per eseguito) mi incidono per per lo 0.01% e non mi sembrano problematiche, e in questi esercizi di stile che a te sembrano astrusi, dietro c’e’ la logica di chi ha in mente un obiettivo in termini di rischio/rendimento e cerca gli strumenti migliori. se allochi mille euro in 10 strumenti, allora e’ meglio che invece di fai una serata al night, ma se devi allocare dai 100.000 in su il discorso cambia.
    Per la cronaca il mio portafoglio personale, nonostante sia (sigh) in perdita, sovraperforma il ftse mib del 25% (contando i dividendi sono a +10% ) dal 2006 mi sembra, e il buon graham mi e’ stato d’aiuto.

  • BatterioKiller

    Facce sognà Gio! Facce vedè!

  • Stefano Colucci

    Il mitico Massimo non ha perso il suo stile, teniamoci in contatto!

    Io sono d’accordo con Raffaele sui benchmark, o meglio il mio benchmark è il Bot 3mesi o il deposito bancario vincolato (conto arancio ecc)

    Certo è che se ho solo azioni aumento il rischio in modo spaventoso ma è l’unico modo per capire se fare questa scelta paga.

  • Raffaele Zenti

    Si parla spesso di Graham in questi commenti – e non dimentichiamo il suo “socio” Dodd…la leggendaria coppia G&D.
    Qui noi siamo grandi fan di G&D. Io utilizzo i loro principi di valutazione ad ogni livello, dallo strumento all’asset allocation (insieme ad altri metodi di valutazione). Per me i principi di G&D equivalgono alla saggezza economica allo stato puro, incarnano una delle poche cose veramente funzionanti sui mercati finanziari, randomici per natura.
    Ciò detto, bisogna tenere presente che un portafoglio “Value” alla G&D, cioè composto da azioni con elevato valore intrinseco e basso prezzo va bene per chi ha elevata propensione al rischio. Non è per tutti. Io penso che investire in questo modo paghi quasi sempre, però, strada facendo, le oscillazioni e le perdite possono essere sensibili; possono volerci anni e anni prima di andare in utile (a quel punto, di solito in modo spettacolare). Quindi siamo un po’ fuori dagli obiettivi dei portafogli Anticrisi.

  • Stefano Colucci

    Raffale,
    come al solito la mia grassa ignoranza mi porta a chiedere:
    Mi indichi il testo di G&D?

  • Raffaele Zenti

    Per Stefano, questa è la sua opera principale: Graham, Dodd, Klarman, “Security Analysis”, McGraw-Hill (prendi un’edizione recente, mi raccomando).
    Puoi leggere anche: Graham, “The Intelligent Investor”, HarperCollins.
    Consiglio caldamente questo libro di James Montier: “Value Investing: Tools and Techniques for Intelligent Investment”, John Wiley & Sons.
    Non ti immaginare grandi formalizzazioni, né idee sconvolgenti. Il principio-base, ripeto ha le radici nel buon senso: compra a prezzi bassi titoli che hanno un buon valore intrinseco, e tieni duro…

  • Stefano Colucci

    il solito investimento value,
    basso P/E, basso P/B, ecc?

  • Raffaele Zenti

    In breve: sì. Loro queste cose le dicevano già negli anni ’50… sono i padri del “Value Investing”.

  • Massimo vicari

    Un’altra cosa vorrei chiedere…
    Secondo l’indice di rischiosita’ di advise only, con le azioni ottengo gia’ il massimo punteggio di 100, ma coem la mettiamo di fronte ad opzioni e ancor di piu’ futures, dove il rischio e’ ben piu’ alto? il vostro modello tratta anche questi prodotti? (a puro titolo di curiosita’ e non di critica :) )
    Per il portafoglio basato su graham: si, generalmente basso p/e, basso p/book value e alto rendimento. ho creato stupidamente un foglio exel che in base ai dati di Borsa e Finanza (non sempre esatti a dir la verita’ :( ) mi evidenzia e titoli che rispondono alle mie necessita’. Ovvio che un portafglio basato solo su questi parametri e’ un buon esercizio ma manca la valutazione di tutta una serie di considerazioni indispensabili (come il momento d’entrata/uscita). a conti fatti il problema piu’ evidente e’ che senza stime aggiornate e puntuali si compra a man bassa in momenti di crisi spesso della paccottiglia (vedi imprese che per motivi straordinari aumentano il Roe). per il resto sono un fan di elliot, fibonacci e sto riscoprendo il Macd sotto un’altra ottica :)

  • Stefano Colucci

    Beh un mio collega fa un mix di ptf sceglie solo 10 titoli (max 10% di equity 1% a titolo) 5 value e 5 growth.
    alla fine tutto si riduce a come si stima e soprattutto gestisce il rischio.

    x Massimo, il modello di Filtered Bootstrap che usa Advise Only è molto robusto anche sotto il punto di vista dei derivati. Anche io uso lo stesso modello e sono molto confident con i numeri che escono.
    Per la parte tecnica lascio parlare Raffaele che conosce tutti i minimi particolari.

  • Raffaele Zenti

    Nota tecnica per Massimo. Sì, il nostro modello di analisi del rischio tratta benissimo qualunque strumento derivato (fa la cosidetta “full valuation”) e qualunque pay-off. E’ un modello, come dice Stefano, estremamente robusto – quando ha problemi è per i dati che lo alimentano, non per il modello in sé.
    Va detto che per ora sul sito Advise Only di derivati in anagrafica non ce n’è nemmeno uno. Motivo: Advise Only è indirizzato ai risparmiatori, più che a trader e professionisti, e non riteniamo essenziali le opzioni e altri derivati. Anzi. Se per un professionista i derivati sono utilissimi, per il risparmiatore ci sembrano come minimo superflui, se non pericolosi. E aumentano sensibilmente il costo di manutenzione del database – considera che il sito è in larga parte gratuito.
    Circa il fatto che ci sono investimenti azionari a rischio 100 , è perché l’indice di rischio va da 0 a 100 secondo una scala non-lineare, quindi da un certo livello di rischiosità in poi molti strumenti vanno asintoticamente a 100. Considera che preferiamo cogliere l’elefante, più che l’uccellino posato sul suo cranio. Comunque, per gli utenti esperti come te, consiglio di guardare VaR, CVaR, MaxDrowDown, e altri indicatori analitici, tutti disponibili sul sito Advise Only. Abbiamo moltre altre metriche calcolate e non esposte: gradualmente, mano a mano che i nostri utenti diventeranno più esperti, le pubblicheremo. Per ora stiamo sul semplice – che poi così semplice non è.

  • Stefano Colucci

    Ottimo Raffaele esaustivo e chiaro come sempre.

  • Massimo Vicari

    non ho trovato gli indicatori, in che parte del sito si trovano? personalmente per comodita’ utilizzo il Kilovar di Ucg (essendo da solo non mi posso permettere di usare strumenti piu’ complessi).
    Per tornare a bomba, i portafogli proposti, che orizzonte temporale hanno? sono previste rimodulazioni delle componenti?
    Ho guardato i papers linkati da Stefano, mi rendo conto che e’ passato troppo tempo da quando masticavo queste cose :|

  • Raffaele Zenti

    Massimo, se ti crei e salvi un portafoglio sul sito Advise Only, gli inbdicatori li trovi in una pagina-report dedicata a rischio e performance: quando entri nella pagina di un portafoglio, subito sotto il nome del portafoglio ci sono varie icone – è la quinta. Tra l’altro, sui portafogli creati precedentemente, è la pagina che si apre per prima. Più complicato a dirsi che a farsi…
    Allego due video che possono aiutare:
    http://www.youtube.com/watch?v=np4E726P0WA&list=UUzRkamckYML8QkbUqX6RK-w&index=10&feature=plcp
    http://www.youtube.com/watch?v=4RYhX9TNcvE&list=UUzRkamckYML8QkbUqX6RK-w&index=9&feature=plcp
    E poi trovi gli indicatori calcolati a livello di strumento, nelle schede strumento (in qualsiasi parte del sito, se clicchi su uno strumento, salta fuori una scheda).

  • Massimo Vicari

    ok, appena posso provo

  • Massimo Vicari

    ho sperimentato, ottimo, semplice e pratico. Complimenti.