Risparmiatori, superare la crisi finanziaria si può. Ecco il nuovo portafoglio anticrisi

Mai come in questi momenti di forte tensione vale la pena chiedersi: i portafogli Anticrisi, creati dal team Advise Only, di cui abbiamo parlato anche a un mese e a due mesi dal lancio, come se la sono cavata?

Cinque mesi di storia sono ancora un tempo troppo breve per emettere giudizi, ma trattandosi di portafogli costruiti intorno ad un tema d’investimento, la crisi dell’Eurozona, il periodo è comunque significativo. Di seguito vi proponiamo le performance, il rapporto rendimento/rischio dei tre portafogli e il grafico dell’andamento della performance lorda (elaborazioni Advise Only, dati Thomson Reuters e Morningstar) nel periodo che va dall’avvio (30 novembre 2011) al 16 maggio 2012.



Per questioni di brevità lasciamo a voi lettori il confronto con altri investimenti, ma teniamo a ricordarvi soltanto che si tratta di portafogli con un orizzonte temporale di circa 2 anni (dalla data di creazione), impostati secondo una logica “Total Return”: cioè non hanno un benchmark, bensì un obiettivo finanziario concreto,  nelle fattispecie:

  1. EuroTsunami: proteggere l’investimento in caso di “rottura” dell’Euro o simile danno sistemico, anche a scapito della performance in scenari maggiormente positivi (mai portafoglio è stato più attuale…);
  2. EuroOK:  puntare su una soluzione positiva e relativamente rapida della crisi, assumendosi dei rischi nel caso si concretizzasse uno scenario fortemente negativo;
  3. EuroIntermedio: è il caso intermedio e più equilibrato, di incertezza circa lo scenario che si realizzerà.

E, proprio per la natura “Total Return” dei portafogli, è importante che qualunque confronto consideri il rischio e il rapporto tra performance e rischio (sulle schede degli strumenti e dei portafogli su www.adviseonly.com trovate indicatori realizzati appositamente per questo fine).

Per il futuro, anche se si potrebbero attuare piccole variazioni a margine nei tre portafogli, riteniamo che i presupposti sui quali essi si basano restino sostanzialmente validi e, anche per una questione di semplicità operativa, non è necessario variarne la composizione.

Guardare avanti

Ci interessa ora guardare avanti e proporvi un nuovo portafoglio. Lo scenario per i prossimi mesi del 2012 si mantiene estremamente incerto. In Europa, l’attuale situazione della Grecia è figlia delle tensione tra le politiche economiche improntate all’austerità e quelle attente alla crescita economica. Il dibattito politico e istituzionale che ne consegue sta dilatando i tempi di soluzione della crisi del debito sovrano e tra i cittadini europei serpeggia in modo crescente il livello di intolleranza all’austerità fiscale e alla linea strategia “tedesca” per uscire dalla crisi.  Il tutto in un quadro che necessita di importanti riforme strutturali, sia a livello di Unione Monetaria, sia all’interno di singoli Paesi.

Per capire che direzione prenderà l’Eurozona e la crisi che l’affligge, i mercati finanziari guardano con attenzione al fattore politico, e agli elementi che lo influenzano:

  • l’incertezza legata alla situazione Greca (che se non riuscirà a darsi un Governo capace di rispettare i patti concordati per ricevere gli aiuti, non riceverà nessun aiuto),
  • il nuovo corso politico della Francia,
  • il referendum sul “fiscal compact” che si terrà in Irlanda il 31 maggio.

Tutti elementi più che sufficienti a mantenere elevato il rischio.

È anche vero che al di fuori dell’Eurozona le prospettive di crescita economiche sono migliori nel 2012 (la crescita del PIL reale secondo l’IMF sarà rispettivamente il 3,5% a livello globale contro il -0,3% dell’Eurozona) e quindi si può sperare in una “luce al fondo del tunnel”. I Paesi Emergenti sono quelli con le migliori prospettive di crescita e, tra essi, l’area asiatica è quella con le migliori previsioni.

Il nuovo portafoglio, EuroRinascita, ingloba queste considerazioni. È semplice nella struttura come i precedenti e guarda al futuro con orizzonte temporale più esteso (3-4 anni), pensando a chi ha la capacità di sopportare qualche rischio in più durante il percorso d’investimento.

I temi più importanti intorno ai quali abbiamo definito EuroRinascita sono:

  • lenta uscita dalla crisi dell’Eurozona, ma con permanenza di “tail risk” nell’area Euro (eventi a bassa probabilità ma dagli effetti devastanti) che può impattare su azioni, obbligazioni e divise;
  • ripresa della crescita soprattutto nelle aree extra-Euro, in particolare in quelle emergenti e, fra queste, in particolare in Asia;
  • possibile ripresa della crescita anche nell’Eurozona, con tempi più lunghi e a tassi inferiori;
  • conseguente presenza di qualche rischio inflattivo nei prossimi anni (su scala globale);
  • una discreta valutazione delle obbligazioni corporate;
  • elezioni presidenziali negli USA.

Il portafoglio investe in titoli obbligazionari ed ETF e diversifica tra questi fattori, che offrono sì delle opportunità, ma ovviamente sono anche portatori di rischi, che vanno gestiti. A titolo esemplificativo, sono presenti titoli di Stato italiani, per beneficiare del buon rendimento offerto, insieme a investimenti obbligazionari denominati in divise extra-Euro o legati all’area “Core” dell’Eurozona per cercare protezione dal “tail risk”, così come investimenti azionari in aree o settori che in questi momenti difficili hanno maggiore tenuta o maggiore potenziale di crescita. È per questo motivo che abbiamo inserito ETF su titoli azionari ad alto dividendo dei Paesi sviluppati, perché storicamente i dividendi sono una componente importantissima del rendimento azionario. O, ancora, per beneficiare della crescita economica in Asia, in un settore che dovrebbe “tenere” in molti scenari possibili, contestualmente diversificando rispetto al “rischio Euro”, abbiamo inserito un ETF sul settore dei beni di largo consumo nei Paesi emergenti asiatici.

Ad ogni modo la cosa migliore è andare a vedere direttamente le caratteristiche e l’andamento del portafoglio sul sito. EuroRinascita e tutti gli altri portafogli Anticrisi sono a vostra disposizione, aggiornati quotidianamente per performancerischio e liquidità (in modo gratuito, ovviamente). Basta accedere al sito www.adviseonly.com e cliccare Analisi Mercati / Idee di investimento.

Buona navigazione.

Tag: azioni, come investire, crisi finanziaria, etf, eurozona, Obbligazioni

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Raffaele Zenti

È uno dei fondatori di Advise Only, responsabile della consulenza finanziaria in Advise Only SIM e partner di Virtual B. Esperto di finanza e di gestione dei rischi, è laureato in Economia con indirizzo quantitativo-statistico all'Università di Torino. Docente di Quantitative Portfolio Management al Master in Finance dell'Università di Torino, ha pubblicato vari articoli su riviste finanziarie (fra gli altri, il Journal of Asset Management, Economic Notes, Risk), contribuendo a libri su temi legati alla scelta degli investimenti ed alla gestione del rischio. Nel suo percorso professionale si è occupato di asset allocation in Sella Asset Management, ha accumulato una lunga esperienza in Allianz Global Investors Italy prima come responsabile operativo del Risk Management e poi delle Gestioni Quantitative. Ha avuto un’esperienza nel Gruppo Banca Leonardo come responsabile delle Gestioni Quantitative ed è stato tra i primi ad occuparsi di consulenza indipendente con IDeA Sim - Gruppo DeA. Un passato da triathleta, è ossessivo-compulsivo verso le immersioni in apnea e con bombole, il nuoto e la corsa.

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  • renacev

    Chiedo se questi portafogli gratuiti vengono aggionati periodicamente nei pesi e se si con quale frequenza.

  • Raffaele Zenti

    Li aggiorniamo tutte le volte che ci sembra necessario. Ma, per minimizzare la vostra operatività (con i relativi costi) e semplificare la vita all’investitore, cerchiamo di farlo il meno possibile.
    Anche perché l’investimento in obbligazioni è pensato soprattutto con ottica da “cassettista”, cioè detenendo il titolo fino alla scadenza: in tal caso meno si tocca il portafoglio meglio è.
    Infatti, con un taglio minimo che di norma è 1000 Euro per i titoli di Stato (quindi per portafogli sotto una certa dimensione, è un “dentro o fuori” dal titolo) ed è meglio non generare micro-variazioni nei pesi% del portafoglio.
    Diverso è il caso degli ETF, normalmente più adatti a movimenti anche di natura tattica, oltre che strategica.
    La filosofia di costruzione e ribilanciamento dei portafogli è in linea con Rasoio di Okkam: essenzialità, tutto all’osso.
    Comunque vorrei che il messaggio fosse chiaro: tranquilli, non vi abbandoniamo, se decidete di seguire questi portafogli… ne va dello spirito del nostro progetto!

  • Stefano Colucci

    Ottima Idea! Molti blocchi di diversificazione sia nell’Azionario sia nell’Obbligazionario.

    Se mi consentite un commento tecnico da Risk Manager un VaR1% un mese di -2.5% è in linea con le attese di un cliente prudente.
    Non è un portafoglio da notti insonni.

  • Gavino

    Apprezzatissimi i vostri portafogli e grazie per averli condivisi!!!

    Sarebbe bello se faceste un articolo che invece spiegasse una volta per tutta se vi sono vantaggi ad aprie un c/c all’estero in termini di sicurezza dei propri risparmi. A me sembra che un c/c all’estero sia un’assurdità perché costa più che uno Italiano, richiede ulteriori costi di commercialista per il quadro RW ed infine se l’Europa fa il botto incontrollato come fa uno a sapere che sicuramente la banca in UK o in Svizzera dove ha messo i soldi non sia così esposta verso l’Europa da fare il botto pure lei.

    Lo so che sembra scontato, ma ci sono siti ( vedasi: http://ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.it/ ) che non fanno altro che suggerire di portare i soldi all’estero in Svizzera e non si capisce più se cavalcano solo l’onda della paura per il proprio interesse (anche solo d’immagine) o se invece hanno delle ragioni serie dietro che i vostri portafogli per quanto intelligenti non hanno tenuto in considerazione.

    In parole povere, a rigor di logica tra avere i soldi in un c/c in Svizzera, ed avere i soldi in un c/c in Italia ma in forma di titoli governativi Svizzeri denominati in CHF mi sembra che non ci sai una gran differenza in termini di sicurezza dei propri risparmi, cioè in caso di EURO BOOM o si salvano entrambi o saltano entrambi quindi non capisco l’intelligenza di correre ad aprire un c/c all’estero, per chiesto vi chiedo aiuto.

  • Raffaele Zenti

    Gavino, io la penso così:

    - se hai paura di un’uscita dell’Italia dall’Euro, devi investire in divise extra-Euro, tipo Corona Norvegese, Dollaro USA, Dollaro Canadese, Dollaro Australiano, ecc;

    - per farlo basta comprare dei titoli di Stato dei rispettivi Paesi, o delle emissioni di organismi sovranazionali;

    - si tratta di titoli con elevata liquidità e costi accessori contenuti (tipicamente…poi dipende da banca a banca, chiaro);

    - questi titoli sono depositati ed amministrati dala tua banca, della quale tu NON diventi creditore; tu sei creditore dell’emittente dell’obbligazione.

    Questa è nella sostanza l’idea dietro il portafoglio Euro-Tsunami.
    Ora, in caso di default bancari multipli, il problema c’è, o ci potrebbe essere, per i creditori della banca. Ma tu non sei un creditore: dovrebbero appropriarsi indebitamente di qualcosa che è tuo. Ora, la mia formazione legale è quella che è (…elementare), ma l’idea che la tua banca, anche in gravi difficoltà, si appropri in qualche modo di tali titoli mi sembra inimmaginabile. Potrebbe capitare anche alla banca svizzera del caso…
    Per l’investimento in divisa extra-Euro il conto estero mi sembra, come dici tu, un veicolo più costoso (anche qui dipende da caso a caso).
    Diciamocela tutta: chi porta i soldi all’estero lo fa essenzialmente per sottrarli al Fisco. L’aspetto puramente finanziario è di second’ordine. Ma magari sbaglio…

  • Gavino

    Grazie Raffaele della sua riposta. Vi ho mandato una mail perché non si riesc ad acceder al sito http://community.adviseonly.com Mi sono registrato e ho poi inserit la password. Dopo ho anche ricevuto l amail di benvenuto, am non si accede, ho provato con vari browser. Chrome dice loop infinito, vi ho inviato schermate dell’errore.

  • Gavino

    La mail che vi ho inviato è tornata indietro dice che l’indirizzo mail non esiste. E’ quello che appare quando si fa clic su “Servizio Clienti” alla pagina http://community.adviseonly.com/users/sign_in

  • Raffaele Zenti

    Gavino, la Community Advise Only per il momento è in versione “beta”, preliminare insomma, ed è ad invito: si entra facendone richiesta (dal sito http://www.adviseonly.com, occorre essere registrati al sito – cosa del tutto gratuita). Abbiamo molte richieste e quindi c’è un po’ di coda da smaltire: ci potrà essere da aspettare qualche giorno, ma tranquilli, entrerete…
    Per quanto riguarda il problema con l’email, in effetti si deve essere verificato un piccolo disguido: ti stanno scrivendo privatamente.
    Comunque, per email relative al blog l’indirizzo è social@adviseonly.com, per email relative al sito Advise Only, l’email è info@adviseonly.com.

  • Gavino

    Scusate non avevo capito che era ad invito mi ero registrato e pensavo fossi già ok.
    Era per vedere i portafogLi che indicate in questo articolo. Grazie, aspetto il mio turno.

  • Raffaele Zenti

    No, no, aspetta Gavino… i portafogli li puoi vedere subito! (è la Community che è ad invito, per ora).
    Per vedere i portafogli basta andare sul sito, nel “luogo” indicato nell’ultimo capoverso del post.

  • Albert

    Ritorno sull’argomento di portare i soldi all’estero, sembra di attualità, lo fanno le imprese, le banche ed anche i privati cittadini:
    http://www.corriere.it/economia/12_giugno_14/grande-fuga-capitali-europa-fubini_90384c48-b5e1-11e1-a717-30326103327c.shtml

    Sottolineo che è possibile aprire un conto all’estero (non necessariamente in Svizzera) e NON essere per questo evasore:
    http://ilcontribuenteonesto.blogspot.com/2011/06/aprire-un-conto-corrente-allestero.html

    Ma conviene? Quali vantaggi potrebbe offrire? Prendo spunto dall’articolo “Aprire un conto all’estero: Germania” per aprire il dibattito:
    http://www.piccolorisparmio.eu/index.php/aprire-un-conto-allestero-germania.html

    In caso di Euro Tsunami il conto potrebbe essere ridenominato in marchi, moneta sicuramente più forte della eventuale lira. Oppure, in caso di Europa a due velocità, rimarrebbe in Euro sempre meglio delle lire.

    Considerando dei cittadini comuni con qualche risparmio, non certo grandi capitali, potrebbe dunque avere un senso…?

  • Albert

    E un conto corrente in valuta estera (tipo dollari) potrebbe aver senso?

  • Albert

    Ci sono! Tengo tutto in fiches del casinò :-D

  • Raffaele Zenti

    Albert, ribadisco che avere divisa estera, che probabilmente non solo terrà ma si apprezzerà moltissimo in caso di crack dell’Euro, è sufficiente acquistare titoli di Stato dei Paesi d’interesse, non è necessario aprire un conto all’estero (comunque, de gustibus…). E certamente tra questi titoli di Stato diversificanti ci sono quelli USA, denominati in USD.

  • Stefano Colucci

    Caro Albert,
    mi sembra che sulla community qualcuno abbia condiviso un portafoglio che investe in casinò, magari fa al caso tuo!

  • cucciolo

    vorrei dei chiarimenti su come ho investito i miei risparmi,dopo tutto quello che sta succedento a livello globale.ho aperto due depositi a risparmio intestati solo a me,questi depositi hanno una durata di 600 giorni uno e da 100.000,00,con un tasso del 3,75 e l’altro da 90.000,00,con un tasso del 3.alla fine dei 600giorni avro’un guadagno di circa 8.700,00 euro.la mia paura che se dovrebbe succedere,tipo un fallimento della banca,i miei risparmi verrebbero garantiti per solo 100.000,00 euro dal fondo interbancario di tutela dei depositi.vorrei chiedervi gentilmente che fine farebbero gli altri 90.000,00euro,come posso tutelarmi,cortesemente datemi delle delucidazioni su quello che devo fare per non rimetterci una vita di sacrifici.grazie attendo cortesemente qualche buon consiglio.

  • Raffaele Zenti

    Buongiorno cucciolo, non vorrei apparire brutale ma devo chiarire che cerchiamo di evitare di fornire consigli personali sul blog, ma facciamo volentieri un’eccezione perché evidentemente non lo sapevi e perché il tema ha una certa attinenza con il post.

    Veniamo al punto. L’eccedenza rispetto alla garanzia è un credito nei confronti della banca, quindi in caso di default della banca rientra nel patrimonio fallimentare, che va diviso con gli altri creditori aventi il medesimo livello di privilegio.
    Un consiglio? I portafogli Anticrisi, presenti in vari “formati” per soddisfare varie esigenze e livelli di ansia. Non li abbiamo pensati con leggerezza, anche se sono semplici (siamo per rimuovere le inutili complicazioni): le consiglio di guardarli con attenzione.
    Io non so in che banca tu abbia i depositi, ma (mia personalissima opinione) non reputo granché probabile un fallimento di banche italiane di primario livello. Certo è una possibilità, inutile nascondersi. Quindi, senza panico (e usando un po’ di buon senso), compatibilmente con le condizioni contrattuali dei depositi, cercherei una maggiore diversificazione dei rischi.
    Concludo ribadendo che, purtroppo, investimenti sicuri al 100% NON esistono: rischi di qualche genere esistono SEMPRE.

    Life is random.

  • Gianni

    @Raffaele Zenti: ho apprezzato moltissimo io tuo ultimo commento. Andrebbe scritto a caratteri cubitali su ogni brochure di investimento e in ogni banca.

    Una info, nei portafogli EuroTsunami ho visto che avete inserito obbligazioni Australiane, Canadesi, Norvegesi, ecc. Purtroppo vi segnalo che tali obbligazioni da comprare per il piccolo risparmiatore sono un po’ un dramma perché sono OTC ovvero non si riescono a comprare online sul OT/TLX, ma si deve ricorrere solitamente ad usare il telefono per chiedere all’operatore bancario di comprarle. Le commissioni sono anche piuttosto alte rispetto agli ordini online. Non ci sarebbero ETF che replicano in quanche modo le obbligazioni Australiane, Canadesi e Norvegesi così da semplificare l’operatività???

  • Raffaele Zenti

    Gianni, hai stra-ragione sui titoli governativi in divise extra-euro: benché siano generalmente liquidi e facilmente acquistabili nel circuito professionale, a livello retail l’acquisto è spesso rognoso (anche se alcune banche online ci hanno assicurato di trattarli senza problemi – senza applicare condizioni capestro – al telefono).

    Segnalo qualche obbligazione in divisa extra-Euro, dignitosamente liquida, quotata su EURO-TLX (non dovrebbero esserci problemi di reperibilità):

    AU300EB26033, BEI 6% 14.08.2013 AUD
    XS0475588678, BEI 3.125% 07.01.2013 NOK
    XS0548635605, KFW 1.75% 20.10.2014 CAD
    US459058AN36 INTERNATIONAL BANK FOR RECONSTRUCTION AND DEVELOPMENT 1.75% 15.07.2013 USD

  • Gianni

    @Raffaele Zanetti: ecco proprio dai titoli che hai indicato casca a pennello un’altra cosa che volevo chiederti. Tali titoli obbligazionari infatti li avevo visti pure io, ma sono obbligazioni di organismi credo detti sovranazionali in particolare a me sembrano comunque banche: “BEI”, “Kredit Fuer Wiederbauf”. Ma allora quello che mi chiedo è: in caso di Euro Tsunami io mi sentirei più tranquillo ad avere come creditore il governo Australiano/Canadese piuttosto che delle banche. E tu? O mi sono perso qualcosa, tipo che un organismo sovranazionale anche se Banca è più sicuro di uno Stato sovrano?

  • Gianni

    Chiedo scusa per l’errore volevo dire “@Raffaele Zenti”, “Zanetti” non so da dove è scappato fuori.

  • Raffaele Zenti

    Gianni, no problem per “Zanetti”… ;-)

    Sono 100% d’accordo con te: preferisco comprare direttamente debito del Governo australiano piuttosto che comprare obbligazioni di una banca sovranazionale europea che emette in dollari australiani. Questo perché il potenziale di apprezzamento della divisa in caso di catastrofe Euro è ancora lì, e questo va bene, ma il rischio di default dell’emittente è “europeo”.
    E’ per questa ragione che nel portafoglio abbiamo consigliato titoli di Stato.
    Però, siamo pratici: se le obbligazioni governative sono difficili da reperire per un investitore italiano non professionale, occorre guardare alle obbligazioni quotate all’Euro TLX e al MOT. Quelle indicate sono sì banche, ma sovranazionali (un tipo molto particolare e molto solido di banca…), hanno un rischio emittente molto basso, non mi preoccuperei troppo.

  • Raffaele Zenti

    Gianni, un addendum importante: in definitiva sì, una banca sovranazionale è sicura come uno Stato Sovrano.
    Perché è finanziata da vari Stati, per fini specifici d’interesse pubblico (es. investimenti nello sviluppo di infrastrutture di una vasta area geopolitica). Ed essendo finanziata da più stati, è mediamente più solida del singolo Stato (inutile dire che c’è Stato e Stato).

  • Gianni

    @Raffaele Zenti: GRAZIE!

  • Gianni

    Un chiarimento, ma se uno decide ora di investire in un portafolio che replica il vostro Euro-Itermedio è tardi? Ho visto che il portafoglio è stato lanciato il 30/11/2011 e ad oggi ha una performance del +9%. Ho visto che l’orizzone è 4 anni, ma avendo segnato un +9% in 6/7 mesi ho paura che sia tardi per investirci replicandolo. Nel casao comunque uno decidesse di replicarlo, altra cosa non chiara è se prima va utilizzato il tool di bilanciamento per “Diversificazione del rischio” o se invece va replicato con i suoi pesi iniziali. Grazie!

  • Raffaele Zenti

    Gianni, intuisco la tua perplessità dovuta al fatto che il portafoglio ha fatto parecchia strada da allora, con un rischio peraltro gestibile, ma la mia opinione è: per me va bene anche adesso.
    In effetti, la crisi c’è ora come allora, qualche passo avanti è stato fatto, ma purtroppo la soluzione è ancora lontana, l’incertezza è tanta e i temi sui quali investe (in estrema sintesi obbligazioni extra-euro, settori azionari difensivi, la parziale scommessa sulla tenuta dell’Italia) sono tutt’ora valide, a mio parere.
    PS ci sei sulla Community Advise Only?

  • Gianni

    Nella Coomunity non ci sono, purtroppo di Community e gruppi vari di acquisto e non a mio avviso ce ne sono già troppo tra FB, Linkedin, Twitter, Exedo, Groupon le/li trovo sempre più disgustose e opprimenti e fastidiose. Amo solo i blog (il vostro lo adoro) e gli RSS di questi sul mio cellulare. Ma quindi EuroIntermedio (così come gli altri portafogli) sono validi con i loro pesi iniziali, e nel caso uno decidesse di replicarli dopo la data di avvio non vanno ribilanciati con il tool messo a disposizione su AO?

  • Raffaele Zenti

    Gianni, i portafogli Anti Crisi sono il più possibile “Buy & Hold”, cerchiamo di ribilanciarli il meno possibile per evitare lo “sbattimento” dei risparmiatori, quinbdi secondo me vanno benissimo con i pesi che trovi sul nostro sito, la sostanza è quella.

    Quanto alla Community…peccato che tu la pensi così (dei portafogli AntiCrisi se ne sta parlando proprio in questi giorni).Tieni presente che la Community è totalmente integrata nel sito ed è pensata e creata per condividere e discutere con altri risparmiatori più o meno esperti (c’è di tutto) idee d’investimento, fatti di attualità economica, finanziaria, politica, ricerche e analisi. E’ una cosa un po’ diversa da FB. Se ti piace il nostro blog, faccio fatica a credere che non ti piacerà la Community: io ti consiglio di dare un’occhiata e poi decidere.

  • Albert

    Non trovo, sul mercato i titoli del portafoglio EuroIntermedio

    Per curiosità ho provato a cercare i titoli del PTF EuroIntermedio sul mio home banking e non riesco a trovare questi:

    US912828RS13
    NO0010144843
    AU0000XCLWH5
    CA135087ZT42

    Ho quindi provato direttamente su borsa italiana MOT/ExtraMot ed EuroTLX, ma niente neanche lì. Ma dove son quotati sti titoli?
    Se metto l’ISIN su Google trovo le quotazioni su diverse borse internazionali.
    Se invece provo con altri titoli, es: US T.Bond li trovo ma questo US912828RS13 no, mah…

  • Albert

    Ho letto solo ora, gli interventi di Gianni, forse son arrivato tardi… (Strano però che alcuni UST.Bond li trovo ma il vostro no…)

    Pongo allora altre domande:
    – Gli ETF, come il LYXOR ETF MSCI WORLD A o ISHARES JPMORGAN $ EMERGING MRKTS come si pongono in caso di Euro Tsunami?

    - Come sottolineava Gianni il PTF si è apprezzato dalla sua creazione in poi, dunque in un ottica “Buy & Hold” ha senso comprare ora un titolo come il NO0010144843 pagandolo pure 104 e portarlo a scadenza (05/2013)?

  • http://www.adviseonly.com Redazione Advise Only

    @Albert: i titoli che ci hai elencato potresti non trovarli sulla tua piattaforma di trading perché non comuni. Tutte le principali banche e piattaforme, ad ogni modo, posso censire questi strumenti: basta mandare una mail o fare una telefonata al suo istituto.

  • Albert

    Grazie ma, preferisco investire principalmente con Internet, valuterò alternative come quelle proposte da @Raffaele Zenti più sopra. Particolare è il fatto di non trovare informazioni neanche sui siti dei mercati di riferimento, Borsa Italiana ed EutoTLX.

  • Raffaele Zenti

    @Albert, se le banche online non hanno i titoli “in magazzino”, cioè nei loro book, non esistono nemmeno le informazioni anagrafiche sui loro siti.
    Comunque quei titoli consigliati a Gianni sono pressoché fungibili a quelli originariamente consigliati.

  • Albert

    Grazie.

    Pongo nuovamente due domande:
    – Gli ETF, come il LYXOR ETF MSCI WORLD A o ISHARES JPMORGAN $ EMERGING MRKTS come si pongono in caso di Euro Tsunami?
    - Come sottolineava Gianni il PTF si è apprezzato dalla sua creazione in poi, dunque in un ottica “Buy & Hold” ha senso comprare ora un titolo come il NO0010144843 pagandolo pure 104 (in valuta estera) e portarlo a scadenza (05/2013)?

  • Raffaele Zenti

    @Albert:
    1) il Lyxor ETF MSCI WORLD investe in grandi multinazionali che, per struttura geografica della produzione e distribuzione dei beni e servizi che producono, dovrebbero reggere più che decentemente la recessione, inoltre c’è una componente valutaria extra-euro che dovrebbe difendere le performance in caso di tracollo dell’euro, grazie all’apprezzamento della divisa estera;
    2) l’iShares JPM EM è ben diversificato al suo interno, investe in Paesi dai conti pubblici attualmente molto più solidi di quelli della maggior parte dei Paesi occidentali e inoltre è extra-euro in termini di divisa, quindi valgono le considerazioni di cui sopra.

    Tieni presente che, nei giorni peggiori, tutti gli strumenti finanziari non considerati dagli operatori “porto sicuro” (luogo che secondo me non esiste…) tendono ad andar male. Quando parlo di tenuta, ho in mente periodi più lunghi, settimane e mesi.

    Per quanto riguarda i titoli scandinavi o, più in generale, extra-euro come quello che indichi tu, sì, se hai paura vale la pena prenderli, perché non li compri certo per il rendimento a scadenza, pessimo, bensì per il fatto che in caso di crack dell’euro la componente di rendimento da apprezzamento del cambio può essere fortissima. In pratica compri un’opzione sul default…

  • Albert

    Hanno senso anche queste alternative?

    US912828RS13 -> IE00B14X4S71 o FR0010960955
    AU0000XCLWH5 -> US72201R7420
    CA135087ZT42 -> PIMCO Canada Bond Index ETF (CAD)
    DE0001135242 -> US74348A8898 o IE00B87LHK09

  • Albert

    Ho due conti e con nessuno dei due riesco ad avere i Bond governativi australiani (tipo AU0000XCLWH5). Una, non effettua cambi in AUD e l’altra dice, allo sportello, che tali titoli sono illiquidi quindi non riescono a trattarli, insomma non hanno un prezzo… o non hanno prezzo :-) mah?
    E vai di BEI!

  • Albert

    Ho due conti e con nessuno dei due riesco ad avere i Bond governativi australiani (tipo AU0000XCLWH5). Una, non effettua cambi in AUD e l’altra dice, allo sportello, che tali titoli sono illiquidi quindi non riescono a trattarli, insomma non hanno un prezzo… o non hanno prezzo :-) mah?
    E vai di BEI! Peccato non ci sia un ETF su questa asset class.

  • Raffaele Zenti

    Albert, vai di BEI…comunque quei titoli governativi australiani non sono illiquidi, è solo che la banca non li ha “a magazzino”, cioè nei suoi book.

  • Albert

    Si lo immaginavo, ma sai ne dicono tante io ho riportato + o – le loro parole.