L'angolo dei mercati finanziari

La BCE aumenta gli stimoli monetari: ecco perché

9 marzo 2016 · di Jacopo Caretta Mussa · 1 Commento

Negli ultimi tre anni non si può certo dire che la Banca Centrale Europea non abbia fatto la sua parte. Con il lancio del Quantitative Easing (QE) e il taglio dei tassi d’interesse, la BCE ha cercato di stimolare investimenti e consumi facendo leva su tre canali: credito, tasso di cambio e mercati finanziari.

Vediamo che cosa ha funzionato e che cosa no tra le misure varate nel corso dell’ultimo anno.

Credito e banche

Negli ultimi 12 mesi i prestiti a famiglie e imprese (al netto delle cartolarizzazioni) sono cresciuti e i tassi d’interesse sui prestiti finanziari sono diventati sempre più accessibili. Inoltre, nonostante la battuta d’arresto registrata a dicembre e i problemi strutturali del sistema bancario, la maggior parte dei leading indicators sul credito (come il Lending Survey o il credit impulse) suggeriscono un certo ottimismo anche per i mesi a venire.

 

Tasso di cambio

Secondo gli indici della Bank for International Settlements (Bis), l’euro si è deprezzato rispetto ai maggiori partner commerciali: rispetto a febbraio 2015 la moneta unica ha perso circa il 7% in termini nominali e il 5,5% in termini reali. Come regola empirica, la Commissione Europea stima[1] che un deprezzamento nominale del tasso di cambio intorno al 5% possa contribuire positivamente al PIL per circa 0,3% nel primo anno e 0,2% nel secondo anno. Tenuto conto della debole domanda aggregata e delle politiche monetarie espansive a livello globale, è probabile che il livello del tasso di cambio rimanga su questi livelli e che il grosso dell’effetto benefico del deprezzamento del cambio sul PIL sia già dietro le spalle. Inoltre, se con l’ipotetica stabilizzazione del prezzo del petrolio l’inflazione dovesse accelerare a partire dalla seconda metà dell’anno, l’effetto sul PIL potrebbe attenuarsi.

Tassi d’interesse e Borse

Il Quantitive Easing non è riuscito a contenere l’avversione al rischio che ha recentemente penalizzato l’insieme degli attivi rischiosi e, in particolare, le banche italiane. Tuttavia, rispetto al 2010, il QE è servito a contenere i tassi d’interesse sui titoli governativi che, ad accezione di Portogallo e Grecia, oggi non offrono particolari opportunità agli investitori.

rendimenti offerti

Cosa ha fatto la BCE nell’ultimo meeting?

Margio Draghi non ha deluso le attese ed ha alzato la posta. Con l’inflazione che dovrebbe rimanere al di sotto del target di riferimento (pari al 2%) oltre il 2018 e con la revisione delle previsioni di crescita del PIL, il Consiglio Direttivo della BCE ha deciso di intervenire con nuove misure di politica monetaria.

2016-03-10_1453

Vediamo quali azioni ha intrapreso la BCE:

  1. un taglio dei tassi d’interesse di riferimento, cioè
    • il tasso REFI è stato portato allo +0,00% (-5 punti base);
    • il tasso marginale sui prstiti è stato portato allo 0,25% (-5 punti base);
    • il tasso sui depositi delle banche è stato portato a -0,4% (-10 punti base);
  2. l’aumento di €20Mld dell’ammontare dei titoli acquistati mensilmente (da €60Mld a €80Mld);
  3. d’ora in poi la BCE potrà comprare i titoli obbligazionari Investment Grade emessi da società non finanziarie;
  4. a partire da giugno 2016, la BCE lancerà quattro nuove operazioni di finanziamento a lungo termine (TLTRO), con un orizzonte temporale di 4 anni.

Cosa cambia per le nostre idee d’investimento?

Il mercato ha reagito positivamente alle mosse di Draghi e sia le Borse che l’euro sono andate nella direzione che si poteva aspettare.

Nel complesso, noi di AdviseOnly restiamo positivi sugli attivi rischiosi, e tenuto conto delle attuali valutazioni, lo siamo moderatamente anche sul mercato azionario europeo: esattamente come lo eravamo il mese scorso quando i mercati scendevano in modo brusco.

Tuttavia, non sono le singole mosse della BCE a cambiare la nostra opinione di medio/lungo termine, visto che il quadro generale dell’eurozona resta soggetto a forti rischi strutturali. Fino ad oggi, la BCE è riuscita a prendere tempo e a togliere le castagne dal fuoco, ma è tempo che la politica faccia la sua parte dal lato fiscale, come più volte Mario Draghi ha ricordato.

Per monitorare le azioni della BCE nel tempo, clicca sul bottone.

[1] http://ec.europa.eu/economy_finance/eu/forecasts/2015_winter/box2_en.pdf

Jacopo Caretta Mussa

Jacopo Caretta Mussa

Segue tematiche economiche e finanziarie per il team financial strategies group di Advise Only. Dopo aver conseguito una doppia laurea in Management all’Università di Torino e all’ESCP Europe, ha deciso di proseguire i suoi studi con un master in Economia Internazionale a Paris Dauphine. Dopo 4 anni di vita parigina ed esperienze lavorative come economista e strategist, sbarca in Advise Only con l’obiettivo di sviluppare la parte di analisi economica e congiunturale. Leggi tutto

Discussione

1 Commento

  • Massimo Vicari

    Ottimo post, chiaro ed interessante!